A 10 anni dalla legge Cirinnà Giovanni Minerba ricorda le lotte che hanno portato alle Unioni civili: sono felice ma non contento
- Postato il 15 maggio 2026
- Società
- Di Quotidiano Piemontese
- 0 Visualizzazioni
- 4 min di lettura
TORINO – A dieci anni dall’introduzione in Italia della legge Cirinnà (era l’11 maggio 2016,) che introduceva in Italia la possibilità di unirsi civilmente per le coppie omosessuali, ospitiamo con grande piace un intervento di Giovanni Minerba. Storico attivista LGBT, produttore, attore e regista, Minerba è fondatore con Ottavio Mario Mai prima dell’associazione culturale “L’altra comunicazione” (1981) e poi (1986) del più importante festival cinematografico a tematiche LGBTQAI+ d’Europa, nato come “Da Sodoma ad Hollywood”, poi diventato “Gay and Lesbian Film Festival ” ed oggi “Lovers”.
L’intervento di Giovanni Minerba
“Ci siamo, una buona notizia” urlai alle 19,43 dell’11 maggio 2016 all’approvazione della “sofferta” “Legge Cirinnà”.
Quel giorno ha portato l’Italia ad essere uno Stato che accende una candela su un diritto, ma non posso dire che sia stata una vera vittoria, perché con questa legge tante amiche e tanti amici, insieme ai loro figli, non hanno potuto festeggiare nello stesso modo di tanti/e altri/e, come me. Non ero contento.
Pensando ai miei quasi 50 anni di “militanza” sono felice, sono felice pensando a quanti, quasi improvvisamente, si trovarono con una buona legge che poteva dare una sicurezza alla loro vita, al loro amore.
Felice si, ma non contento!
Perché, la nostra Costituzione recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali…”
Stiamo ancora aspettando le luci, quelle luci che indicano uguali diritti, che in quasi tutti gli stati europei sono sanciti da anni, anche attraverso il “Matrimonio Egualitario”!
Questa legge la chiedevamo dal lontano 1988, quando è stata presentata la prima proposta di legge di Alma Capiello, altre seguiranno. Poi, la prima delle manifestazioni pubbliche con simboliche celebrazioni di unioni/matrimoni nel 1992 in Piazza della Scala a Milano e nel 2012 durante il Pride a Torino con lo slogan “Vorrei ma non posso”.
Qualche mese dopo quell’11 maggio arrivò il parere favorevole del Consiglio di Stato alla legge, decreto ‘ponte’ che permetterà la celebrazione in attesa dei decreti attuativi.
Vivevo ancora a Torino, fu una bella notizia soprattutto per chi aveva “l’urgenza” di farlo. Lo era certamente per i cari amici, Franco Perrello e Gianni Reinetti. Le precarie condizioni di salute di Franco urlavano “l’urgenza” per poter realizzare il sogno dopo 53 anni di unione non riconosciuta, che poi doveva essere innanzitutto un diritto. L’allora Sindaca Chiara Appendino celebrò la loro Unione, la prima a Torino, il 6 agosto; Franco ci lasciò a gennaio 2017.
Ad oggi, in dieci anni, a Torino si sono celebrate 855 Unioni Civili.
Per la mia “Unione” con Damiano ho fatto passare tre anni dalla “Cirinnà”, il 20 luglio 2019, nel mio paese natio, Aradeo (Lecce), decidemmo con l’Amico Sindaco Luigi Arcuti che doveva svolgersi in piazza, nell’anfiteatro, fu soprattutto un momento ”politico”, celebrante l’amica Vladimir Luxuria, , ci accolse con infiniti applausi la testimonianza di tanti amici e la maggior parte della mia “comunità” nel profondo sud.
A dieci anni dall’entrata in vigore della legge, penso spesso a coppie, di mia conoscenza o di amici comuni, che hanno già fatto o stanno per celebrare (spesso “in segreto”) la loro unione, che sono fra quelle che predicavano: “è una carnevalata” – “ecco un’altra pagliacciata”…
Pensandoci mi fa anche “sorridere”, poi mi chiedo: chissà se, in cuor loro, ringraziano i tanti che hanno speso parte dalla loro vita per dar loro il diritto e la possibilità di essere un pò più felici? Oppure “riconoscenza” questa sconosciuta?
Sicuramente non è il massimo che avremmo voluto avere, ma credo di poter essere felice insieme a tanti di noi perché le nostre carnevalate e pagliacciate sono servite, anche a loro!
Sempre Grazie e Riconoscenza alla determinazione di Monica Cirinnà.
Comunque, stando sempre in allerta, non possiamo abbassare la guardia; fra qualche giorno, il 17 maggio sarà la “Giornata Internazionale contro l’Omolesbobitransfobia”, che non è un fenomeno isolato, purtroppo spesso arriva anche dal mondo LGBTQ+. In molti di questi casi, la reazione omofobica indica una “omofobia interiorizzata”. Al contrario, una solida accettazione della propria complessità interiore favorisce l’apertura e il rispetto verso la diversità altrui.
Stanno arrivando i Pride in tutta Italia, ancora momenti di “rivendicazione”, ma anche momenti per continuare a festeggiare; perché questo paese, se pur a piccoli passi, può diventare “più ricco di felicità e inclusione per tutti”.
L'articolo A 10 anni dalla legge Cirinnà Giovanni Minerba ricorda le lotte che hanno portato alle Unioni civili: sono felice ma non contento proviene da Quotidiano Piemontese.