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Viadotti, allarme per corso Europa: “Se la Regione non sblocca 40 milioni rischio stop ai mezzi pesanti”

  • Postato il 4 settembre 2026
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  • Di Genova24
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Viadotti, allarme per corso Europa: “Se la Regione non sblocca 40 milioni rischio stop ai mezzi pesanti”

Genova. Se la Regione non sbloccherà i 40 milioni residui dall’accordo per i ristori legati al crollo del ponte Morandi, si rischia a breve la chiusura di corso Europa ai mezzi pesanti. È l’allarme lanciato oggi in commissione consiliare a Palazzo Tursi dall’assessore alle Infrastrutture Massimo Ferrante e dai dirigenti delle Opere pubbliche del Comune di Genova.

La messa in sicurezza di ponti, viadotti e impalcati secondo le linee guida ministeriali “non è un problema, è quasi un dramma“, ha esordito Ferrante in aula. A Genova si contano ad oggi 679 strutture, ancora più di quelle risultate nel primo censimento avviato nel 2024, un vero record in Italia. Di queste, secondo la prima campagna di ispezioni, il 39% sono state classificate in classe di attenzione alta (25,76%) o medio-alta (13,20%), un dato che genera grandi preoccupazioni perché significa che potrebbero essere necessari lavori su 245 strutture di competenza comunale, se i monitoraggi confermeranno questi risultati.

Focus su corso Europa, servono oltre 44 milioni per la messa in sicurezza

L’emergenza riguarda tutta la città, ma la priorità per l’amministrazione è corso Europa, asse portante del Levante oltre che via d’accesso all’autostrada A12. Come emerso già a inizio 2026, praticamente tutti gli impalcati da San Martino a Nervi presentano criticità statiche rispetto agli standard di Ansfisa. Il Comune ha emesso un’ordinanza di limitazione di carico per il viadotto sul rio Priaruggia, ma di fatto quel provvedimento è congelato perché i costi di attuazione per tutto l’asse, legati ad esempio alla raccolta dei rifiuti e al transito dei mezzi pubblici, sono ritenuti “insostenibili” dagli uffici. Perciò, anticipando i tempi con procedure d’urgenza, si è deciso di partire direttamente coi monitoraggi.

La cifra stimata per mettere in sicurezza corso Europa è di 44,4 milioni di euro di cui 38,2 milioni per il consolidamento strutturale, 3,7 milioni per la progettazione e 2,5 milioni per le spese in parte corrente (ispezioni periodiche, disgaggi e attuazione delle ordinanze, monitoraggio continuo). Soldi che al momento non esistono nel bilancio comunale, ed è per questo che la giunta Salis rimarca nuovamente la necessità di attingere all’accordo con Autostrade, dirottando i fondi inutilizzati per il progetto Intelligent Urban Mobility sviluppato da Movyon.

Ferrante: “La Regione non si metta di traverso, quei soldi sono già per Genova”

“Mettere delle telecamere su infrastrutture che poi chiudono non è molto utile – osserva Ferrante -. Noi non chiediamo soldi alla Regione, i soldi dovrà darli Autostrade con un bonifico. Semplicemente l’accordo prevede un meccanismo di unanimità: per assurdo potremmo opporci all’uso dei 700 milioni per il tunnel subportuale. La Regione Liguria non deve mettersi di traverso. Dicono che vogliono vedere i progetti, ma anche i progetti costano. Noi chiediamo solo che le risorse già assegnate a Genova, in tutto 108 milioni, possano essere utilizzate per questa emergenza. Abbiamo dimostrato che siamo già in grado di spenderli immediatamente per corso Europa. Se non avremo disponibilità di queste risorse o comunque di risorse nazionali, bisognerà fare quello che i monitoraggi impongono. E se diranno che in corso Europa non si può superare un certo tonnellaggio, applicheremo le limitazioni“.

