Vingegaard pronto ad aiutare Piganzoli a prendere la maglia bianca. Pellizzari, una resa "intelligente"
- Postato il 26 maggio 2026
- Di Virgilio.it
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Tutto secondo previsioni: Jonas Vingegaard che sigilla una volta di più l’inseguimento (ormai scontato) alla “triplice corona” prendendosi la prima vittoria di tappa vestito di rosa, Felix Gall che dimostra di essere l’unico che prova a tenerne la ruota sulle rampe che conducono a Carì, e Jai Hindley che sulla strada (che non mente) s’è preso i gradi di capitano della Red Bull Bora Hansgrohe. Perché Giulio Pellizzari nella tappa che ha sconfinato in territorio elvetico ha segnato il passo, cedendo a una condizione fortemente debilitata dopo il virus che l’ha colpito in coda alla prima settimana di corsa.
- Giulio, il serbatoio è vuoto: "Colpa del virus? Non so dirlo..."
- Piganzoli tiene su il morale dell'Italia: entra in top ten
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Giulio, il serbatoio è vuoto: “Colpa del virus? Non so dirlo…”
Era più di una speranza, il Pellizzari ammirato al Tour of the Alps. Pochi credevano che avrebbe potuto realmente dare fastidio a Vingegaard, che come da previsioni della vigilia sta facendo un Giro a parte, pur senza mai dare la sensazione di voler strafare. Il marchigiano invece ha dovuto pagare dazio a una condizione che s’è affievolita troppo precocemente e che nella tappa alpina che ha aperto l’ultima settimana gli ha presentato il conto.
“Ero a tutta sin dal chilometro zero, il che basta e avanza per far capire a tutti come mi sentissi in corsa. Ho stretto i denti, ho cercato di vedere se le sensazioni migliorassero col passare dei chilometri, ma alla fine mi sono ritrovato completamente svuotato e all’inizio dell’ultima salita ho capito che era bene evitare di andare fuori giri. Adesso spero di potermi riprendere nelle prossime due giornate, così da ripresentarmi nelle tappe di montagna del fine settimana con la forza nelle gambe per poter aiutare Hindley ad andare a caccia di un posto sul podio”.
A chi gli domanda se la prestazione negativa sia diretta conseguenza del virus che l’ha colpito nei giorni scorsi, Pellizzari ammette di non saper dare una risposta. “Non so se sia effettivamente così, so solo che le gambe non girano e quando succede c’è poco da inventare”.
Piganzoli tiene su il morale dell’Italia: entra in top ten
L’Italia del pedale si consola almeno in parte con la splendida prova di Davide Piganzoli, che da gregario fidato di Vingegaard è diventato anche il migliore italiano in classifica generale. “Jonas è un ragazzo speciale e merita di vincere questo Giro”, ha spiegato il 23enne di Morbegno.
“Al mattino il piano prevedeva di presentarci a Carì con l’intento di vincere la tappa, e così è stato. Nonostante ciò, sempre Vingegaard mi aveva detto che se me la fossi sentita di partire da solo sull’ultima salita avrei avuto la possibilità di andare, e questo dimostra quanto sia un compagno di squadra veramente unico. Stiamo facendo un gran lavoro come squadra, ora dobbiamo solo completare l’opera”.
Piganzoli peraltro, oltre a essere salito in top ten, è a poco meno di 2’ da Eulalio, col quale potrebbe giocarsi la maglia bianca di miglior giovane. “Prima viene la squadra, gli obiettivi personali vengono dopo”.
Vingegaard pronto ad aiutare Davide: “Lui ha fatto tanto per me”
La tappa in territorio svizzero ha dunque ribadito al mondo intero quanto Vingegaard (come due anni fa Pogacar) viaggi su un altro pianeta per il resto del gruppo. Il danese ha frantumato anche il record di scalata di Carì (aveva fatto lo stesso a Pila), ma non ha mai dato l’impressione di essere a tutta, a riprova di una condizione e di una facilità di pedalata senza eguali.
Ora l’operazione doppietta Giro-Tour (sempre tenuta in debita considerazione) diventa più “semplice” da mettere in pratica: con oltre 4’ di vantaggio su Gall, le ultime tappe rischiano di tramutarsi in qualcosa di più simile ad allenamenti belli tosti, che non a frazioni di un grande giro. Tutto ha girato per il meglio e il danese sa che soltanto il fato potrebbe negargli la gioia di un successo mai stato realmente in discussione.
Al punto che adesso il pensiero corre davvero verso il compagno di squadra Piganzoli, che potrebbe puntare a far sua la maglia bianca. “Sarei ben felice di aiutarlo a raggiungere questo obiettivo, che avrebbe un significato enorme sia per Davide che per tutto il team. Lui ha fatto tantissimo per me in queste due settimane e mezzo, se necessario è giusto che anch’io possa ricambiargli il favore”.