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Vondrousova, vincitrice di Wimbledon, squalificata per doping suscita sconcerto. Tomljanovic: “L’arroganza dell’ITIA non aiuta il sistema”

  • Postato il 25 giugno 2026
  • Di Virgilio.it
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Vondrousova, vincitrice di Wimbledon, squalificata per doping suscita sconcerto. Tomljanovic: “L’arroganza dell’ITIA non aiuta il sistema”

In Italia il caso della presunta positiva di Alex Schwazer all’Epo ha riacceso i riflettori sulle vicende legate al doping, ma in Cechia in questi giorni c’è molto più fermento, perché la notizia della squalifica di 4 anni inflitta dall’Itia nei confronti di Marketa Vondrousova ha fatto parecchio scalpore. E ha “costretto” la diretta interessata a uscire allo scoperto, con un’intervista in cui ha denunciato di essere vittima di una vera e propria persecuzione. Tanto da aver trovato anche “conforto” e sostegno da alcune sue colleghe, vedi Ajla Tomljanovic, che non ha esitato a condannare il processo perpetrato dall’agenzia del doping legata al mondo della racchetta.

La tesi sempre sostenuta dall’atleta: “Violazione di privacy”

Vondrousova è accusata di aver volutamente evitato un controllo antidoping a sorpresa che una rappresentante dell’agenzia tedesca avrebbe voluto effettuare il 3 dicembre del 2025, recandosi direttamente nel domicilio segnalato dall’atleta. La giocatrice ha sempre spiegato di non aver voluto assecondare la richiesta poiché la presunta rappresentante non ha fatto nulla per mostrare le proprie credenziali, e dunque non si è presentata con la documentazione richiesta, come previsto dal regolamento sui controlli effettuati fuori dalle competizioni.

Vondrousova, nell’intervista rilasciata a iSport, ha spiegato di aver avuto il timore di essere vittima di qualche malintenzionato, ed essendo sola nella propria abitazione, di fronte alla mancanza di un riconoscimento “ufficiale” da parte della rappresentante dell’agenzia antidoping, ha preferito non lasciarla entrare, temendo di poter finire vittima di un raggiro o un tentativo di furto. “Ho superato centinaia di controlli antidoping in tutta la mia vita, alcuni anche a sorpresa: se avessi potuto constatare che tutto fosse in regola, perché avrei dovuto chiudere la porta?, ha spiegato la giocatrice nel corso dell’intervista.

“Ho avuto paura, e non avendo avuto adeguate rassicurazioni sulla posizione dell’ispettrice, mi sono letteralmente chiusa in casa”. Tesi sostenuta anche dall’avvocato Jan Exner, che ha spiegato anche come in quel periodo, a causa anche di risultati non corrispondenti alle attese, Vondrousova stava soffrendo di problemi fisici e forti pressioni psicologiche.

Il team di legali spera almeno in una mitigazione dello stop

Colei che ha bussato alla porta del domicilio segnalato dalla giocatrice ha fornito chiaramente una versione differente, sostenendo di aver mostrato in tutto e per tutto le proprie credenziali di ispettrice. Vondrousova sa che questa storia ha gettato un’ombra sinistra sulla sua carriera: tre anni fa in questo periodo diventava la regina di Wimbledon, adesso deve difendersi dall’accusa sinistra che intanto produrrà (senza una rivalutazione del caso) 4 anni di stop, che a 26 anni rappresenta quasi una sentenza di abbandono dell’attività.

Tre giorni dopo la visita ricevuta dall’ispettrice tedesca, la giocatrice si è regolarmente sottoposta a un altro test che non ha mostrato alcuna anomalia. Da qui la volontà forte del suo team di legali di proscioglierla da ogni accusa, o quantomeno di mitigare fortemente l’impatto della durata (di fatto l’atleta è ferma da 6 mesi: ultima partita disputata ad Adelaide a gennaio, vinta contro Samsonova, prima del ritiro a poche ore dal match contro Birrell).

La giocatrice però è andata oltre: “Dopo i casi Sinner e Swiatek, l’Itia è voluta andarci giù pesante. Era stata criticata per esserci andata giù in modo indulgente, così adesso io pagherò per tutti”.

Tomjlanovic difende la collega: “Una punizione folle…”

E intanto a difesa della giocatrice della Cechia è intervenuta Ajla Tomljanovic, ex di Matteo Berrettini: “Quel che è successo a Marketa è qualcosa di folle, perché in fondo si trattava di una prima violazione, legata peraltro a fondati motivi.

L’uguaglianza e il rispetto è ciò che stiamo cercando, ma l’Itia si dimostra una volta di più arrogante, perché presentarsi fuori dall’orario indicato è una scelta che viene fatta ogni giorno dai loro ispettori”, aggiunge la giocatrice serba. Che ha reso noto poi che l’app che ci è stata data per le reperibilità il più delle volte non funziona, e sebbene sono la prima a volere uno sport pulito, vorrei anche ci fossero regole e condizioni chiare, per tutte”.

Autore
Virgilio.it

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