Zauli: “Vicenza la mia fortuna”. Gli anni con Guidolin, la Coppa delle Coppe e il ricordo di Vialli ESCLUSIVA
- Postato il 9 gennaio 2026
- Di Virgilio.it
- 3 Visualizzazioni
Unica squadra imbattuta tra i professionisti, capolista nel suo girone di Lega Pro, il Vicenza strizza l’occhio alla Serie B, con l’obiettivo di ripercorrere i fasti della squadra che impressionò in Italia e in Europa, con Guidolin allenatore e Lamberto Zauli, lo Zidane italiano, a regalare momenti indimenticabili ai tifosi biancorossi.
- Dalla Lanerossi alla fusione col Bassano, Vicenza storia infinita
- Lamberto Zauli e il sogno sfumato allo Stamford Bridge
- La sfida al Chelsea di Zola e Vialli, i segreti del successo
- Il Vicenza di Gallo, sorprese e delusioni in Lega Pro
Dalla Lanerossi alla fusione col Bassano, Vicenza storia infinita
Il Vicenza sta tornando. La regina del Triveneto, il vecchio “Lanerossi”, con quell’inconfondibile “R” ricamata sulle maglie biancorosse, che sfidò la Juventus degli Agnelli arrivando seconda in classifica dietro ai bianconeri nel 1978, fino alla squadra che sul tramonto degli anni Novanta tornò in Europa sfiorando l’impresa in Coppa delle Coppe.
Tutte versioni vincenti di un club che ha vissuto anche anni tormentati e difficili, la terza serie, il fallimento nel 2018 e la ripartenza con la famiglia Rosso e la Diesel al comando delle operazioni attraverso l’acquisizione del titolo del Bassano. Poi c’è stata una breve parentesi felice, con la vittoria del campionato interrotto dal Covid e l’immediato ritorno in Lega Pro, dalla quale il Vicenza vuole andar via dopo alcuni tentativi a vuoto.
Il Vicenza è uno dei club più antichi d’Italia. La sua nascita la si deve a quel gruppo di giovani capitanati dal professore Tito Buy, soci fondatori nel lontano 1902. Ben 124 anni di storia, quelli gloriosi in massima serie, con i grandi campioni che hanno indossato la maglia biancorossa, su tutti Paolo Rossi e Roberto Baggio, e quella squadra che, dal 1996 al 1998, si lasciò ammirare in Italia e in Europa, vincendo una Coppa Italia e approdando, l’anno dopo, in Coppa delle Coppe.

Lamberto Zauli (LPS)
Lamberto Zauli e il sogno sfumato allo Stamford Bridge
Era il Vicenza di Francesco Guidolin, di Lopez, Di Carlo e Viviani; di Otero, Luiso e ovviamente lui, Lamberto Zauli. Un trequartista atipico per quegli anni: fisico possente, ma con una tecnica sopraffina e un grande senso del gol. Un po’ alla Zidane, per intenderci. In una carriera che lo ha visto protagonista prima sui campi di provincia e poi sui massimi palcoscenici della Serie A, Vicenza è stata la sua isola felice, quattro anni indimenticabili, toccando il punto più alto della storia del club: la semifinale di Coppa delle Coppe contro il Chelsea.
“Vicenza è stata una parentesi importantissima della mia vita, mi ha consentito di giocare in Serie A e per questo ringrazio ancora mister Guidolin e i direttori Gasparin e Vignoni che mi vollero in squadra acquistandomi dal Ravenna in Serie B”, inizia così il viaggio nei ricordi di Zauli, che ripercorre una delle tappe più emozionanti della sua lunga carriera da calciatore. “Ho avuto la fortuna di vivere gli anni più entusiasmanti della storia del club, in una squadra che prima del mio arrivo aveva vinto la Coppa Italia battendo il Napoli e che per poco non riuscì a conquistare la finale di Coppa delle Coppe nella doppia sfida col Chelsea. Il mio ricordo è ancora nitido, ho un affetto incredibile per il club e per la città”.

