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Transenne, gru e camion. Negli ultimi giorni all’esterno dello stadio San Siro sono partiti alcuni lavori. E con loro anche le prime polemiche. La biglietteria sud dell’impianto è stata demolita e ora l’area è recintata per le operazioni di bonifica. Quasi tutte le macerie sono state portate via.
Si tratta, riporta Sport Mediaset, di uno dei primi interventi propedeutici alla costruzione del nuovo impianto di Inter e Milan. Il tutto, però, denuncia Enrico Fredrighini, consigliere comunale del gruppo Misto, avviene mentre il futuro dello stadio Meazza è ancora da decidere nelle aule di tribunale. Non solo, secondo il consigliere i lavori sono stati avviati senza alcun avviso “né cartello autorizzativo”.
“Conclusa l’udienza al TAR sui ricorsi contro l’operazione-Meazza, corro a San Siro e scopro un pezzo di territorio di Milano progressivamente sottratto al controllo delle istituzioni comunali, col beneplacito delle stesse istituzioni – denuncia Fredrighini – Inizialmente incrocio il parco urbano recintato e reso inaccessibile agli abitanti da alcune settimane; cartelli anonimi comunicano che l’area è ‘chiusa al pubblico in attesa di bonifica’, senza che sia stato comunicato a nessuno di quale bonifica si tratti, per quali sostanze inquinanti, chi abbia svolto le analisi, a che titolo…”. Il consigliere quindi si avvicina alla ormai ex biglietteria e anche lì, denuncia, non c’è “alcuna indicazione pubblica sui lavori in corso”. Non ci sono, spiega, “atti autorizzativi pubblicamente esposti, nessun nome di impresa responsabile dei lavori” né alcun numero di SCIA.
Fredrighini, racconta ancora, chiede lumi a una pattuglia della polizia locale, presente sul posto, però non riceve risposte soddisfacenti.
Intanto sul Meazza si attende il parere del Tar su diversi ricorsi presentati da comitati di cittadini e associazioni contrari all’abbattimento dello stadio e alla vendita delle aree circostanti. I iudici si pronunceranno entro 60 giorni.
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