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Verona, traffico illecito di oro tra Italia e Austria: maxi sequestro da 1,3 milioni Il Tirreno

  • Postato il 8 maggio 2026
  • Di Il Tirreno
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Verona, traffico illecito di oro tra Italia e Austria: maxi sequestro da 1,3 milioni Il Tirreno
Verona, traffico illecito di oro tra Italia e Austria: maxi sequestro da 1,3 milioni Il Tirreno

Un’organizzazione criminale dedita al traffico illecito di oro tra Veneto e Austria è stata smantellata dalla Guardia di Finanza di Verona e Vicenza, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Verona. L’operazione ha portato al fermo di due cittadini vicentini, accusati di riciclaggio transnazionale, e al sequestro di circa 6 chilogrammi di oro, oltre a più di un milione di euro in contanti. Sono stati inoltre confiscati beni immobili, autovetture e conti correnti, per un valore complessivo stimato di circa 1,3 milioni di euro. Le indagini sono partite da un controllo della Polizia stradale avvenuto lo scorso maggio, quando su un’auto di un cittadino austriaco di origine turca furono scoperti 660 mila euro in contanti. Da quel primo elemento investigativo, gli inquirenti hanno ricostruito un articolato sistema di trasferimento di oro purissimo a 24 carati dall’Italia verso l’Austria, in cambio di ingenti somme di denaro contante. Secondo quanto emerso, i trasporti avvenivano tramite corrieri lungo le principali arterie autostradali, mentre le compravendite si svolgevano con cadenza settimanale nei pressi dei caselli dell’autostrada A22 del Brennero o direttamente oltreconfine, con partite di oro tra i 3 e i 5 chilogrammi. La pianificazione degli incontri e gli ordini tra venditori italiani e acquirenti austriaci avvenivano attraverso applicazioni di messaggistica criptata e sistemi a messaggi temporanei, difficili da intercettare. I lingotti sequestrati erano privi di documentazione, fatture, marchi o punzonature di fonderia, elemento che ne facilitava l’immissione nei circuiti clandestini di fusione e lavorazione, rendendo impossibile risalire all’origine del metallo. L’unica indicazione presente era il titolo di purezza (999 per mille), dato sufficiente a garantirne il valore nel circuito illecito anche dopo la rifusione.
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Autore
Il Tirreno

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