Vicino a Notre-Dame riemerge una scoperta eccezionale legata alla prima Parigi
- Postato il 30 settembre 2026
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- Di SiViaggia.it
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Parigi non smette di stupire grazie alle tracce del suo passato. A pochi passi da Notre-Dame, nel cuore dell’Île de la Cité, gli archeologi hanno riportato alla luce una struttura che potrebbe riscrivere ciò che sappiamo sulle origini della capitale francese.
Durante gli scavi nell’area dell’Hôtel-Dieu AP-HP è emersa un’imponente cinta muraria in pietra e legno, conservata per circa 20 metri e caratterizzata da una tecnica costruttiva tipica delle fortificazioni galliche della tarda età del Ferro.
La scoperta sotto l’Hôtel-Dieu
Le ricerche archeologiche nell’Hôtel-Dieu sono iniziate nel febbraio 2026 e coinvolgono il Servizio Archeologico della Città di Parigi e l’Inrap (Istituto Nazionale per la ricerca Archeologica Preventiva), nell’ambito dei lavori di ristrutturazione dell’ospedale. Proprio qui è stata individuata la struttura, formata da blocchi di pietra e elementi lignei.
Dietro il muro è stata inoltre trovata una piattaforma artificiale composta da sabbia e ghiaia. Gli archeologi hanno rinvenuto anche una punta di lancia gallica, semi carbonizzati e i resti di un edificio in legno bruciato. Il muro stesso porta evidenti tracce di un incendio molto intenso.
I primi risultati delle analisi al carbonio-14 sugli elementi lignei collocano la struttura in un intervallo compreso tra il 200 e il 10 a.C. La presenza del fuoco e dei materiali carbonizzati è compatibile con un episodio di distruzione, ma gli studiosi sottolineano che non è ancora possibile stabilire che l’incendio sia quello del 52 a.C. scoppiato all’avanzare delle truppe romane di Cesare.
La combinazione degli elementi ha però riacceso una questione che da secoli interessa gli archeologi: dove si trovava esattamente la Lutetia dei Parisii? Cesare descrive un oppidum situato su un’isola della Senna, collegata da ponti, e l’Île de la Cité è stata a lungo considerata l’ipotesi più naturale. Le prove archeologiche di un vero insediamento gallico, però, erano rimaste limitate. Per questo era stata avanzata anche l’ipotesi di Nanterre.
L’importanza della scoperta
Il valore del ritrovamento sta soprattutto nella possibilità di collegare, in modo più diretto, la Parigi contemporanea alla Lutetia gallica citata nelle fonti antiche. Se le nuove analisi confermeranno l’interpretazione attualmente studiata, il muro potrebbe essere parte del bastione dell’oppidum dei Parisii, la popolazione gallica che abitava il territorio dell’odierna Île-de-France.
La scoperta è stata giudicata di eccezionale importanza dalla Commissione regionale per la ricerca archeologica del Centro-Nord, che a metà settembre 2026 ha convalidato la segnalazione di scoperta. Gli scavi potranno così proseguire per chiarire la funzione del muro, la sua datazione, le modalità della distruzione e il rapporto con la piattaforma di sabbia e ghiaia, oltre a verificare eventuali tracce di occupazioni ancora più antiche.
I resti sono tuttavia molto fragili: il fuoco ha danneggiato le pietre e carbonizzato gran parte del legno. Per conservarne la memoria verranno realizzati documentazione digitale, fotogrammetria e una ricostruzione 3D. È previsto inoltre uno stampo di una sezione del bastione e la successiva ricostruzione di una parte del muro con alcune pietre originali, destinata a un museo di Parigi.
Così, proprio accanto a uno dei monumenti più celebri della capitale, il sottosuolo dell’Île de la Cité potrebbe aggiungere un nuovo capitolo alla storia parigina: quello della città gallica che precedette la Lutetia romana.