“La Regione, inoltre, aveva promesso lo stanziamento di 5 milioni complessivi per le ispezioni, un impegno a oggi non ancora onorato – accusa l’assessore -. Di contro, va sottolineata la grande generosità dell’Autorità di sistema portuale, che ha girato ad Aspi 4 milioni dei 75 spettanti dall’accordo post-crollo per aiutarci in questo percorso. Ricordiamo che non parliamo di manutenzione ordinaria, bensì di interventi statici complessi, con costi enormi e totalmente fuori scala per qualsiasi bilancio comunale. Le nostre strutture hanno ormai 60-70 anni e in passato non sono mai stati fatti lavori di manutenzione adeguati. La legge straordinaria è un ottimo strumento, ma ci auguriamo che lo Stato preveda canali di finanziamento strutturali: i 40 milioni di euro sono una boccata d’ossigeno indispensabile, ma non risolveranno definitivamente il problema perché la cifra necessaria per rimettere a nuovo tutto il sistema è semplicemente mostruosa“.

La Regione: “Nulla osta, ma prima concludere gli interventi legati a Smart City”

In una nota la Regione Liguria “ribadisce ancora una volta la propria posizione, mai cambiata, circa l’uso dei fondi Aspi concessi come ristoro per il crollo del ponte Morandi. In particolare, nulla osta all’utilizzo dei 40 milioni, al netto della conclusione da parte del Comune degli interventi legati a Smart City. Piena disponibilità quindi all’utilizzo dei fondi residui per monitoraggi, progetti e interventi. Se poi le risorse non fossero sufficienti, Regione affiancherà il Comune nella richiesta di ulteriori finanziamenti da parte del Governo. Non solo: non appena saranno pronti i progetti (Pfte o esecutivi), Regione è pronta a mettere sul piatto anche le risorse del fondo rotativo per la messa in sicurezza degli impalcati”.

La preoccupazione dei tecnici di Tursi

L’impegno economico a regime stimato dall’assessorato si attesta intorno ai 13,5 milioni di euro all’anno tra ispezioni, verifiche accurate, monitoraggi strumentali e manutenzioni urgenti. La cifra però esclude completamente i costi di progettazione e gli interventi strutturali. Solo per avere un’idea, il solo viadotto di corso Europa sul torrente Sturla richiede oltre 7,1 milioni tra progetto esecutivo e lavori stimati. Per questo Ferrante aveva stimato 1,8 miliardi di euro necessari per affrontare il problema in tutta la città.

A lanciare l’allarme anche Ines Marasso, direttrice d’area delle Opere pubbliche del Comune di Genova: “A differenza di Anas e Autostrade noi non gestiamo solo strade, ma anche scuole, cimiteri e parchi. Se si dovesse sottovalutare la scala di questo tema, il rischio è mettere in dubbio tutto il resto. Nei prossimi anni sarà una costante: affinché non diventi un drenaggio eccessivo, bisogna essere consapevoli che è necessario portare il tema ad altri livelli con una grande coesione. Tutto quello che non si riesce a fare si ribalta su tecnici e dirigenti che si troverebbero di fronte a un panorama tale da far dire: io me ne vado domani“.

Il punto su ispezioni e monitoraggi

Ad oggi risulta concluso il primo ciclo di ispezioni, che tuttavia andranno ripetute fino a quattro volte all’anno a seconda delle classi di attenzione definite. Il Comune ha sottoscritto un accordo quadro suddiviso in due lotti per 9 milioni di euro complessivi, con contratti attuativi finanziati per 2,3 milioni di euro (di cui 300mila euro con fondi dell’Autorità portuale).

Per i monitoraggi è previsto un altro accordo quadro da 10 milioni totali, anche questo su due lotti, con contratti attuativi finanziati per 1,4 milioni (240mila euro arrivati dall’Autorità portuale). Sono state concluse le valutazioni accurate per ponte Serra a Marassi (che andrà incontro a un restringimento di carreggiata nei prossimi mesi), il viadotto Priaruggia di corso Europa, il viadotto di Nervi e le relative rampe di accesso. In corso ulteriori indagini e verifiche di transitabilità su corso Europa, nodo di Bolzaneto e via Martiri del Turchino.

Autore
Genova24

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