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Yildiz-Juve, il prezzo fissato per la cessione è folle: il mercato di Carnevali e Spalletti può decollare

  • Postato il 7 ottobre 2026
  • Di Virgilio.it
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Yildiz-Juve, il prezzo fissato per la cessione è folle: il mercato di Carnevali e Spalletti può decollare

Cento milioni. È questa la cifra che fa da spartiacque per il futuro di Kenan Yildiz alla Juventus. La Vecchia Signora non ha intenzione di mettere sul mercato il suo numero 10, anzi lo ha appena blindato fino al 2030 e lo considera il volto del nuovo corso, ma in caso di non qualificazione alla prossima Champions League tutto potrebbe cambiare. E così il prezzo fissato per il talento turco è già da capogiro: almeno 100 milioni di euro. Una valutazione che potrebbe trasformarsi in una base d’asta nell’estate 2027, soprattutto se a bussare alla porta di Torino fossero Real Madrid, Arsenal o Bayern.

Yildiz, il gioiello da almeno 100 milioni

La Juve, però, oggi non ha nessuna intenzione di cederlo. Il rinnovo firmato a febbraio fino al 2030, con uno stipendio da circa 6 milioni più bonus, è stato il manifesto della nuova Juventus: Yildiz al centro del progetto, numero 10 sulle spalle e responsabilità sempre maggiori. Nell’ultima stagione ha chiuso con 11 gol e 10 assist in 45 presenze, numeri che spiegano perché il suo valore sia schizzato verso la tripla cifra.

E le pretendenti non mancano. Il Real Madrid lo segue da tempo, l’Arsenal aveva valutato un assalto già nell’ultima estate e anche il Bayern Monaco resta alla finestra. La sensazione è che, davanti a un’offerta superiore ai 100 milioni, la discussione potrebbe diventare inevitabile. Non oggi, forse. Ma nel prossimo mercato estivo sì.

Spalletti lo blinda

Luciano Spalletti, del resto, lo aveva detto senza troppi giri di parole già ad agosto. Alla vigilia del debutto in campionato, davanti alle voci di un’offerta da 100 milioni, il tecnico aveva risposto: “Possono offrire quello che vogliono, ma io voglio poter metterlo in campo”. E aveva aggiunto un concetto ancora più significativo: “Kenan sa che il suo futuro è già importante nella Juve”.

Anche Giovanni Carnevali, nuovo uomo mercato bianconero, ha definito Yildiz un campione, paragonandone il potenziale a quello di Del Piero: “Deve ancora maturare per arrivare al livello di Del Piero e ha tutte le possibilità per riuscirci”. Parole che raccontano la volontà della Juve di costruire intorno al turco, non di monetizzare il suo talento.

Ma i conti non sorridono

Il problema è che la Juventus deve fare i conti con una situazione finanziaria ancora delicata. Il bilancio 2025-26 si è chiuso con una perdita di 66 milioni di euro, la nona consecutiva. I ricavi sono scesi a 474,7 milioni e l’indebitamento finanziario netto è salito a circa 331 milioni, dai 280,2 milioni del giugno 2025.

A pesare è soprattutto l’assenza dalla Champions League. Per la stagione in corso la società prevede infatti un altro risultato negativo, con un ritorno all’equilibrio che viene indicato più avanti nel piano pluriennale. La mancata qualificazione al torneo più ricco d’Europa significa rinunciare a una fetta consistente di ricavi: secondo le stime riportate dalla Gazzetta, circa 50-70 milioni rispetto a uno scenario con la Champions.

L’aumento di capitale di Elkann

Qui entra in scena John Elkann. La proprietà ha scelto di mettere in sicurezza la Juventus con un nuovo aumento di capitale fino a 250 milioni di euro, con Exor pronta a sottoscrivere la propria quota e a garantire l’eventuale inoptato. E soprattutto con un primo versamento immediato di 60 milioni in conto futuro aumento di capitale.

Non si tratta soltanto di coprire le perdite. Secondo il piano, circa il 45-50% della cifra complessiva servirà a coprire le esigenze patrimoniali previste per il 2026-27 e il 2027-28. Il resto potrà sostenere competitività sportiva, investimenti strategici, brand e infrastrutture. In pratica, almeno 100 milioni possono diventare benzina per il mercato.

Carnevali può muoversi con più libertà

La ricapitalizzazione cambia il margine di manovra di Carnevali e Massara. Non significa assegni in bianco: la Juve deve rispettare comunque i parametri Uefa e Figc e ha sottoscritto un settlement agreement che impone ulteriori vincoli.

Ma la proprietà ha fornito alla dirigenza una copertura finanziaria decisamente più solida. In caso di partenza di Yildiz, il neo ad della Juventus potrebbe muoversi con maggiore libertà sul mercato e rifondare mezza rosa. Intanto, la società ha già ridotto i costi operativi di 42 milioni nell’ultimo esercizio e dovrà continuare a lavorare su ingaggi, cessioni e plusvalenze.

Perché Yildiz potrebbe partire

Eppure esiste uno scenario che potrebbe rimettere tutto in discussione: un’altra mancata qualificazione alla Champions League. Questo resta il punto decisivo. Il nuovo piano economico della Juventus si fonda soprattutto sul ritorno stabile nell’Europa che conta. Se Spalletti non dovesse centrare il quarto posto, il problema dei mancati ricavi diventerebbe nuovamente concreto e la necessità di generare plusvalenze potrebbe tornare d’attualità.

A quel punto Yildiz potrebbe diventare la carta più preziosa del mazzo. Non perché la Juve voglia liberarsene, ma perché un’offerta da 100 milioni o più avrebbe un peso enorme sul bilancio. E il club ha già acquistato Alajbegovic dal Bayer Leverkusen per 30 milioni più bonus, costruendo di fatto una possibile alternativa tecnica nella stessa zona di campo e con Nico Gonzalez in gran spolvero in questo inizio di campionato.

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