Verstappen denuncia: "Stanno rovinando la F1". E il ritiro di Alonso mette in ansia Aston Martin
- Postato il 15 marzo 2026
- Di Virgilio.it
- 2 Visualizzazioni
Il nuovo ciclo tecnico della F1 sarà pure controverso, ma di sicuro sta assicurando spettacolo e motivi di discussione. E questo al di là dell’aspetto sportivo, visto che le nuove monoposto stanno mettendo a dura prova i nervi di alcuni team e piloti, oltre a rimescolare le carte in maniera sorprendente. Insomma, non c’è nulla di così scontato nell’era che pone maggiore enfasi sull’elettrico e sulla gestione dell’energia. E difatti le regole in vigore dal 2026 stanno mettendo all’angolo anche corazzate dominatrici nelle stagioni precedenti del campionato, suscitando la stizza di qualche pilota.
- La disfatta delle McLaren e di Red Bull in Cina
- Verstappen senza freni: "Questo non è sport, è una barzelletta"
- "Tutto questo si ritorcerà contro la F1"
- Catastrofe Aston Martin: Alonso costretto al ritiro per le vibrazioni pericolose della sua vettura
La disfatta delle McLaren e di Red Bull in Cina
Prendiamo McLaren, con entrambe le MCL40 che non hanno preso parte al GP di Cina per un problema alla power unit: Lando Norris non si è neanche potuto mettere sulla griglia di Shanghai, mentre Oscar Piastri non è riuscito a partire (seconda volta di fila che finisce a zero punti: il suo cammino per la rivincita sul compagno di squadra è pressoché compromesso). Un guasto incredibile alla componente elettrica, avvenuto per entrambe sulle vetture e che è oggetto di investigazione dei tecnici di McLaren.
Non va meglio in casa Red Bull: se Isack Hadjar è riuscito a chiudere in zona punti all’ottavo posto, per Max Verstappen le cose hanno preso invece una piega insostenibile. L’olandese nelle fasi finali della gara infatti si è dovuto ritirare per un guasto tecnico ad una RB22 che proprio non va giù al pilota. Ma non tanto per il lavoro fatto dai tecnici della scuderia, quanto per i regolamenti che hanno creato una monoposto “da Formula E sotto steroidi”, come l’aveva sarcasticamente definita il quattro volte campione del mondo durante i test pre-stagionali.
Verstappen senza freni: “Questo non è sport, è una barzelletta”
E sin da allora Verstappen si è sempre scagliato contro le nuove normative tecniche, che a suo dire mortificano la natura stessa del gareggiare in F1: non c’è più spazio per l’istinto e la velocità, a suo dire, con il pilota costretto a dover gestire l’energia castrando la propria indole. “Se a qualche tifoso piace questa F1, allora non capisce cos’è questo sport”, ha tuonato l’olandese a Sky Sport dopo la sua mortificante gara.
E ancora una volta Verstappen, mentre in casa Mercedes – proprio quel team che nelle ultime stagioni era sulle sue tracce – si celebrava la gloria di Antonelli, ha ricoperto lo scomodo ruolo della spina del fianco della FIA, della FOM e di tutto il cucuzzaro delle alte sfere, il dito nella piaga infastidito dalla politica che ha messo il becco nei box delle scuderie, rovinando il giocattolo delle loro monoposto.
“Non è per niente divertente, è come se giocassimo a Mario Kart: azioni il boost per superare, poi in rettilineo dopo esaurisci la batteria e viene superato a tua volta da altri con il boost. Questa è una barzelletta”, ha proseguito un esacerbato Verstappen, mettendo in luce il problema della gestione di una batteria per veicoli da velocità impressionanti e che richiedono un grande dispendio energetico lungo un Gran Premio di circa 90 minuti.
“Tutto questo si ritorcerà contro la F1”
Il Masaniello della F1 ha poi chiamato a raccolta gli altri piloti, o meglio ha sostenuto di parlare per la maggior parte di loro, eccezion fatta “per chi è in alto in questo momento e sostiene che va tutto bene. D’altronde, avendo un vantaggio perché dovrebbero rinunciarci?”. Augurandosi che questa situazione finisca al più presto, Verstappen ha sottolineato come Antonelli e Russell (sua notoria nemesi) sono gli unici che stanno vincendo in questo momento, ma soprattutto infliggono dei distacchi notevoli agli altri (“Al limite la Ferrari a volte parte bene, sta davanti ma dopo un paio di giri tutto torna com’è”).
Si potrebbe dire che quando dominava lui, con Red Bull che anestetizzava le gare in stagioni come quella del 2024, non si sentivano lamentele di sorta. “Ma anche se vincessi direi le stesse cose – ha messo le mani avanti l’olandese – perché mi interessa l’aspetto sportivo. A lungo andare questa cosa rovinerà lo sport, e gli si ritorcerà contro“, ha aggiunto riferendosi ai vertici della F1 e alla FIA. Per poi aprire: “Sinché possiamo parlarne con loro e avere la possibilità di lavorare a delle soluzioni è un bene. Ma non sarà facile mettere tutti d’accordo”.
Catastrofe Aston Martin: Alonso costretto al ritiro per le vibrazioni pericolose della sua vettura
Può esserci qualcuno che se la passa peggio di McLaren o Red Bull? Eccome, ed è il caso di Aston Martin. Le grandi ambizioni della vigilia – Adrian Newey entrato in squadra, una nuova avveniristica sede – si sono scontrate malamente con la power unit Honda che mal si confà con la vettura progettata dall’ingegnere ex Red Bull che ha fatto la storia della F1 con le sue monoposto. Le vibrazioni causate da questa accoppiata mal assortita sono giunte al loro zenith nel GP di Shanghai, come ne ha fatto spese il povero Fernando Alonso: l’asturiano è stato costretto a mollare diverse volte la presa del suo volante, a causa del dolore provocato dai sobbalzi continui della vettura.
Una catastrofe sportiva degna di finire nell’antologia Trainwreck di Netflix più che in Drive to Survive. Entrambi i piloti si sono dovuti ritirare (Lance Stroll ha avuto problemi alla batteria), con Alonso che ha candidamente ammesso dopo essere sceso da quello strumento di tortura chiamato AMR26 che non si sentiva più né mani né piedi. “Non è stata una bella sensazione”: immaginate cosa significhi incassare questi colpi dentro l’abitacolo di una vettura a velocità altissime, mentre il tuo corpo è sottoposto anche notevoli sollecitazioni delle forze g. Aston Martin si trova in una posizione per niente invidiabile ed estremamente delicata, la peggiore di tutta l’attuale griglia di F1: non è più solo una questione di prestazioni, ma di sicurezza dei propri piloti.