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Voto a destra da ignoranti e Ranucci via da Report, le polemiche di fine estate incendiano la politica

  • Postato il 31 agosto 2026
  • Politica
  • Di Blitz
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In sintesi

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Voto a destra da ignoranti e Ranucci via da Report, le polemiche di fine estate incendiano la politica

Ricordate che cosa disse il procuratore di Napoli Nicola Gratteri alla vigilia del voto sul referendum della giustizia? Chi votava “si”, o aveva precedenti penali oppure era una persona che non poteva considerarsi per bene. Ebbene un paio di giorni fa Stefano Bonaccini, uomo di punta del Pd, ha dichiarato che chi voterà alle politiche per la destra è un uomo (o una donna) che non ha cultura ed è anche povero. Chissà per quale ragione.

Ci si chiede: il politico ha superato oppure solo raggiunto il giudice noto per le sue battaglie alla mafia? Comunque, facendo un calcolo approssimativo, l’euro parlamentare del Pd  ha considerato dodici milioni di italiani poco acculturati e anche  in cattive acque con il bilancio familiare. Perchè? Hanno votato per la destra, la conseguenza logica è questa. Diciamo soltanto due parole sull’autore di così tanto giudizio. È stato a lungo presidente dell’Emilia Romagna, poi nel 2023 sarebbe voluto diventare il segretario del Pd. Tutti i pronostici erano  a suo favore, non c’erano dubbi, tanto è vero che il gotha del partito lo aveva proclamato vincitore. Ai tempi in cui era stato governatore di una regione che più rossa non si può, aveva al suo fianco, come vice, una giovane che non aveva tanta dimestichezza con la politica. Le primarie furono (come dire) allargate e, improvvisamente, senza nemmeno un avviso di sfratto, Elly Schlein le tolse di mano lo scettro che stringeva nelle mani.

Un trombato, quindi? Non usiamo termini politicamente scorretti, diciamo che rimase di sasso con quella signora che pronunciò una frase rimasta negli annali del Pd: “Non ci hanno visto arrivare”. Chi, se non quelli che, al di fuori dell segrete stanze, avevano capovolto la situazione ?

Oggi Bonaccini è il presidente del Partito Democratico. Dopo aver ingoiato la pillola e aver gridato “vendetta”, è dovuto venire a patti con la sua ex vice che, per consolarlo, lo ha scelto nominandolo presidente dei dem. Una carica di prestigio, ma senza nessun peso specifico. In parole semplici: a comandare sono altri, non certo lui che è emigrato a Bruxelles alla corte di Ursula von der Leyen. Come si possono considerare le parole di Bonaccini? Fuori da ogni
controllo? Da parte di un personaggio che non è più quello dei tempi andati?

A rispondergli a tono, è stata la stessa presidente del consiglio che non  ha usato termini offensivi. Ha detto questo: “Se gli italiani ci votano è perchè credono in noi che non andiamo alla ricerca di titoli di studio”.

Quella scorsa non è stata una settimana piacevole per la sinistra. La Rai ha chiuso il caso Ranucci dando a due giovani professionisti (Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi)  l’incarico  di  condurre Report, una trasmissione di approfondimento che ha scatenato una infinità di polemiche. È chiaro: da una parte la destra, dall’altra la sinistra.”Era ora”, titola un giornale che usa caratteri di scatola.”Un vero e proprio, scandalo”, risponde l’opposizione. Si
impone il bavaglio a chi vuole fare inchieste che mettono con le spalle al muro il governo e i suoi alleati i quali fingono di battersi a duello per poi pensarla alla stessa maniera quando si tratta di raggiungere un traguardo.

Il più scatenato è, manco a dirlo, Sigfrido Ranucci che tuona: “Ecco come si mortifica la professionalità”. Risposta di un avversario: “Perchè quando c’era lui al timone di Report? Avvelenava solo il clima della politica che non aveva bisogno di spinte”.

Comunque sia il dado è tratto e di questa querelle ne leggeremo per oltre due mesi, se non più. Ranucci minaccia una battaglia lunghissima con tanto di legali e di carte bollate, la campagna elettorale si infiammerà e certamente l’opinione pubblica finirà col disinteressarsi dell’argomento, dato che i problemi del Paese e dell’intera collettività sono altri. Ranucci non si dà per vinto: “Se necessario impiegherò il resto della mia vita per scovare chi vuole fregare gli italiani”. Un giornale a lui assai vicino parla “di una strage di decine di giornalisti”, forse esagerando.

Per finire in bellezza e per la gioia di chi legge meno e non apre la tv quando l’appuntamento è con i talk show, il problema delle primarie non si è spento. A sinistra c’è una grande confusione non tanto per le elezioni  quanto per chi dovrà essere il candidato in grado di battersi con la Meloni per rispedirla all’opposizione. Ma i pareri sono discordi. I sondaggisti più accaniti parlano di sei posizioni diverse.

Elly Schlein non nasconde la sua preoccupazione e afferma con forza: “In questa maniera facciamo solo un favore al governo. L’unica via per batterlo è marciare uniti”. Chissà quanti la pensano come lei, anche se ufficialmente” la applaudano. “Chiediamolo a Giuseppe Conte”, risponde ironicamente un avversario del campo largo.

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Autore
Blitz

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