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“A 22 anni ho avuto un periodo molto duro, introspettivo e solitario. Ho allontanato tutto quello che poteva rappresentare una distrazione”: lo rivela Alessio Lapice

  • Postato il 12 maggio 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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“A 22 anni ho avuto un periodo molto duro, introspettivo e solitario. Ho allontanato tutto quello che poteva rappresentare una distrazione”: lo rivela Alessio Lapice

Per i telespettatori di Rai Uno è il tormentato Stefano della serie di Rai Uno “Roberta Valente – Notaio in Sorrento“, che si è conclusa domenica scorsa. Nella vita è il 34enne Alessio Lapice. “Ho capito molto presto che avrei voluto fare l’attore. Sinceramente, non mi erano ben chiare le tempistiche e come ci sarei riuscito, ma ero molto deciso”, ha detto a Vanity Fair.

Nel percorso professionale e umano ci sono stati anche momenti difficili: “Credo che il primo passo, quello di rottura e cambiamento, sia stato andare via di casa, allontanandomi dai miei affetti e dalle mie certezze, per andare a vivere in un posto nuovo”.

E ha aggiunto: “Il secondo, credo sia avvenuto attorno ai 22 anni, quando già vivevo a Roma: è iniziato un periodo molto duro, molto introspettivo e solitario. È stata una fase di grande severità e disciplina con me stesso, necessaria per arricchire un bagaglio personale che sentivo ancora molto vuoto”.

“Mi sono chiuso in casa a lavorare e a studiare. – ha concluso – Ho allontanato tutto quello che poteva rappresentare una distrazione e mi sono concentrato su come lavorare sui personaggi, sul provare con altri colleghi attori, sul filmarmi e capire dove potevo migliorare. Poi, di lì a poco è arrivato Nato a Casal di Principe, che è stato presentato anche al Festival del Cinema di Venezia, e il ruolo di Romolo ne Il Primo Re”.

Sul versante sentimentale c’è qualche speranza: “Quando ero più giovane, l’essere in coppia era qualcosa che cercavo di allontanare: sapevo che non sarei stato un buon compagno perché non ero presente e disposto a vivermi quel sentimento. Ora, non è più così: ho smesso di alzare barriere e sono pronto ad avere qualcuno accanto a me”.

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Il Fatto Quotidiano

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