Verstappen snobba la Ferrari: "Rispetto per il marchio, ma che senso avrebbe lottare per il 5° o 6° posto?"
- Postato il 7 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
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Il ritorno alla vittoria a Sepang ha galvanizzato Max Verstappen, e forse ha ricordato a tutto il circus della Formula Uno cosa significhi davvero avere il polso. Perché guidare queste vetture somiglia spesso a un videogioco, mentre la realtà non tarda a far capire chi sia davvero il più forte. Max in Malesia è tornato dominante, su un tracciato dove il manico conta e dove la power unit (una volta tanto) non s’è rivelata così fondamentale ai fini del risultato finale. Ed è inevitabile che in un momento così l’olandese, dopo tante (troppe) bastonate prese negli ultimi mesi da avversari che guidano vetture molto più performanti rispetto alla sua, anche il buon Max abbia deciso di gonfiarsi un po’ il petto.
- Max senza peli sulla lingua: "Io voglio vincere..."
- La frecciata a Horner: "Con Mekies c'è meno pressione"
Max senza peli sulla lingua: “Io voglio vincere…”
Quel che ha detto in un’intervista rilasciata a Press Association, e ripresa da Sky Sports UK, in realtà non è che necessiti poi di dover gonfiare chissà cosa. “Io quando salgo in macchina ho in mente un solo obiettivo, e cioè la vittoria. E no, non sono un tipo nostalgico: non importa con quale mezzo ci arrivo, purché abbia la possibilità di farlo”.
Nella risposta è insita la domanda, ma tant’è: Verstappen accetterebbe mai di andare a guidare una macchina che non sarebbe in grado di fornirgli la dovuta assistenza per ambire a nutrire le proprie mire di vittoria? E quindi, a voler essere più diretti e precisi: Max oggi sarebbe disposto a prendere in mano un volante della Ferrari? “Ho molto rispetto per il marchio Ferrari, ma se devo andare a Maranello e impegnarmi al massimo livello per arrivare quinto o sesto, avrebbe davvero senso?”.
Insomma, va bene la storia, il fascino e pure la tradizione, ma le scelte fatte da altri suoi colleghi (per ultimo Hamilton, sebbene a 40 anni… Verstappen ancora ne deve compiere 30) non sembrano convincere troppo l’olandese volante. Che anzi si vede ancora a lungo in casa Red Bull.
La frecciata a Horner: “Con Mekies c’è meno pressione”
Sarà forse l’euforia generata dalla vittoria in Malesia (la 72esima in carriera, tutte con la stessa scuderia: raggiunta la coppia Ferrari-Schumacher, ora resta solo l’accoppiata Mercedes-Hamilton davanti con 84 gran premi vinti), ma Max sembra davvero voler dar credito al team austriaco.
“Red Bull per me è una seconda famiglia, la sfida di voler ricostruire tutto daccapo e ripartire ancora più forti e vincenti è molto stimolante. Mi piace come stanno andando le cose, con Laurent Mekies si respira un buon clima e siamo tutti contenti”.
Altra frecciata, stavolta all’ex team principal Christian Horner. “Ora è tutto meno stressante, ma se dovesse tornare Horner nel paddock, beh, non ne sarei sorpreso. Anche se onestamente non è un mio problema e tantomeno una mia preoccupazione, e lo dico senza voler sembrare scortese. Horner ha fatto un buon lavoro e penso che se troverà la possibilità giusta per rientrare non se la farà sfuggire”.