Accordo Usa-Russia sul gasolio, Axios: “Intesa raggiunta dopo il rifiuto di Zelensky di fermare i raid sulle centrali petrolifere”
- Postato il 10 ottobre 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Donald Trump ha concluso un accordo diplomatico con Vladimir Putin per sospendere le sanzioni sul gasolio russo e autorizzare l'importazione di milioni di barili negli Stati Uniti. L'intesa, secondo fonti Axios, è stata raggiunta dopo il rifiuto del presidente ucraino Zelensky di interrompere gli attacchi alle infrastrutture energetiche russe. La mossa mira a ridurre i prezzi dei carburanti sul mercato americano, segnando un cambio di rotta nella posizione di Trump riguardo la guerra in Ucraina.
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L’andamento ondivago di Donald Trump sulla guerra in Ucraina questa volta premia Vladimir Putin. Un’ora e mezzo di telefonata per suggellare l’accordo sulla sospensione delle sanzioni al gasolio russo e l’acquisto di milioni di barili da parte di Washington che, nell’idea del presidente americano, faranno abbassare i prezzi del carburante in maniera repentina, dopo la crisi energetica innescata dalla guerra all’Iran e il blocco di Hormuz. Una chiamata che, secondo Axios, è nata dal rifiuto di Volodymyr Zelensky di soddisfare la richiesta di Trump di interrompere gli attacchi alle infrastrutture petrolifere russe.
Il presidente americano non è abituato ai dinieghi e, come già successo in passato anche sul dossier ucraino, si mostra più vicino al leader che, in quel preciso momento, considera più in linea con i propri interessi. E il clima con la Russia, dopo la freddezza con la quale, appena qualche settimana fa, Washington aveva risposto a Mosca che il sostegno a Kiev non sarebbe venuto meno, sembra improvvisamente più disteso, almeno stando a quanto dichiarato dal consigliere del Cremlino, Youri Ushakov: “La conversazione, direi molto intensa e amichevole, tra i due presidenti è durata un’ora e mezza. Né Putin né Trump volevano essere i primi a riagganciare durante la loro telefonata”.
Così, mentre l’Europa deve fare i conti con costi dell’energia alle stelle e rimane comunque ferma sul mantenimento delle sanzioni a Mosca, gli Stati Uniti rompono di nuovo l’alleanza col Vecchio Continente riguardo alla pressione economica, oltre a scatenare la reazione stizzita di Zelensky che ha parlato di atto “indegno e disonesto” da parte di Washington. Non a caso, Kiev ha risposto già nella notte tra venerdì e sabato con un raid sul terminal petrolifero di Zheleznodorozhny, nella regione russa di Rostov, che gestisce prodotti petroliferi destinati all’esportazione, comprese le spedizioni provenienti dalla raffineria di petrolio di Novoshakhtinsk che appartiene al gruppo di aziende Yug Rusi.
“Zelensky sta valutando male la situazione. Continuando a colpire le raffinerie, sta compromettendo” la fiducia e la la disponibilità ottenuta da Trump negli ultimi sei mesi, ha spiegato un funzionario americano ad Axios confermando quello che è il clima alla Casa Bianca. Durante le otto ore di colloqui a Miami con i negoziatori ucraini, Steve Witkoff e Jared Kushner li avevano avvertiti della decisione di Trump, minacciando anche di togliere all’Ucraina l’intelligence necessaria per agire se continuerà a ignorare le richieste del presidente.
Ben diversi, come detto, i rapporti sull’asse Mosca-Washington. Nonostante la Russia abbia chiarito che “scopi e obiettivi dell’operazione militare speciale restano invariati”, sistemata la questione energetica Kushner e Witkoff stanno pensando di riavviare un round di colloqui mediati visitando Mosca e Kiev la prossima settimana: “Putin sta colpendo duramente l’Ucraina, ma crediamo che sia aperto a una discussione per porre fine alla guerra – commenta il funzionario al media americano – Vogliamo lavorare a una nuova proposta che sia abbastanza allettante da convincerlo a fermarsi”. I due presidenti russo e americano, invece, potrebbero vedersi di persona al prossimo vertice Apec di Shenzen, in Cina, a metà novembre, come confermato da Ushakov. Con l’accordo sul gasolio ormai siglato e la sospensione delle sanzioni almeno fino ad aprile, i due leader potrebbero tornare a parlare di una strategia per riavviare i colloqui sulla guerra.
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