Wimbledon, Djokovic avvisa Sinner: "Sull'erba posso dire la mia". La paura di Nole e l'elogio a Serena Williams
- Postato il 27 giugno 2026
- Di Virgilio.it
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Non è un’ossessione, ma nemmeno un pensiero di quelli che passano nella mente come un soffio di vento. Perché a vincere il 25esimo slam in carriera Novak Djokovic tiene veramente, anche se negli ultimi anni l’ondata della nuova generazione (Sinner e Alcaraz, con Zverev che s’è accodato alla prima occasione utile) ha fatto man bassa dei quattro principali tornei del circuito ATP. E per il serbo, che ha appena compiuto 39 anni, il tempo chiaramente diventa sempre più tiranno. Tanto che quest’anno la partecipazione numero 21 al torneo per eccellenza sull’erba diventa forse l’ultima vera opportunità per allungare definitivamente nella classifica degli immortali.
- L'importante è non... scivolare. "Il caldo non aiuta..."
- L'esempio di Serena e la "febbre" dei mondiali
L’importante è non… scivolare. “Il caldo non aiuta…”
Contro il cinese Wu, lunedì sul Centrale tutti saranno curiosi di vedere se Nole sarà un giocatore diverso da quello un po’ crepuscolare ammirato a Parigi nel mese di maggio. “Posso dire di arrivare molto più preparato rispetto al Roland Garros”, ha spiegato il serbo in conferenza stampa, appena varcati i cancelli di Church Road.
“Giocare sull’erba per me è più semplice rispetto alla terra battuta, perché richiede molto meno impegno a livello fisico. E poi a me giocare sull’erba è sempre piaciuto, dunque le sensazioni di partenza non possono che essere migliori. Ho vinto 7 volte in 20 edizioni disputate, so quello che mi aspetta e so di essermi preparato al picco a livello fisico proprio per questa occasione. Se a Parigi ho disputato tre partite oltre le 4 ore, perdendo da un ragazzo di 20 anni più giovane di me, qui sento che sarà diverso”.
Djokovic era arrivato a digiuno di partite sulla terra a Parigi, e allo stesso modo arriverà a digiuno di partite sull’erba a Wimbledon. Ma questo, a sentire il diretto interessato, non rappresenta un problema. “Mi preoccupa di più la temperatura alta, anche se la settimana prossima dovremmo scendere di qualche grado. Il caldo di questi giorni in 20 anni di Wimbledon non l’ho mai sentito sulla pelle e in qualche modo influenzerà anche la superficie di gioco, perché col caldo il campo diventa più morbido e la palla rimbalza meno, quindi velocizzando il gioco. Sarà importante restare bene centrato e non scivolare, ma nella partita esibizione che ho fatto tutto è andato bene e quindi sono tranquillo”.
L’esempio di Serena e la “febbre” dei mondiali
All’All England Club quest’anno molti occhi saranno rivolti soprattutto a quel che farà Serena Williams, impegnata sia in singolare che in doppio con la sorella Venus a quasi 45 anni. “Lei ispira tutti noi non c’ho che ha deciso di fare. L’ho sempre ammirata nel suo percorso, la sua storia e la sua carriera parlano da sole. E gliel’ho ribadito anche quando ci siamo visti nei giorni scorsi.
Pensando poi al fatto che ha dato alla luce due figli, ha trovato comunque la forza per rientrare dopo due anni di stop e non è cosa da tutti. Passa più tempo in palestra di me, quindi questo fa capire quanto tenga a far bene e che non è tornata tanto per passare qualche giornata sui campi, ma per provare ad andare lontano tanto in singolare, quanto in doppio con sua sorella”.
Infine a Nole è stato chiesto cosa ne pensa della contemporaneità con i mondiali di calcio. “Ricordo quando giocai nel 2018 sul Centrale in una giornata nella quale, in contemporanea, giocava anche l’Inghilterra nel mondiale di Russia, e l’atmosfera era sicuramente particolare, perché si sentiva un gran fracasso dall’arena. Chiaro che in questo periodo la gente sia attratta dai mondiali, anzi in giro si avverte una vera e propria febbre. Anche noi atleti siamo contagiati, e sebbene preferirei giocare in momenti più tranquilli per godermi le partite in TV, l’importante è non lasciarsi distrarre troppo”.