Zverev è maturato dopo lo US Open, ma a McEnroe sta ancora antipatico: "Sinner e Alcaraz, tornate presto"
- Postato il 14 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Vuoi vedere che, insieme ai primi trionfi negli Slam, Sascha Zverev sta diventando anche maturo? Il bizzoso attaccabrighe di qualche tempo fa, quello che accusava frignando l’ATP “di favorire Sinner e Alcaraz” o che battibeccava con gli arbitri, ha lasciato spazio dopo lo US Open a un campione di fair play. Per certi versi sorprendente la serenità con cui il tedesco ha omaggiato Jannik e Carlos dopo il trionfo. Due i Major portati a casa in pochi mesi. Un altro, in mezzo, è sfuggito proprio in finale. Però, per l’attuale versione di Zverev, c’è spazio solo per considerazioni dotate di saggezza e buon senso. E per un profondo rispetto per i suoi avversari.
- US Open, il fair play di Zverev verso Sinner e Alcaraz
- Le due facce di Sascha, "mattacchione" del circuito ATP
- Zverev no grazie, l'appello di McEnroe a Jannik e Carlos
US Open, il fair play di Zverev verso Sinner e Alcaraz
“Se penso di essere il miglior giocatore del mondo in questo momento? Con Jannik infortunato, e Carlos al rientro dopo mesi, forse, esattamente in questo momento, magari sì”, ha risposto Zverev in sala stampa dopo aver festeggiato il trionfo all’Arthur Ashe Stadium, zittendo i 23mila tifosi e passa di Ben Shelton, altro ex “bulletto” che negli ultimi tempi sembra improvvisamente rinsavito, di pari passo col miglioramento dei propri risultati sul campo. “Ma solo in questo momento preciso. Se stanno bene e giocano al meglio, no“, ha aggiunto il tedesco. “Con Jannik perdevo tutte le volte. Se stanno tutti bene, Jannik è davanti a tutti“.
Le due facce di Sascha, “mattacchione” del circuito ATP
Un riconoscimento della superiorità dei rivali, che hanno dovuto pagare un prezzo molto alto – e uno dopo l’altro – ai propri problemi fisici. Ma anche e soprattutto una versione “nuova” di Zverev. Certo, il campione tedesco non è certamente nuovo a buone azioni: famosa e apprezzata la sua campagna a favore degli atleti diabetici, condizione con cui deve fare i conti egli stesso dalla nascita, ma con cui ha imparato a convivere. Per molti tennisti del circuito, inoltre, Zverev è un “mattacchione”, un personaggio affabile e mite, molto diverso da ciò che può apparire sul campo. Eppure, c’è uno a cui Zverev continua a non andar giù. Nonostante tutto.
Zverev no grazie, l’appello di McEnroe a Jannik e Carlos
John McEnroe, subito dopo la finale vinta da Sascha su Ben Shelton, ha dichiarato con sarcasmo in tv: “Sinner e Alcaraz, tornate presto”. Un modo diplomatico – certamente inusuale per un tipo fumantino come The Genius – per sottolineare come il tedesco non gli vada proprio a genio. Non c’entrano le ombre del passato, le accuse di violenze o qualche altra faccenda. A McEnroe, e non è il solo, lo stile di Zverev, poco incline allo spettacolo (eufemismo) e tutto basato sulla potenza, non entusiasma. Certo, forse McEnroe non lo ammetterà mai: ma il fatto che abbia battuto in finale un americano a 23 anni di distanza dall’ultimo successo di Roddick, non l’ha aiutato di certo a guadagnare punti.