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Wimbledon, Cobolli è il re dei tiebreak: 4 su 4 nelle prime due partite, ora c'è Khachanov. "Ci siamo già mandati a..."

  • Postato il 2 luglio 2026
  • Di Virgilio.it
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Wimbledon, Cobolli è il re dei tiebreak: 4 su 4 nelle prime due partite, ora c'è Khachanov. "Ci siamo già mandati a..."

Un combattente nato, un agonista che ha trovato nell’erba un’insolita alleata. Quella che Flavio Cobolli intende calpestare ancora a lungo nel corso del suo soggiorno londinese, specie dopo aver regolato in 4 set un cagnaccio come James Duckworth. Che sui campi veloci storicamente sa sempre il fatto suo, ma che per due volte ha sbattuto la faccia contro una delle versioni più resilienti del giocatore romano, che dopo una marcia d’avvicinamento a Wimbledon decisamente complicata (appena un match contro Tiafoe ad Halle, dove cedette in due set) ha fatto capire di aver trovato la chiave per accendersi.

Lottare aiuta a diventare più… lottatori

Battere Duckworth è il modo migliore per far sapere al mondo intero che Cobolli ha voglia di regalarsi uno altro slam come si deve. E se pensare di raggiungere di nuovo la finale come a Parigi è forse troppo azzardato, di sicuro c’è che Flavio ha capito come riuscire a volgere dalla sua parte anche le partite più complicate. “So perfettamente che quello che ho mostrato oggi non era il mio miglior livello”, ha commentato in conferenza stampa.

“Quello però di cui sono contento è la prestazione, l’attenzione che ho messo nei dettagli e l’atteggiamento improntato sempre alla lotta. D’altronde sapevo di non avere molta altra scelta: ho giocato appena due set sull’erba prima di arrivare a Wimbledon, l’unico modo che ho per crescere di condizione e convinzione è giocando più punti possibili”.

Anche perché certe statistiche necessiterebbero di essere un po’ aggiustate: appena il 53% di prime messe in campo (ma il 46% del rivale ha aiutato), a fronte di 16 ace (contro 8) che certamente hanno aiutato, così come la mole di vincenti in più (51 a 32) che sicuramente ha avuto il suo peso sull’esito finale.

Animale da tiebreak: “Lì scateno il mio istinto”

Cobolli ha ammesso che più dell’australiano il vero rivale è stato… se stesso. “Lotto ormai con la pressione del dover dimostrare di essere sempre e comunque competitivo, su tutte le superfici”, ha fatto notare il romano. Ma questo lottare contro le aspettative degli altri e tutta questa pressione sono benzina per la mia mente, perché tutto questo mi trasmette una grossa carica. Devo semplicemente accettare quello che c’era da portar via oggi e divertirmi mentre lo faccio. E poi lo so che nei tiebreak l’istinto mi porta a essere più cattivo e determinato, e questa non è una novità”.

Ne ha vinti due contro Duckworth, quello del primo e soprattutto quello del terzo set, spartiacque di una partita che di fatto s’è chiusa quando Flavio s’è portato avanti 2-1, perché nel quarto non c’è stata proprio storia. “Nel tiebreak devi giocare bene, non ci sono storie. Se non ho vinti 4 su 4 disputati nelle prime partite giocate nel torneo vuol dire che ci arrivo con l’atteggiamento giusto. È l’unica cosa che conta veramente”.

Siparietto con Khachanov: “Sono già volate parole forti…”

Nel terzo turno l’avversario del romano sarà quel Karen Khachanov col quale ha perso nell’unico precedente disputato, quello sulla terra rossa di Madrid nel torneo del 2024 (7-5 6-4). “Contro Khachanov sarà sicuramente una partita molto difficile: è un giocatore alto, serve bene, tira forte, quindi su questa superficie è molto pericoloso. Però io sto giocando bene, fisicamente sono pronto. Ci siamo visti poco fa nell’ice bath, abbiamo parlato un po’ forte e ci siamo già mandati a cagare”.

Il modo migliore per approcciare a un terzo turno che per Cobolli deve ormai diventare la regola, visto la status raggiunto. Anche se alzare l’asticella dopo le vittorie su Navone e Duckworth sarà fondamentale su tutta la linea.

Autore
Virgilio.it

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