25 Aprile ad Albenga, Podio sul caso di Emanuele Fiano: “Antifascisti con il bavaglio, predicano libertà ma praticano l’esclusione”
- Postato il 22 aprile 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Albenga. “A leggere certi comunicati dei collettivi Pro Pal albenganesi viene da chiedersi se siamo ancora in una democrazia o a un casting per il pensiero unico. Si parte parlando di diritti, libertà, antifascismo… e si arriva puntualmente a chiedere che qualcuno non parli. Si può anche essere in disaccordo con Emanuele Fiano, ci mancherebbe, ma volerlo zittire durante una celebrazione pubblica è un’altra storia. È il passaggio da opinione a imposizione. E chi fa questo passaggio non sta dando una grande lezione di democrazia”.
L’affondo arriva dal consigliere comunale di minoranza ad Albenga, Nicola Podio, sul caso di Emanuele Fiano come oratore scelto per le celebrazioni del 25 Aprile.
“È vergognoso vedere chi richiama continuamente la Resistenza e poi dimentica che quella storia si fonda anche su libertà di espressione e pluralismo. Perché il 25 aprile non è una riunione di condominio dove si decide chi ha diritto di parola: è una festa nazionale, è di tutti. Anche di chi la pensa diversamente. Siamo arrivati al punto in cui c’è sempre qualcuno pronto a distribuire patenti: questo è antifascista, questo no; questo può parlare, questo no. Ma davvero pensiamo che funzioni così? Perché a me sembra più un modo per evitare il confronto che per difendere dei valori” aggiunge ancora Podio.
“Io sto dalla parte della libertà vera, quella che vale anche per chi non ci piace. Sto dalla parte di chi crede che la democrazia sia confronto, non esclusione. E, incredibile ma vero, in questa vicenda mi trovo a riconoscere che l’amministrazione comunale ha fatto la cosa più semplice e più giusta: garantire a tutti di partecipare senza piegarsi ai diktat di qualcuno. Per questo, chiedo al sindaco e all’amministrazione comunale di prendere una posizione netta anche verso gli atteggiamenti dei propri alleati di estrema sinistra e di esprimersi pubblicamente, senza ambiguità, per ribadire il rispetto delle regole democratiche e della libertà di parola”.
“Ai collettivi Pro Pal consiglio meno superiorità morale e un po’ più rispetto per le regole della convivenza civile. Perché continuare così significa solo svuotare di senso parole importanti come antifascismo e libertà, riducendole a strumenti da usare quando fa comodo. E a quel punto sì, che il problema diventa serio” conclude il consigliere albenganese.