Zverev spaventa Indian Wells: travolge Berrettini, si schiera sul caso Raducanu e punge persino Federer
- Postato il 7 marzo 2026
- Di Virgilio.it
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E se tra i due litiganti a godere fosse il terzo incomodo? Sascha Zverev si candida al ruolo di outsider di lusso al duopolio Sinner-Alcaraz. A Indian Wells potrebbe prendersi le soddisfazioni che negli Slam non riesce mai a togliersi. L’avvio è stato incoraggiante. Nel primo match sul cemento californiano il tedesco ha fatto un sol boccone di Matteo Berrettini, che pure era molto temuto alla vigilia. Il tedesco si è presentato in forma smagliante al primo dei due appuntamenti del Sunshine Double e ha tutte le carte in regola per arrivare fino in fondo. Il tabellone lo ha collocato dalla parte di Jannik Sinner, che sfiderebbe in semifinale.
- Indian Wells, Zverev domina Berrettini e poi lo rincuora
- Zverev e i cambi di coach di Raducanu: "Un caso speciale"
- Federer non faceva tutto da solo: l'esempio tranchant di Sascha
Indian Wells, Zverev domina Berrettini e poi lo rincuora
Ci ha messo poco Zverev a sbrigare la pratica Berrettini. Dopo la rimonta su Mannarino, “The Hammer” ha provato a mettere i bastoni alle ruote al tedesco, ma s’è dovuto arrndere al suo strapotere fisico e tecnico. Così tirato a lucido, il tedesco non lo si ammirava da tempo e il 6-3 6-4 rifilato al malcapitato Matteo lo dimostra. “Sono molto contento della mia prestazione”, ha spiegato Sascha apparso ringalluzzito anche in sala stampa. “Credo che Berrettini sia un avversario difficile, soprattutto per me. Mi aveva battuto le ultime due volte e sono davvero felice di aver vinto in un modo così netto”.
Zverev e i cambi di coach di Raducanu: “Un caso speciale”
Molto netta anche la presa di posizione sul “caso Raducanu”. A Zverev è stato chiesto un parere sull’ennesimo cambio di allenatore da parte della starlette del tennis britannico: ne ha alternati nove negli ultimi cinque anni, l’ultimo è stato Francisco Roig, ex proprio di Berrettini, ingaggiato ad agosto e silurato a gennaio. A Indian Wells, per il momento, sul box di Emma siede Mark Petchey. “Penso che quello di Raducanu sia un caso davvero speciale“, ha ammesso Sascha che ha cercato di indorare la pillola: “Le voglio bene, ma credo che le nostre situazioni siano differenti. Io da 28 anni ho lo stesso allenatore, parliamo di una cosa completamente diversa”.
Federer non faceva tutto da solo: l’esempio tranchant di Sascha
Che Zverev abbia assunto un piglio diverso lo si può notare anche dal modo con cui è arrivato a pungere persino sua maestà Roger Federer. Alla domanda se un giocatore di altissimo livello possa gestirsi da solo come faceva King Roger, il tedesco ha risposto senza peli sulla lingua: “In tutta franchezza, non credo che Roger abbia mai fatto tutto da solo. Da quel che ne so, ha sempre avuto persone intorno e anche nel team. Forse non ha avuto sempre il super coach, ma aveva comunque tante persone che lo aiutavano nella sua attività. Sono abbastanza sicuro che non fosse lui a chiamare la reception del torneo per prenotare un campo di allenamento, ad esempio”.