Wimbledon, Sinner torna in versione Masters: cosa ha detto a Djokovic dopo la semifinale. L’ammissione di Nole
- Postato il 10 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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Altro che dubbi. Jannik Sinner torna a essere lo schiacciasassi che ha dominato il mondo del tennis nel corso della primavera. I cinque Masters 1000 vinti consecutivamente ovviamente non sono un caso, e il crollo al Roland Garros è un’eccezione e non la regola. Nella semifinale di Wimbledon contro Novak Djokovic, l’azzurro sfodera una prestazione clamorosa spegnendo ogni speranza al campione serbo e conquistando la possibilità di giocare in finale contro Sascha Zverev.
Sinner in versione “Masters”
Una stagione particolare quella di Jannik Sinner. L’azzurro si trova in cima alla classifica ma fino a questo momento ha avuto un rapporto abbastanza complicato con i tornei dello slam. Dopo la sconfitta in semifinale agli Australian Open, arrivata proprio contro Djokovic, erano cominciati un po’ di dubbi sull’azzurro. Dubbi che sono stati scacciati via nei Masters 1000 con Sinner capace di una cavalcata senza precedenti vincendo in finale: Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid e Roma. Tutto sembrava portare a un dominio anche sulla terra rossa di Parigi dove però è arrivata una delusione bruciante.
A Wimbledon fino a questo momento Sinner aveva vinto sì ma non sempre convincendo a pieno. La scelta di non giocare tornei sull’erba prima di Londra ha sicuramente pesato e alla vigilia del match con Djokovic c’era un po’ di preoccupazione. In semifinale però Jannik è tornato quello della primavera dominando in lungo e largo e chiudendo la pratica con un triplo 6-4.
Sinner-Djokovic: le emozioni della semifinale
L’abbraccio e le parole a Novak
Una prestazione dominante quella di Sinner e quando cade l’ultima pallina, più che pensare all’esultanza il numero 1 al mondo si concentra soprattutto sul suo avversario che è stato anche un suo idolo. Bellissimo l’abbraccio a rete, con Sinner che si rivolge a serbo e gli sussurra delle frasi. Nelle consuete interviste dopo la partita non fa nessuna rivelazione su cosa si siano detti in quel momento ma rende omaggio al suo avversario: “Novak è una fonte di ispirazione per la gente e per le nuove generazioni. Con lui ho sempre avuto delle partite sempre molto lottate, bisogna dire che lui veniva da un match contro Auger-Aliassime che è stato molto duro. Io ho cercato sempre di essere aggressivo e di servire bene. La mentalità oggi era quella di alzare il livello e l’ho fatto”. Ora servirà fare lo stesso contro Zverev.
L’ammissione di Djokovic
A fine partita Novak Djokovic non cerca scuse. La delusione è evidente con il serbo che sognava di poter giocare l’ennesima finale di uno slam e riuscire a cogliere quel successo numero 25 nei Major che sembra diventata anche un po’ di ossessione. Ma in conferenza stampa, Nole è onesto e alza bandiera bianca: “E’ stata la vecchia a cara batosta. Non c’era molto che potessi fare, ero mezzo passo in ritardo praticamente su ogni colpo. Jannik ha giocato a un livello superiore al mio. Ha un servizio molto imprevedibile, con grande varietà e anche la seconda è sempre molto profondo. E’ davvero difficile giocare nei suoi turni di servizio”.