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Zidane tradisce la Francia per vedere il figlio Luca, perchè il portiere ha scelto l'Algeria e non portava il suo cognome sulla maglia

  • Postato il 15 giugno 2026
  • Di Virgilio.it
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Zidane tradisce la Francia per vedere il figlio Luca, perchè il portiere ha scelto l'Algeria e non portava il suo cognome sulla maglia

Alla fine del Mondiale raccoglierà l’eredità di Didier Deschamps – comunque vada – e diventerà il ct della Francia sperando di far meglio di un altro grande numero 10 dellla storia dei transalpini, Michel Platini (nei quattro anni da selezionatore Le Roi non centrò le qualificazioni per i Mondiali di Italia ’90 e fu eliminato ai gironi agli Europei ’92) ma Zinedine Zidane non vedrà l’esordio dei galletti contro il Senegal. Una scelta…di cuore.

Zidane preferisce vedere il figlio anzichè la Francia

Alle 16:00 la Francia farà il suo debutto ai Mondiali del 2026 contro il Senegal al New York/New Jersey Stadium. ma alle 22:00 suo figlio Luca farà lo stesso, in porta per l’Algeria contro i campioni del Mondo dell’Argentina a Kansas City,. E Zizou ha preso una decisione… Sono 1.800 chilometri a separare le due città e quattro ore tra la fine di una partita e l’inizio della successiva. Zidane (che era già presente a Marocco-Brasile), secondo L’Equipe, sarà all’Arrowhead Stadium di Kansas City per vedere suo figlio, che ha scelto di rappresentare l’Algeria.

Il nome Zidane un tempo rappresentava solo la Francia – e un’intera generazione, con la pietra miliare del ’98 e il secondo posto in Germania – ora in Algeria quel cognome è portato per la stessa ragione che ha spinto Luca (il secondo di quattro fratelli, Enzo, Théo ed Elyaz) anch’essi calciatori cresciuti come lui nell’academy del Real Madrid) a scegliere il paese africano: per comprendere le ragioni che hanno portato il portiere del Granada a questa scelta bisogna tornare indietro di qualche decennio, alla storia di Smail e Malika Zidane, i nonni di Luca.

La scelta di Luca

Come tanti algerini, emigrarono in Francia in cerca di una vita migliore: entrambi dovettero lasciare una terra dilaniata da conflitti e difficoltà. Si stabilirono a Marsiglia, dove nacquero i loro figli. Tra loro c’era Zizou, che non ha mai nascosto le sue radici. Al contrario. Parlava sempre dell’influenza dei suoi genitori, dei valori che gli avevano trasmesso e dell’orgoglio per le sue origini. Quell’eredità è arrivata anche alla generazione successiva degli Zidane. Sebbene nato ad Aix-en-Provence, Luca si è formato in Spagna e ha giocato per anni nelle nazionali giovanili francesi, ma la cultura algerina non è mai stata lontana dalla sua vita quotidiana.

Era presente nei racconti di famiglia – come si legge sull’Equipe – nei ricordi dei nonni. E mentre suo padre, Zinedine, conquistava il mondo, Luca cercava di forgiare la propria identità sotto il peso di uno dei cognomi più influenti nella storia del calcio. Ha trascorso quattordici anni nel settore giovanile del Real Madrid, ha esordito nella Liga con suo padre come allenatore e ha vissuto inevitabilmente con i paragoni. C’è un motivo se fino all’inizio di quest’anno ha usato il suo nome come identificativo dietro la maglia: lui era Luca. E oggi, finalmente, è Zidane.

La sua carriera non è stata facile. Tanto che il portiere ha cercato spazio lontano dai riflettori: Racing Santander, Rayo Vallecano, Eibar e ora Granada sono state le tappe di una carriera costruita dal basso nell’impegnativa Segunda División spagnola. E quando si è presentata l’opportunità di giocare per l’Algeria, l’ha colta al volo. “Quando penso all’Algeria, penso a mio nonno”, ha spiegato dopo aver ricevuto la convocazione. La FIFA ha approvato il suo cambio di nazionalità sportiva nel settembre 2025.

Il debutto al Mondiale

La convocazione è arrivata immediatamente. E quando è atterrato ad Algeri per unirsi alla nazionale, è stato accolto da migliaia di tifosi, come se fosse una leggenda. Il suo debutto è stato contro l’Uganda. Poi è arrivata la Coppa d’Africa, dove ha fatto un’ottima impressione e ha aiutato la squadra a superare la fase a gironi per la prima volta in sei anni. In seguito, ha offerto una prestazione decisiva contro l’Olanda, con sei parate e il premio di migliore in campo. Sebbene il lungo cammino verso la Coppa del Mondo non sia stato privo di serie difficoltà, tanto che una frattura alla mascella e al mento ha messo in dubbio la sua partecipazione per parte della preparazione, Luca è comunque riuscito a recuperare grazie a una protezione speciale: una maschera facciale in fibra di carbonio che gli permetterà di competere ai Campionati del Mondo. E ora è pronto a debuttare ai Mondiali, sotto gli occhi di papà.

Autore
Virgilio.it

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