Zverev numero 1 da “miracolato”, dopo la stagione da incubo di Alcaraz e Sinner deve seguire il consiglio di Agassi: “Smetti di piangere”
- Postato il 6 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
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Ormai è solo questione di tempo, la Germania tornerà ad avere un giocatore al numero 1 del ranking ATP e si tratta di Sascha Zverev. La decisione di Sinner di chiudere in anticipo la sua stagione lascia la porta spalancata al tedesco che non dovrà fare altro che scendere in campo e racimolare qualche punto per chiudere un’annata da ricordare in cui completa di fatto la sua carriera: 2 slam e numero 1 alla fine dell’anno. Ma senza nulla togliere al bravo Sascha, si tratta di un traguardo raggiunto con un enorme asterisco.
- Il primato di Zverev: i numeri raccontano un’altra storia
- La stagione da incubo di Sinner e Alcaraz
- Sascha ascolti il consiglio di Agassi: “Basta piangere”
Il primato di Zverev: i numeri raccontano un’altra storia
Sascha Zverev si prepara quindi a tagliare un altro traguardo importantissimo per la sua carriera e a diventare il 30esimo numero 1 del tennis nell’era Open. Si dice spesso che i numeri non mentono e nel caso della classifica ATP, il discorso non fa una piega. Ma il primato raggiunto dal tedesco porta con sé una serie di punti interrogativi che di fatto minano questo traguardo. Il suo 2026 è stato senza dubbio di grandissimo livello ma decisamente non all’altezza di numeri 1 del passato: il suo record complessivo recita 58-15 e se si va a scavare c’è anche altro che non torna. In questa stagione contro Sinner, Alcaraz e Djokovic porta a casa un deludente 0-7 e la situazione non migliore di certo se si prendono in considerazione gli scontri con i tennisti nella Top 10 con il tedesco fermo a un desolante 2 su 11. Anche nei 2 slam vinti c’è una macchia visto che nel suo percorso verso i due trofei ha affrontano un solo Top 10.
La stagione da incubo di Sinner e Alcaraz
Jannik Sinner si stava preparando a un 2026 da sogno. La partenza in Australia, con la sconfitta in semifinale contro Djokovic, non era quella sperata e in Qatar è arrivato un passo falso inatteso contro Mensik. Ma l’azzurro ha avuto la capacità di reagire a quel momento negativo centrando una serie di successi dietro l’altro: Indian Wells, Miami Open, Montecarlo, Madrid e Internazionali d’Italia, cinque Masters 1000 vinti di fila per completare la collezione e diventare il secondo nella storia (dopo Djokovic) a riuscirci. Tutto sembrava andare in direzione di una stagione perfetta ma al Roland Garros arriva un altro momento negativo con il crollo improvviso contro Cerundolo e l’addio al torneo che voleva di più. Ancora una volta però la reazione con la vittoria a Wimbledon proprio in finale contro Zverev. La sfortuna però ci ha messo lo zampino, il problema al ginocchio lo ha costretto a una serie infinita di forfait fino alla decisione di chiudere in anticipo il 2026.
Non è andata di certo meglio ad Alcaraz che dopo aver completato il Career Grand Slam con l’Australian Open ha continuato a macinare vittorie anche in Qatar. Poi la sua striscia si è fermata (semifinale a Indian Wells, ko ai quarti a Miami) prima della finale persa con Sinner a Montecarlo. Lo spagnolo torna subito in campo e va all’assalto di Barcellona ma è costretto a ritirarsi per un problema al polso che gli impedirà di giocare gran parte della stagione con le rinunce anche a Roland Garros e Wimbledon prima del ritorno in campo agli US Open e ora con il trionfo a Tokyo.
Sascha ascolti il consiglio di Agassi: “Basta piangere”
Il discorso di Andre Agassi dopo la Laver Cup è diventato virale, l’ex campione statunitense ha fatto sbellicare dalle risate il pubblico di Londra a cominciare dalle frecciate che ha riservato proprio a Zverev: “E’ stato bello vederti vincere il primo Grande Slam perché significa che potrò ascoltare in conferenza stampa senza doverti sentire piangere”. Tanta ironia nelle parole di Andre, ma anche un bel pizzico di verità. Nel corso degli ultimi anni, il tedesco si è spesso beccato del “piagnone” sopratutto sui social con lamenti sulle palline, sugli orari delle partite e sulla preferenza dell’ATP e dei tornei per Sinner e Alcaraz.
Ora però Sascha dovrà ascoltare il consiglio di Agassi, il numero 1 in classifica è un premio per una carriera di grande costanza ma sa tanto di impresa da “miracolato”. Magari come scopo avrà anche quello di chiudere una volta e per tutte la stagione dei lamenti.