Lamberto Zauli allenatore (LPS)
La sfida al Chelsea di Zola e Vialli, i segreti del successo
Dici Vicenza-Chelsea e la mente non può non tornare al gol di Zauli nella semifinale di andata vinta in un “Menti” gremito in ogni ordine di posto. Ma anche a Gianluca Vialli, scomparso tre anni fa: “Parliamo di uomo straordinario e di un grande calciatore – prosegue Zauli -. Mi è dispiaciuto non essere stato suo compagno di squadra, l’ho incrociato soltanto da avversario, ma ascoltando e leggendo i racconti di chi lo ha conosciuto bene, ho apprezzato la persona che era: un leader carismatico, ma allo stesso tempo umile. E lo ha dimostrato anche nelle sue ultime esperienze, al fianco di Roberto Mancini in Nazionale. Il suo contributo è stato fondamentale per la vittoria azzurra agli Europei nel 2021”.
In quel Chelsea c’era pure Gianfranco Zola, ora vice-presidente della Lega Pro: “E’ ripartito da dove aveva iniziato, offrendo la sua esperienza alla Lega Pro. Pure lui è una persona generosa e molto umile”. Tornando a quel Vicenza, quando si parla dei segreti che permisero a una provinciale di battagliare con le grandi in Serie A e in Europa, Zauli è perentorio: “Fu merito dell’organizzazione societaria, della presenza di un grandissimo allenatore come Guidolin, che poi ha saputo confermarsi in altre squadre e la bravura dei direttori nell’individuare i calciatori giusti per il progetto. A Vicenza arrivava gente alla prima esperienza in Serie A, che aveva fame e tanta qualità. E tutto questo ci ha consentito di vivere una favola bellissima”.
Di Carlo, Lopez, Baronio, Luiso, lo stesso Zauli. Tanti di quei protagonisti ora sono allenatori. Intelligenza, gestione del gruppo, leadership, tutti fattori che hanno caratterizzato i successi di quel Vicenza: “Credo che tutti noi avessimo una grande passione nel giocare a calcio e una volta smesso l’abbiamo trasferita in panchina. Anche perché l’unico modo per continuare a respirare l’odore del campo, una volta smessi i panni del calciatore, è spostarti qualche metro fuori dal terreno di gioco, diventando allenatore. Io e molti dei miei compagni ci siamo riusciti”.

Lamberto Zauli dà indicazioni dalla panchina (LPS)
Il Vicenza di Gallo, sorprese e delusioni in Lega Pro
Dal Vicenza di Zauli a quello imbattuto (l’unica squadra tra i professionisti) e primo in classifica guidato da Fabio Gallo. Nel 2025 nessuna ha fatto più punti del Vicenza: 88, più di qualsiasi altra squadra dalla A alla Serie C. Categorie differenti, ma stesso gruppo granitico, spirito di rivalsa e fame di vittorie: “Io ho vissuto un Vicenza di altissimo livello, in massima serie, che mi auguro questo Vicenza possa raggiungere. La società è forte, ha mancato l’obiettivo di pochissimo gli anni scorsi, ma so bene quanto sia difficile imporsi in Lega Pro. Il girone di andata è stato strepitoso, c’è ancora tanto da fare, ma la promozione in Serie B è un obiettivo alla portata. Da tifoso del Vicenza quale sono me lo auguro con tutto il cuore, anzi, mi auguro possa tornare in Serie A, ma un passo alla volta…”, commenta Zauli.
Infine un’analisi sulla prima parte del campionato di Lega Pro, tra promossi e rimandati, sorprese e delusioni: “La Serie C difficilmente regala sorprese. Nel girone A, il Cittadella ha avuto qualche passaggio a vuoto, ma si è ripreso alla grande e credo possa dire la sua nei playoff. Nel girone B, la sorpresa è il Ravenna, perché da neo-promossa non è facile arrivare subito in vetta, anche se la proprietà è importante e ne sentiremo parlare. Nel girone C, c’è poco da dire: davanti ci sono quelle 4-5 società che per blasone e obiettivi partivano già favorite. Di delusioni vere e proprie non ce ne sono, la stagione è ancora lunga”.