“Vota destra chi ha studiato poco”: Meloni rilancia l’intervista di Bonaccini a IVG. E il caso diventa virale
- Postato il 28 agosto 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Roma/Bologna. Un caso politico nazionale che parte direttamente dalle nostre pagine e dai nostri microfoni. Sta facendo il giro d’Italia e infiammato il dibattito tra maggioranza e opposizione l’intervista esclusiva rilasciata a IVG da Stefano Bonaccini, eurodeputato e presidente del Partito Democratico, a margine dell’incontro “Costruiamo l’alternativa” tenutosi in piazza Trincheri ad Albenga alla presenza del vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Arboscello, dei sindaci del territorio e dei militanti Dem.
Al centro dello scontro, l’analisi del presidente del PD sul cambio di rotta dell’elettorato e sulla progressiva emorragia di consensi del centrosinistra verso la destra tra il ceto medio-basso e nelle periferie.
Uno stralcio dell’intervista concessa al nostro giornale – e diffusa sui social da qualcuno – ha fatto rapidamente il giro della rete e delle agenzie nazionali, arrivando fino ai vertici del Governo.
Le parole di Bonaccini a IVG
Rispondendo ai microfoni di IVG sul perché il centrosinistra fatichi a intercettare il consenso dei lavoratori, Bonaccini aveva risposto: “È un discorso che riguarda tutto l’Occidente e l’Europa. Il voto al primo Trump, il voto alla Brexit, il voto in Germania a destra, quello alla Le Pen, quello in Italia a Meloni, Salvini e oggi forse a Vannacci – spiega -. È il voto di chi ha poco studiato, di chi vive nelle aree interne delle città e di chi sta peggio economicamente. È una Europa diversa. A differenza di quello che è accaduto alla mia generazione, quando il lavoro era una certezza, e la crescita economica si accompagnava a quella demografica, negli ultimi 10-15 anni abbiamo avuto la perdita dei posti di lavoro, il dramma demografico, una Europa che una volta rappresentava 1/3 del PIL mondiale e oggi è meno del 20 e quindi chi sta peggio rischia di ascoltare chi parla alla pancia della gente”.
L’attacco del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni
A stretto giro è arrivata la dura presa di posizione della Premier Giorgia Meloni, che sui propri canali ufficiali ha ripreso le parole pronunciate da Bonaccini ad Albenga per muovere un duro attacco al Partito Democratico: “In una illuminata lezione – ha scritto la Premier sui social -, Stefano Bonaccini, Presidente del Partito Democratico, ci spiega che milioni di italiani votano a destra perché hanno studiato poco. L’abbiamo già sentita. Quelli che votano per loro sono cittadini colti, consapevoli e intelligenti, mentre quelli che votano per noi sarebbero ignoranti da compatire, quando non da rieducare”.
“Forse – ha aggiunto Meloni -, Bonaccini dovrebbe prendere in considerazione un’ipotesi più semplice: quegli italiani, indipendentemente dalle scuole che hanno frequentato, hanno studiato sulla loro pelle le conseguenze delle politiche della sinistra. Hanno visto città meno sicure, confini senza controllo, periferie dimenticate e lezioni di morale impartite da chi pretende di spiegare agli altri come devono vivere, come devono votare, e come devono pensare. Quegli italiani votano a destra perché noi non chiediamo loro quanti titoli di studio abbiano prima di ascoltarli. Li rispettiamo. Ed è forse proprio questo rispetto che Bonaccini e una certa sinistra, nonostante le molte sconfitte, non hanno ancora studiato abbastanza”.
La replica di Bonaccini a La7
Non si è fatta attendere la replica del presidente Dem, che è intervenuto in televisione ai microfoni della trasmissione Coffee Break su La7 e all’ANSA per precisare il senso del suo intervento ingauno e rispedire le accuse al mittente: “Hanno estrapolato una frase da un ragionamento più complessivo. Io dicevo che negli ultimi dieci anni in Occidente, ogni volta che si è votato, e spesso ha vinto la destra, dal primo al secondo Trump, alla Brexit, alla Le Pen, al voto alla destra in Italia, la destra ha preso un voto non di tutti, ma maggioritario, se scorporiamo, tra coloro che hanno un po’ meno titoli di studio, tra chi sta peggio economicamente e tra chi vive nelle aree interne, nelle campagne, nelle periferie delle città. Questo è accaduto, scorporando il voto, ci sono le analisi, gli studi. Il che non vuol dire che non ci siano plurilaureati che votano la Lega, Fratelli d’Italia o Vannacci. Ma io l’ho detto come problema per la sinistra”.
Bonaccini ha poi incalzato: “La sinistra, che ha perso spesso le elezioni in tanti Paesi europei e negli Usa dovrebbe saper rappresentare più e meglio coloro che sono più in difficoltà economicamente, o che nella vita hanno avuto meno opportunità per aver titoli di studio più elevati. E’ per dire che serve una sinistra più popular. Ma secondo voi io mi permetto di dire che solo quelli che studiano… ma non scherziamo. Ho fatto un’analisi di quella che è la realtà se si va a vedere scorporando il voto”.
Infine, la stoccata alla maggioranza di Governo: “Capisco che sia più facile cercare una polemica abbastanza sorprendente col sottoscritto, ieri è partito Bignami e in parte la Lega, piuttosto che rispondere sul perché paghiamo le bollette, la benzina tra le più care al mondo o perché ci sono troppi precari soprattutto giovani, perché la sanità pubblica sta crollando o perché il Paese non cresce e sarà il peggiore nei 27 dell’Ue per crescita”.