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Zverev avvisa Sinner (e Alcaraz): "Dopo Parigi è cambiato tutto, ora gioco più libero e voglio la numero 1"

  • Postato il 30 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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Zverev avvisa Sinner (e Alcaraz): "Dopo Parigi è cambiato tutto, ora gioco più libero e voglio la numero 1"

L’aria di New York gli ha fatto benone, adesso però Pechino richiede accortezze un po’ maggiori rispetto alle abitudini. Perché solitamente l’aria nell’estremo Oriente (con particolare riguardo alla Cina) non è propriamente delle più salubri, ma a Sascha Zverev tutto questo sembra importare relativamente. Pechino in fondo per lui è una tappa di passaggio sulla via che conduce a quella vetta del ranking ormai davvero a un passo, ma che necessariamente dovrà passare per una vittoria nella capitale cinese e poi nel successivo Masters 1000 di Shanghai, dove (salvo sorprese) Sinner non sarà ancora della partita.

La ricetta di Sascha: “Controllare ciò che si può”

Che qualcosa sia cambiato, nella testa prima ancora che nel corpo, lo ha ribadito a chiare lettere il fuoriclasse tedesco, appena sbarcato in Cina direttamente da Londra, dove ha contribuito alla vittoria del Team Europe nella Laver Cup. “L’unica cosa che posso controllare è il mio gioco, e so che più gioco bene e più ho possibilità di avvicinarmi alla vetta”, ha subito ribadito Sascha.

“Tutti a inizio anno pensavano a un duello tra Alcaraz e Sinner per la prima posizione ATP, però posso dire di essere davvero contento di essere entrato anch’io in questa conversazione, se così la possiamo definire. Ha giovato molto il fatto di sentirmi sempre in ottima forma sia sul piano fisico, sia su quello mentale, perché tutto il resto è venuto da sé. Chiaro che esistono poi cose che non posso controllare, e allora l’unica cosa da fare è concentrare tutte le energie su quello che c’è da fare”.

La svolta a Parigi, la “leggerezza” provata a New York

Zverev, atteso al debutto nella mattina italiana di giovedì contro Cameron Norrie, sembra avere le idee chiare in merito a quello che è stato il momento in cui tutto ha preso la piega desiderata. “Dopo aver vinto a Parigi, il mio approccio al gioco e in generale il modo in cui affronto tutto quello che ha a che fare con il tennis è cambiato.

Avere vinto il primo titolo slam mi ha permesso di liberarmi di un peso che mi opprimeva da tempo, anche perché a 29 anni era inevitabile chiedersi se fosse giunta o meno l’ora di smettere di pensare di poter vincere un torneo dei quattro major del circuito. Dopo Parigi ho raggiunto la finale a Wimbledon, e anche lì mi sono detto che potevo vincere ancora.

Poi è arrivata quella di New York, e la vittoria è arrivata, ed è stato tutto veramente molto bello. Anche perché, se ci avete fatto caso, a Flushing Meadows ho giocato veramente libero di testa, e mi sono pure divertito. Mentre al Roland Garros ero nervoso, perché consapevole di avere una grossa chance da non dilapidare (con Sinner fuori al secondo turno e Alcaraz infortunato), a New York ero molto più leggero e questo mi è stato d’aiuto”. Potrebbe risultarlo anche in ottica numero 1 a fine anno: “Sono in ballo, e questo mi basta. È un obiettivo di qualsiasi atleta e voglio giocarmi le mie carte”.

Autore
Virgilio.it

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