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A 15 anni Nicolò Cutrì conquista la fascia “Generazione Z” del + Bello d’Italia: “Sono andato per gioco, ma per tre giorni mi sono sentito importante”

  • Postato il 29 agosto 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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A 15 anni Nicolò Cutrì conquista la fascia “Generazione Z” del + Bello d’Italia: “Sono andato per gioco, ma per tre giorni mi sono sentito importante”

Alassio/Genova. Era partito quasi per gioco, senza aspettative particolari. “Provo, poi se perdo pazienza, sarà comunque un’esperienza. Se vinco, meglio”. Alla fine Nicolò Cutrì, 15 anni, genovese, è tornato a casa con una fascia nazionale e con un’esperienza che difficilmente dimenticherà: quella di “Il + Bello d’Italia – Generazione Z“, conquistata alla finalissima della 48ª edizione del concorso, andata in scena ad Alassio.

Nicolò, nato il 17 settembre 2010, è stato il concorrente più giovane dell’edizione 2026. Una presenza che ha saputo distinguersi nonostante il confronto con partecipanti molto più grandi ed esperti. La finalissima di Piazza Partigiani ha visto venti concorrenti arrivare da sette regioni italiane. La Liguria era rappresentata anche da altri quattro finalisti, tra cui il savonese Samuele Battaglia, che aveva conquistato ad Andora la selezione interregionale e che ad Alassio ha ottenuto la fascia “Il + Bello d’Italia per la TV”.

La giuria della finalissima era tutta al femminile, presieduta dalla giornalista televisiva Eleonora De Angelis e composta da Gloria Giovannetti, Grazia Garlando, Patrizia Barsotti ed Eugenie Alderisio, psicologa. Portamento, presenza scenica e personalità erano tra gli elementi valutati per l’assegnazione del titolo e delle diverse fasce.

Per Nicolò, però, tutto è iniziato senza la pressione di dover vincere. “Ero emozionato. Sono andato lì per provare, pensando che se avessi perso sarebbe stata comunque un’esperienza”, racconta. E proprio l’esperienza è diventata uno degli aspetti più importanti di quei giorni. Tra le persone conosciute c’è anche Checco De Simone, tiktoker, mentre con Samuele Battaglia c’era già una conoscenza indiretta: “I nostri genitori si conoscono, quindi ci siamo ritrovati”.

Generico agosto 2026

Tre giorni trascorsi insieme agli altri concorrenti, tra prove e momenti di divertimento. “Durante le prove ci divertivamo, eravamo tutti lì per gioco. Mi sono sentito importante e famoso per questi tre giorni”, racconta Nicolò. Un’esperienza che, al di là della fascia conquistata, gli ha lasciato soprattutto nuove conoscenze e la sensazione di aver vissuto qualcosa di diverso dalla quotidianità.

Quotidianità che, per lui, è fatta innanzitutto di scuola e sport. Nicolò frequenta il Casaregis di Genova, indirizzo tecnico-professionale, e sta per iniziare la terza superiore nel percorso di Web Community Manager. Ma soprattutto è un nuotatore agonista della Andrea Doria, specializzato nei 100 metri delfino.

Nuota da quando aveva tre anni e oggi si allena con l’obiettivo di raggiungere un traguardo importante: gli Italiani di Roma, dai quali lo separano circa tre secondi. “Gli allenamenti sono difficili e impegnativi ma non mi sono mai pesati”, spiega, raccontando di essere riuscito finora a conciliare l’impegno sportivo con la scuola.

E proprio lo sport rappresenta uno dei suoi sogni più grandi. “Il mio sogno è andare alle Olimpiadi”, dice senza esitazioni. Accanto al nuoto, però, negli ultimi mesi si è aperta una nuova strada: quella della moda. Nicolò ha iniziato a interessarsi al mondo della moda anche grazie a due amiche, Arianna e Liliana Martinelli, che fanno le modelle e che lo hanno incoraggiato a provare. “È una passione che ho iniziato a seguire da due o tre mesi“, racconta.

Ora il sogno è trasformarla, magari, in qualcosa di più. “Mi piacerebbe diventare un modello professionista”, spiega. E quando gli si chiede per quali marchi vorrebbe lavorare non ha dubbi: Dolce & Gabbana, Nike, Dior, il suo brand preferito, oppure addirittura Rolex.

Per arrivare alla passerella, racconta di essersi preparato con palestra, dieta e anche qualche accorgimento estetico, ma senza vivere tutto questo come un peso: “Non mi pesa niente“.

La vittoria della fascia “Generazione Z” non ha però cambiato il suo modo di vedere le cose. “La vita va avanti come prima“, dice. Anche se quei tre giorni gli hanno lasciato qualcosa di importante: “In quei tre giorni mi sono sentito importante. Basta questo”.

E adesso? Per il momento non ci sono ancora progetti televisivi definiti, anche se Nicolò racconta di essere già stato contattato. Il concorso, intanto, lo legherà per un anno all’organizzazione de “Il + Bello d’Italia”.

A scuola, nel frattempo, sono arrivati i complimenti della professoressa Andreis e anche la famiglia ha vissuto la sua partecipazione con un po’ di sorpresa. “Mia mamma Alessandra non se lo aspettava. Mi ha detto: provaci“. Lui ci ha provato davvero. E da quella che doveva essere soltanto una piccola esperienza è arrivata una fascia nazionale.

 

Autore
Il Vostro Giornale

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