VNL, Egonu, Orro, Sylla e Danesi pronte al rientro: Velasco a Hong Kong ritrova l'Italia delle invincibili
- Postato il 6 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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Non c’è tempo per rifiatare: l’Italia di Julio Velasco è già sbarcata dall’altra parte del mondo, cioè a Hong Kong, dove da mercoledì 8 luglio proverà a dare l’ultima spallata per accedere alle Finals di VNL, in programma dal 22 al 26 luglio a Macao. Una qualificazione che non dovrebbe essere soggetta a imprevisti o sorprese: le azzurre a due terzi del programma della fase a gironi viaggiano abbastanza spedite al terzo posto, avendo raccolto 6 vittorie e due sconfitte nelle prime 8 gare disputate, e soprattutto si apprestano ad affrontare la week in terra asiatica ritrovando praticamente tutte le principali protagoniste del suo ciclo d’oro.
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Antropova torna opposto, ma il clima è sereno
Perché la vera notizia, ormai abbondantemente sdoganata da qualche giorno a questa parte, riguarda proprio il ritorno delle grandi protagoniste dei trionfi dell’ultimo biennio. A Hong Kong sono volate Paola Egonu, Alessia Orro, Anna Danesi e Myriam Sylla, oltre a Ekaterina Antropova che dopo un mese passato a valutare se fosse possibile spostarsi di banda, così da poter condividere il campo con Egonu (e non “costringere” il CT alla classica staffetta del doppio cambio), è tornata nella sua collocazione naturale di posto 2, con Velasco che ha ritenuto opportuno evitare di andare oltre con l’esperimento.
Chiaro però che la conformazione dell’Italia nelle ultime 4 gare della fase a girone sarà ben diversa da quella ammirata negli appuntamenti precedenti: anche se necessiteranno di un po’ di partite per rientrare a pieno ritmo, le titolari garantiranno un apporto decisamente notevole alle mire espansionistiche della nazionale azzurra, che la VNL l’ha conquistata sia nel 2024 che nel 2025, anticipando quelli che sarebbero stati poi i grandi trionfi estivi (olimpiadi e mondiali).
Subito Ucraina e Belgio per blindare le Finals
Insomma, l’Italia che è volata a Hong Kong è praticamente quella che dovrà andare all’assalto dell’Europeo nel prossimo mese di agosto. E debutterà mercoledì alle 11 italiane contro l’Ucraina, proseguendo poi sfidando il Belgio (venerdì 10 alle 14,30), il Canada (sabato 11 alle 10,30) e infine la Cina (domenica 12 alle 14).
Sulla carta, impegni meno probanti di quelli già affrontati nelle tornate precedenti: le ucraine sono praticamente fuori dalla lotta per le Finals (dove accedono le prime 8), il Belgio ha scarsissime possibilità di tornare in corsa, mentre Canada e Cina hanno avuto un rendimento abbastanza lineare, con 5 vittorie e 3 sconfitte a testa (attualmente stazionano al settimo e ottavo posto).
Chiaro però che l’obiettivo di Velasco è quello di ritrovare gli automatismi dei giorni migliori, così da preparare nel migliore dei modi sia l’appuntamento con le gare a eliminazione diretta che quello spostato un po’ più avanti con gli Europei. Perché dopo un mese e mezzo di esperimenti è giunta l’ora di ritrovare certezze mai dimenticate.
Velasco col blocco vincente dell’ultimo biennio
La lunga vigilia che ha portato la comitiva azzurra in Asia è vissuta soprattutto sulla vicenda legata all’esperimento di Antropova in posto 4, “cassato” dal CT dopo appena 8 partite (più un paio di amichevoli). La scelta di Velasco va nella direzione di una consapevolezza piuttosto evidente: con Egonu in campo, il rischio di avere anche Kate di banda avrebbe potuto creare uno squilibrio a livello difensivo, data la poca attitudine della giocatrice di origini russe di districarsi con continuità nel ruolo (del resto erano anni che non giocava schiacciatrice…).
A Hong Kong però sarà un’Italia molto simile a quella ammirata a Bangkok lo scorso anno: sestetto titolare (potenziale) con Orro ed Egonu, Fahr e Danesi, Sylla e Nervini e la novità rappresentata da Fersino al posto di De Gennaro (che ha salutato l’azzurro dopo il trionfo mondiale), con Cambi, Antropova, Giovannini, Omoruyi, Nwakalor, Meli e Spirito a completare una batteria di prim’ordine, con 11 reduci dall’oro iridato (oltre a Moki, assenti Akrari e Sartori, sostituite da Nwakalor e Meli), a riprova della volontà di Velasco di proseguire nel solco indicato.