Walter Sabatini, la profezia: "Inter, Napoli o...", chi vince lo scudetto
- Postato il 24 luglio 2026
- Sport
- Di Libero Quotidiano
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Walter Sabatini, la profezia: "Inter, Napoli o...", chi vince lo scudetto
Parlare di calcio con Walter Sabatini è una salutare lezione di saggezza unita a una profonda conoscenza del mondo in cui lui vive anche se attualmente ne è un po’ fuori. «Sono in ombra, vero, ma sto bene, leggo e osservo. Ho visto tutte le partite del mondiale e non è vero che sia stato scadente, alcune squadre piccole hanno giocato un calcio ben organizzato. La grande bruttezza è stata la finale», fa lui.
Mondiale a parte, da profondo conoscitore del calciomercato ci illumina su questo stranissimo mercato: come lo giudica?
«Da Far West. È oggettivamente infrequentabile. Impedisce di fare strategie e movimenti assennati per i prezzi folli che leggo. Quando sento che un giocatore viene valutato più 150 milioni di euro, cosa devo pensare?».
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Difatti sembra tutto bloccato.
«Una palude nella quale ci sono le sabbie mobili. Prezzi assurdi, richieste senza senso, giocatori iper-valutati».
Primo caso che ci viene in mente: Palestra dice addio Italia e va in Inghilterra.
«Con l’Inter costretta a pensare a un piano B o C. Se riuscisse a prendere Spence... sarebbe il giocatore giusto per Chivu».
Resta quella nerazzurra la squadra più forte?
«Gli ultimi cinque-sei anni lo testimoniano, l’inserimento di un uomo di fascia destra e di un centrale difensivo renderà l’Inter ancora più forte».
Dietro chi vede?
«Il Napoli che ha la necessità di inserire anch’esso un centrale difensivo ma avrà continuità. Ha un allenatore nuovo che dal punto di vista tattico ricalcherà l’opera di Conte».
Allegri si riscatterà dall’annata brutta al Milan?
«Sa come si fa a vincere, caratterialmente è diverso da Conte, ma farà giocare più o meno lo stesso calcio».
A proposito di Milan, hanno scelto di tenersi un giocatore che ne avrà 42 a breve.
«Modric è un campione ma è anche la dichiarazione pubblica che si guarda “all’ieri” quando è doveroso pensare al domani».
Tutto bloccato anche in casa Juventus, a partire dal centravanti. L’idea di Zirkzee convince?
«Massara saprà come fare, è uno degli uomini mercato più colti e preparati. Quando perdi uno stoccatore come Vlahovic devi pensare a qualcosa di diverso e personalmente ho ancora negli occhi quello che ha fatto Zirkzee a Bologna: talento puro. A proposito, mi fa dire una cosa proprio sul Bologna, che porto nel cuore sin da quando lavoravo lì, fianco a fianco con il mio fratellone Mihailovic?».
Prego.
«Il club ha fatto bene in questi anni ma senza mai perdere la testa e in questo mercato da far west è un merito. Hanno deciso di mettere un tetto agli ingaggi: due milioni di euro annui, non uno in più e chi non accetta può andarsene. Una regola intelligente».
Vero. Torniamo al mercato folle: il Como ha speso tanto ma bene, a giudicare dai risultati.
«Bene? Benissimo. La società si sta godendo questi anni, lo stadio paesaggisticamente è uno dei più belli del mondo e in Champions ci è arrivata grazie al gioco. Il Como è una fiaba».
E se i ricchi proprietari decidessero un giorno di salutare Como?
«Non sono mica cinesi...».
A Roma, dove vivi, tutto è in mano a Gasperini.
«Che è bravo, ma dare troppe scelte in mano al tecnico potrebbe rivelarsi dispersivo. La figura dell’allenatore-manager all’inglese è delicata».
Dall’alto della sua esperienza cosa devono evitare i club italiani per non trovarsi poi nei guai?
«L’errore più grande che ho visto commettere da molti proprietari è stato quello di cacciare un diesse a giugno, quando il mercato è già avanzato e il nuovo arrivato si trova ovviamente in ritardo».
Discorso nazionale: Guardiola ct è un sogno di mezza estate?
«Pep è un fenomeno, ma qui entra in ballo un discorso storico-filosofico: affiderei la nazionale sempre a un tecnico italiano. Nulla contro gli allenatori stranieri, io portai a Roma Garcia».
Quindi?
«Malagò sta agendo bene e penso che sarà trovata la soluzione giusta. Tuttavia credo che la nazionale debba essere vista come una squadra di club e avere un tecnico con alle spalle un vissuto federale».
Silvio Baldini sta facendo bene con l’Under 21.
«Ha citato il ct perfetto: allenatore e istruttore insieme. Sta lavorando benissimo con i suoi ragazzi, il suo è un movimento di idee oltre che un laboratorio calcistico. Malagò, difatti, lo ha confermato e sono sicuro che Silvio farà crescere i nostri giovani. Pensate a Palestra, era un pilastro nella sua under. E tanti altri fioriranno».
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