Zelensky: “L’oleodotto di Druzhba è di nuovo operativo”. Ora Ungheria e Slovacchia possono sbloccare il prestito da 90 miliardi a Kiev
- Postato il 21 aprile 2026
- Mondo
- Di Il Fatto Quotidiano
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Volodymyr Zelensky ha dovuto cedere. Per poter sperare di ricevere il prima possibile il prestito da 90 miliardi da parte dell’Unione europea, il presidente ucraino ha dovuto esaudire le richieste del premier ungherese uscente, Viktor Orbán, di riparare l’oleodotto di Druzhba che trasporta petrolio russo verso l’Europa. L’Ucraina “ha completato i lavori di riparazione del tratto dell’oleodotto Druzhba danneggiato lo scorso gennaio da un attacco attribuito alle forze russe – ha scritto il leader ucraino su Telegram – L’oleodotto ora può tornare a funzionare”. Un annuncio che era nell’aria, dato anche l’ottimismo manifestato in mattinata dai ministri degli Esteri arrivati a Bruxelles per il Consiglio Ue. “Grazie Presidente Volodymyr Zelensky per aver mantenuto la promessa, come concordato, ossia riparare l’oleodotto di Druzhba e ripristinarne il funzionamento”, ha dichiarato il presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa.
Così, adesso, dovrebbe arrivare anche il via libera di Ungheria e Slovacchia allo sblocco del prestito, sul quale i due Paesi avevano messo il veto fino al completo ripristino della pipeline. “L’Ungheria ha indicato che, con la ripresa dei flussi di petrolio, sarebbe pronta a ritirare il veto sul prestito da 90 miliardi. Se così fosse, ci aspettiamo passi concreti. Abbiamo chiesto all’Ucraina di consentire interventi tecnici sull’oleodotto Druzhba e sembra che ciò stia avvenendo – aveva annunciato in mattinata il ministro degli Esteri olandese Tom Berendsen – I segnali sono incoraggianti e confidiamo in un’accelerazione già questa settimana”. La mossa di Zelensky, inoltre, dovrebbe sbloccare anche il ventesimo pacchetto di sanzioni a Mosca, sul quale sempre i Paesi Bassi si sono detti “fiduciosi, ma resta da vedere quali passi concreti vorrà compiere. L’esecutivo Orbán ha spesso utilizzato il veto per bloccare l’azione europea. Auspichiamo che con il nuovo esecutivo” di Peter Magyar “si possa aprire una fase più costruttiva e superare questi ostacoli. I cambiamenti però non sono dall’oggi al domani. Siamo fiduciosi, ma vedremo”.
Da parte sua, anche la Russia si è detta pronta a riprendere le forniture verso l’Ungheria, come dichiarato dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov: “La parte russa resta tecnologicamente preparata. Abbiamo obblighi contrattuali con l’Ungheria. Tutto dipende dal regime di Kiev, se apriranno l’oleodotto e metteranno fine al ricatto”. Il portavoce presidenziale ha poi rifiutato di fornire commenti alle notizie diffuse dai media internazionali secondo cui la Russia ha interrotto il transito di petrolio kazako verso la Germania attraverso lo stesso oleodotto a partire dal primo maggio: “Non ne so nulla. Dovete contattare le nostre aziende interessate. Cercheremo di chiarire la situazione, non sono pronto a darvi risposte”, ha glissato.
L'articolo Zelensky: “L’oleodotto di Druzhba è di nuovo operativo”. Ora Ungheria e Slovacchia possono sbloccare il prestito da 90 miliardi a Kiev proviene da Il Fatto Quotidiano.