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7 ottobre, l'orrore del terrorismo di Hamas: solidarietà al popolo israeliano

  • Postato il 5 ottobre 2026
  • Esteri
  • Di Libero Quotidiano
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7 ottobre, l'orrore del terrorismo di Hamas: solidarietà al popolo israeliano
7 ottobre, l'orrore del terrorismo di Hamas: solidarietà al popolo israeliano

Ci sono date che non possono essere cancellate dalla memoria. Date che appartengono alla storia e che devono continuare a parlare alle coscienze di tutti noi. Il 7 ottobre 2023 è una di queste.
Quel giorno gli estremisti islamisti di Hamas, organizzazione terroristica, insieme ad altri gruppi armati, attaccarono Israele provocando una strage di civili e militari. Furono uccise più di mille persone e 251 persone furono prese in ostaggio e portate nella Striscia di Gaza.
Donne, uomini, bambini, anziani. Famiglie intere furono travolte da una violenza brutale.
Di fronte a una tragedia di questa portata non possono esserci ambiguità, giustificazioni o tentativi di minimizzare ciò che accadde.
Uccidere deliberatamente civili non è resistenza. Rapire innocenti non è resistenza. Torturare non è resistenza. Violentare non è resistenza. Prendere bambini e anziani come ostaggi non è resistenza. È terrorismo. È barbarie. È disprezzo per la vita umana.
Gli estremisti islamisti di Hamas hanno mostrato una ferocia sconvolgente. Una ferocia che ha lasciato ferite profonde nel popolo israeliano e nelle famiglie di coloro che quel giorno hanno perso un figlio, una madre, un padre, un fratello, una persona amata.
Per questo, nel giorno del ricordo, voglio esprimere la mia più sincera e affettuosa vicinanza al popolo di Israele, alle famiglie delle vittime, ai sopravvissuti e a tutti coloro che ancora portano dentro le ferite del 7 ottobre.
La memoria è un dovere.
Non dobbiamo dimenticare i volti delle vittime. Non dobbiamo dimenticare le famiglie distrutte. Non dobbiamo dimenticare gli ostaggi. Non dobbiamo dimenticare l’orrore che i terroristi islamici di Hamas hanno inflitto al popolo di Israele.
E soprattutto non dobbiamo permettere che il tempo trasformi la memoria in indifferenza.
Hamas deve essere chiamata per ciò che è: un’organizzazione terroristica. Le atrocità commesse il 7 ottobre devono essere condannate senza esitazioni e senza doppi standard.
Condannare il terrorismo degli estremisti islamisti significa combattere il fanatismo e la violenza, non mettendo sotto accusa un’intera religione o milioni di persone. E una precisazione importante.
La condanna deve riguardare chi uccide, chi tortura, chi rapisce, chi violenta e chi utilizza il terrorismo contro civili innocenti.
Il 7 ottobre ci ricorda quanto possa diventare disumana un’ideologia quando l’odio prende il posto della ragione e la vita dell’altro non vale più nulla.
Per questo non dobbiamo voltarci dall’altra parte.
Non dobbiamo accettare che l’odio verso gli ebrei venga normalizzato. Non dobbiamo accettare che il terrorismo venga romanticizzato. Non dobbiamo accettare che l’assassinio di civili venga trasformato in una giustificazione politica.
E dobbiamo ricordare un principio universale: la vita di un civile vale sempre, indipendentemente dalla sua nazionalità, dalla sua religione o dal luogo in cui vive.
Ricordare le vittime israeliane non significa dimenticare le sofferenze dei civili palestinesi. Significa affermare che nessuna sofferenza può essere usata per cancellarne un’altra e che nessuna causa politica può trasformare l’assassinio di innocenti in qualcosa di accettabile.
Il 7 ottobre deve rimanere nella nostra memoria come una ferita, ma anche come un monito.
Mai più bambini trasformati in bersagli.
Mai più donne e uomini massacrati.
Mai più anziani uccisi.
Mai più ostaggi.
Mai più terrorismo celebrato come eroismo.
Mai più odio elevato a ideologia.
Alle vittime e alle loro famiglie va il mio rispetto.
Al popolo israeliano va la mia solidarietà.
Agli ostaggi e alle loro famiglie va il mio pensiero.
E a chi ancora oggi prova a giustificare il terrorismo islamico di Hamas rivolgo una semplice domanda: quale causa può mai rendere accettabile l’uccisione deliberata di un innocente?
La risposta dovrebbe essere una sola: nessuna.
Il 7 ottobre non deve essere dimenticato.
Perché dimenticare le vittime significa tradire la memoria.
Ricordarle significa difendere la dignità umana.

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Autore
Libero Quotidiano

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