A10, Arboscello (PD): “17 chilometri di coda inaccettabili, i cantieri vanno modulati e il Ponente non può essere isolato”
- Postato il 19 settembre 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. “Che sulle autostrade liguri ci siano lavori necessari lo sappiamo e siamo i primi a sostenere che la sicurezza debba venire prima di tutto. Ma sicurezza non può diventare sinonimo di cantieri gestiti senza alcuna flessibilità. Quello che è successo la notte di venerdì sulla A10, con 17 chilometri di coda tra Finale Ligure e Pietra Ligure, è una situazione fuori dal normale, soprattutto a fine settembre, con il bel tempo e un evidente afflusso di persone verso il Ponente. Non si può pensare di programmare i lavori ignorando completamente i flussi di traffico e le giornate in cui la pressione sulla rete autostradale aumenta in modo prevedibile”.
Così Roberto Arboscello consigliere regionale PD commentando la situazione delle autostrade nel savonese.
“Da mesi denunciamo una situazione che, tra cantieri, incidenti e una rete infrastrutturale già fragile, sta mettendo a dura prova chi vive e lavora in Liguria, gli autotrasportatori e i turisti. Gli incidenti sono eventi che purtroppo possono accadere, ma un sistema di cantieri che non viene adeguatamente modulato può contribuire ad aggravare una situazione già critica e a rendere ancora più difficili i soccorsi e la circolazione”.
E l’esponente Dem aggiunge: “Non è accettabile che cittadini e turisti siano costretti a trascorrere ore fermi in autostrada per la presenza di un cantiere che, evidentemente, avrebbe bisogno di essere organizzato tenendo conto dei flussi di traffico. La Regione deve farsi sentire con forza nei confronti dei concessionari. I lavori vanno fatti, ma vanno programmati e modulati in base alle esigenze del territorio. Perché continuare così significa isolare il Ponente, creare un danno enorme a chi deve spostarsi per lavoro e, soprattutto, mandare un pessimo messaggio ai turisti”.
“Se chi viene in Liguria sa di poter rimanere per ore bloccato in autostrada, il rischio è che scelga di non tornare. E questo, per una regione che vive anche di turismo, è un problema che non possiamo permetterci di ignorare. Oltre ai disagi che quotidianamente sono costretti a subire i cittadini liguri, che non sono più accettabili” conclude.