Willy Peyote, Ministri, Ex-Otago e gli altri: il 30 maggio concerto per ricordare Don Gallo
- Postato il 23 aprile 2026
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- Di Genova24
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Genova. Vinicio Capossela, Willie Peyote, Tre Allegri Ragazzi Morti, Ex-Otago, Ministri, Dente, Sandri, Lowtopic, Stellare, Roberta Barabino, Irene Buselli, Gian Maria Accusani dei Sick Tamburo e altri artisti, per un concerto che sarà solo l’evento di punta di una settimana di azioni culturali e sociali sul territorio, per ricostruire legami e restituire coesione al tessuto urbano e sociale della città.
Don Gallo e la musica sono sempre stati grandi alleati: fare festa insieme è un modo per partecipare alla vita collettiva in modo trasversale. “Dimmi chi escludi e ti dirò chi sei” è il grande concerto gratuito che sabato 30 maggio 2026 la Comunità di San Benedetto al Porto organizza in città, e piazza Matteotti sarà la scena.
La Comunità, fondata nel 1970 da Andrea Gallo, torna nel 2026 a organizzare un concerto per la città, sostenuto da eventi in forma di festival diffuso. Grazie alle relazioni tra la Comunità – in particolare Don Gallo – e alcuni artisti, basate su valori fondamentali condivisi, San Benedetto in passato si è fatta promotrice di numerosi eventi per le persone. Quest’anno torna a farlo per ringraziare la città e le sue persone del sostegno che ha sempre ricevuto.
E il concerto sarà appunto solo un pezzo degli eventi diffusi sul territorio, con un filo conduttore: la partecipazione gratuita per tutte e tutti, creando spazi condivisi di ascolto, partecipazione, riflessione ma anche gioia e festa collettiva.
La Comunità, che è cresciuta e si è evoluta insieme ai bisogni delle persone, oggi si occupa di dipendenze, cibo, diritti, lavoro, ambiente e cultura, e con questo concerto e la settimana di eventi riprende il testimone con l’obiettivo di ricucire il tessuto sociale cittadino.
La base è fatta di sinergie tra generazioni e culture, oltre che di valori fondamentali che San Benedetto da sempre concretizza in azioni rivolte a tutte le persone, in condizioni di fragilità e non.
Il concerto di sabato 30 maggio, realizzato in collaborazione con BOC, impresa con esperienza pluriennale nella produzione tecnica di eventi musicali e culturali, e Plurale, società attiva da anni nella comunicazione culturale e sociale, ha coinvolto artisti di fama nazionale e internazionale che aderiscono ai valori fondanti di questa iniziativa.
La line up unisce artisti che da sempre hanno avuto legame con Don Gallo e la Comunità a giovani che ne condividono i principi, per valorizzare il rinnovamento artistico del territorio in un dialogo tra generazioni: Vinicio Capossela, Willie Peyote, Tre Allegri Ragazzi Morti, Ex-Otago, Ministri e Dente, Sandri, Lowtopic, Stellare, Roberta Barabino, Irene Buselli, Gian Maria Accusani dei Sick Tamburo, e altri artisti in via di definizione.
“La Comunità San Benedetto torna ad abitare gli spazi pubblici – sottolinea Marco Malfatto, presidente della Comunità San Benedetto – intendendoli come scenari dove, attraverso la musica e la partecipazione civica e culturale, si possono porre al centro temi per noi fondamentali: la lotta alle disuguaglianze, l’accoglienza senza pregiudizi, la giustizia sociale…‘Dalla solitudine alla festa’ non è una celebrazione nostalgica: è una chiamata, è la città che vogliamo. In piazza, insieme. Nessuno escluso”.
“Questo concerto è frutto di un dialogo e di un lavoro con le istituzioni, in particolare il Comune di Genova, perché piazza Matteotti è anche un luogo simbolo, alle porte del centro storico – aggiunge Mattia Cominotto, direttore di produzione dell’evento per BOC – ci saranno artisti che hanno avuto un legame forte col Gallo e lo hanno sempre sostenuto, come Capossela, ma anche artisti di un’altra generazione che sentono propri i valori della Comunità. Abbiamo già tanti nomi ma la line-up è in aggiornamento ed è aperta: artiste e artisti che vorrebbero dare un contributo, contattateci. A livello personale, e come intera BOC, tengo a dire che la possibilità di organizzare questo evento ha rinnovato in noi una motivazione gigantesca per il significato che porta”.