Verstappen e il ritiro dalla F1, Russell: “Lo capisco, non ha altri obiettivi”. Max vuota il sacco sull’addio di Lambiase
- Postato il 17 aprile 2026
- Di Virgilio.it
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Pur non dominando le attuali classifiche del Mondiale di F1, pur non vincendo una mazza in questa stagione per lui di tregenda con la F1, Max Verstappen si sta prendendo la scena in questa pausa forzata del campionato. Le sue lamentele per uno sport che ha portato al parossismo la gestione dell’energia delle monoposto in luogo della capacità di andare semplicemente forte in pista stanno monopolizzando il dibattito in F1. E ancor di più la sua malcelata volontà di chiudere con questo mondo per dedicarsi ad altro nel motorsport.
- Verstappen accantona la F1: l'impegno al Nurburgring
- Russell: "Comprendo benissimo Verstappen"
- "Nessuno vuole perdere Verstappen. Anch'io mi lamentavo nel 2022"
- Verstappen: "Lambiase mi ha chiesto se poteva andare alla McLaren"
Verstappen accantona la F1: l’impegno al Nurburgring
Il pilota della Red Bull questo fine settimana sarà impegnato con le qualifiche della 24 Ore del Nürburgring, tappa che vale come quarto e quinto appuntamento della Nürburgring Langstrecken-Serie e che sarà fondamentale per poter accedere alla fase finale della corsa in programma il 14-16 maggio.
Non è un mistero che al momento apprezzi di più l’impegno con le vetture GT, meno cervellotico di una F1 che sta scivolando nel tatticismo energetico, tra batterie da risparmiare e altre diavolerie come il super clipping che a momenti stava costando carissimo a Oliver Bearman. Tanto da spingere la FIA ad approfittare di questo mese di assenza di gare per discutere con i piloti di eventuali modifiche da apportare al regolamento tecnico.
Tornando a Verstappen, le sue critiche hanno trovato comunque un’eco nella F1. Mentre il cognato Nelson Piquet Jr parlando con la testata SoyMotor ha sottolineato come lui non dia peso ai soldi e perciò le rimostranze che muove sono frutto di genuinità e che quando capirà di non provare più la passione per questo sport farà altro, l’amministratore delegato della F1 Stefano Domenicali ha ricordato che esiste una ragione dietro a questo nuovo ciclo tecnologico del Mondiale, ma che al tempo stesso tutte le critiche costruttive sono ben accette, augurandosi che Verstappen possa rimanere (“Ma lui sa che la sua voce ha un peso, e deve ricordarsene perché alcuni potrebbero interpretare male le sue critiche”).
Russell: “Comprendo benissimo Verstappen”
George Russell, a capo della Grand Prix Drivers’ Association, ovvero il sindacato dei piloti di F1, ha parlato dei recenti confronti, giudicati “positivi”, con la FIA per aggiustare il tiro, in particolare sui problemi nelle qualifiche (ormai votate più al risparmio e recupero energetico che alla ricerca della velocità nel giro secco) e sui rischi del super clipping in rettilineo. Ma ha anche affrontato il discorso Verstappen, i cui rapporti non sempre sono stati distesi.
Ma il pilota Mercedes ha espresso piena comprensione riguardo lo stato d’animo frustrato del rivale. Come riporta The Race, il britannico ha affermato che l’olandese ha raggiunto “ciò che sognano tutti i piloti, ovvero vincere un Mondiale, e lui ne ha conquistati quattro”.
“Ha centrato tutti gli obiettivi: forse potrebbe puntare a nuovi record, ma da quello che lo conosco, ad un certo punto uno vuole fare ciò che lo rende felice. Capisco perfettamente perché guidare sul Nordschleife gli dia tanta soddisfazione”, ha proseguito Russell.
“Nessuno vuole perdere Verstappen. Anch’io mi lamentavo nel 2022”
E ancora: “Se avessi vinto quattro titoli in F1 mi comporterei anch’io come lui. La F1 è più grande di qualsiasi pilota, ma certo nessuno vorrebbe perdere Max, a noi tutti piace correre contro di lui”.
Russell ha poi ricordato le sue difficoltà nel 2022 con la vettura effetto suolo, i problemi di porpoising e i dolori alla schiena che provocava, con curve ad alta velocità “per niente piacevoli da affrontare con quelle monoposto”. La ruota gira: allora Verstappen “non si lamentava perché vinceva. Ora le sue critiche sono diverse dalle nostre o da quelle di Ferrari o McLaren perché siamo tutti in testa. È naturale, comprendo la sua frustrazione”.
Per il momento, in ogni caso, l’olandese resta in Red Bull. Team che sta andando incontro ad una riorganizzazione profonda dopo le defezioni di diversi protagonisti nei ruoli apicali nell’ultimo anno. Di recente c’è stata la promozione Ben Waterhouse a Chief Performance and Design Engineer, alle dipendenze del direttore tecnico Pierre Waché. Poi dal primo luglio Andrea Landi, già in Ferrari, assumerà l’incarico di Head of Performance. Motorsport.com invece smentisce infine il trasferimento della responsabile strategica Hannah Schmitz alla Ferrari.
Verstappen: “Lambiase mi ha chiesto se poteva andare alla McLaren”
Chi invece è prossimo a salutare è Gianpiero Lambiase, che come sappiamo dalla stagione 2028 assumerà un ruolo cruciale e apicale in McLaren. Non un fulmine a ciel sereno, perché il clan Verstappen è stato persona informata sui fatti in questa promozione da parte dell’ingegnere di pista di Max.
Il padre dell’olandese infatti aveva spiegato che l’avevano convinto ad accettare il nuovo incarico, molto importante per la sua carriera, di Chief Racing Officer per la concorrenza. In una intervista concessa a ViaPlay e che sarà trasmessa integralmente in Olanda nelle prossime ore il quattro volte campione del mondo ha aggiunto un ulteriore retroscesa.
Lambiase infatti aveva confidato a Verstappen l’offerta ricevuta da McLaren. “E io gli ho detto che sarebbe stato uno stupido a non accettare”, ha aggiunto. Questo perché “insieme abbiamo già raggiunto tutto e questa offerta era troppo importante, soprattutto pensando alla sua famiglia e alla sicurezza che gli garantirebbe”.
Perciò l’ingegnere di riferimento di Verstappen aveva chiesto una specie di approvazione da parte del suo pilota (“Desiderava sentirselo dire da me“), e così è stato. L’olandese in passato aveva detto che senza Lambiase non avrebbe proseguito in Red Bull, ma evidentemente le cose sono cambiate, per ora.