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Vizziello: «Il buco vero è negli ospedali della Basilicata»

  • Postato il 29 settembre 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Vizziello: «Il buco vero è negli ospedali della Basilicata»

Il Quotidiano del Sud
Vizziello: «Il buco vero è negli ospedali della Basilicata»

Vizziello: «Il buco vero è negli ospedali della Basilicata. Su 11 milioni di disavanzo farmaceutico, ben 9 derivano dalle strutture interne». Proposta di legge per cacciare i manager che sforano i budget.


POTENZA –  È scontro frontale in Basilicata sulla gestione del bilancio sanitario regionale. Al centro del dibattito sempre  l’introduzione del ticket di 2,50 euro sulle ricette farmaceutiche, una misura fortemente contestata dalle opposizioni, che accusano la giunta e l’Assessorato alla Salute di voler risanare i conti colpendo le fasce più deboli   invece di intervenire sugli sprechi strutturali. A riaccendere la polemica  una dura nota del capogruppo in Consiglio regionale di Basilicata Casa Comune, Giovanni Vizziello, che ha analizzato i recenti dati dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) relativi ai primi due mesi del 2026. Secondo l’esponente della minoranza, i numeri dimostrano chiaramente che il disavanzo della spesa farmaceutica lucana non è causato dai cittadini che ritirano i farmaci sul territorio, bensì dalla gestione interna delle strutture ospedaliere.

VIZZIELLO SUGLI OSPEDALE IN BASILICATA: LE CRITICHE DELL’OPPOSIZIONE E I DATI SUL DISAVANZO DELLA SPESA FARMACEUTICA

«Il buco nei conti sanitari lo fanno gli ospedali – ha dichiarato Vizziello –  ma l’assessore Latronico getta la croce addosso ai cittadini». I dati Aifa, come detto,  confermano che il disallineamento nei conti sanitari relativamente all’acquisto dei farmaci «dipende dalla spesa farmaceutica diretta, cioè realizzata dagli ospedali e non da quella convenzionata, cioè relativa alla distribuzione attraverso le farmacie e il ticket sui farmaci non risolverà il problema, ma servirà solo a scaricare sui cittadini gli effetti delle incapacità gestionali dell’assessore Latronico e del management sanitario lucano».

Il report Aifa  evidenzia per la Basilicata un  «rosso  complessivo sulla spesa farmaceutica pari a poco più di 11 milioni di euro ma  la ripartizione interna di questa cifra mostra una forte asimmetria: oltre 9 milioni di euro sono riconducibili alla spesa farmaceutica diretta, ovvero agli acquisti effettuati direttamente dalle aziende sanitarie e dagli ospedali – ha aggiunto Vizziello – mentre  1,7 milioni di euro dipendono invece dalla spesa convenzionata, legata alla distribuzione dei medicinali attraverso le farmacie territoriali».

LA PROPOSTA DI LEGGE E LE RESPONSABILITÀ DEI DIRETTORI GENERALI

Quindi «il buon senso suggerirebbe di agire sulla spesa ospedaliera piuttosto che su quella derivante dall’acquisto dei medicinali da parte dei cittadini in farmacia». La proposta «di mandare a casa i direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere che non rispettano i tetti di spesa previsti dalla legge sulla farmaceutica ospedaliera» è stata formalizzata da BCC con una proposta di legge depositata il 30 settembre 2025 «non ancora discussa e che probabilmente l’assessore Latronico non ha nemmeno letto». Accanto alle colpe della politica «ci sono anche  le responsabilità del management sanitario, lautamente pagato e che non può girare la testa dall’altra parte di fonte a  una voce di spesa, l’acquisto dei farmaci ospedalieri, che è diventata, dopo la migrazione sanitaria, la seconda spada di Damocle che grava sul bilancio sanitario regionale».

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