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Veneto, acido sui sedili del bus: una ferita grave, l'orrore invisibile

  • Postato il 20 aprile 2026
  • Italia
  • Di Libero Quotidiano
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  • 4 min di lettura
Veneto, acido sui sedili del bus: una ferita grave, l'orrore invisibile
Veneto, acido sui sedili del bus: una ferita grave, l'orrore invisibile

Un incubo. Un orrore. Una minaccia invisibile e imprevedibile: acido cosparso sui sedili di un autobus. Il caso scuote il Veneto, dove tre persone sono rimaste ustionate dopo essersi sedute sull'autobus 25 di Arriva Veneto, partito lo scorso giovedì mattina da Chioggia, direzione Venezia.

La situazione più grave è quella di una minorenne, una delle vittime, le cui condizioni sono le più complesse. "Ustione di terzo grado per la quale, probabilmente, si dovrà ricorrere all'intervento chirurgico". Così la madre ha rivelato la diagnosi, contestando anche la versione iniziale diffusa dalle istituzioni. "Definire una tale lesione come irritazione sembra troppo riduttivo e fuorviante", ha aggiunto la sorella della ragazza, riferendosi al comunicato dell’assessore ai trasporti Cristina Boscolo Zemelo.

La ragazza è la seconda persona ad aver avuto contatto con la sostanza corrosiva. Prima di lei, un’altra passeggera era arrivata a Venezia con abiti danneggiati dal liquido, senza però voler ancora parlare pubblicamente. Coinvolto anche un uomo, medicato per lesioni giudicate meno gravi.

Momenti di difficoltà anche nella gestione dell’emergenza: mentre la ragazza veniva visitata al pronto soccorso di Piove di Sacco, i genitori tentavano invano di segnalare il pericolo. "Mi hanno solo fatto rimbalzare come una pallina di ping pong, non riuscivano a capire la situazione. Ad Arriva Veneto sono stata costretta a lasciare un messaggio alla segreteria". Intanto gli indumenti della giovane sono stati acquisiti dalla Polizia, insieme al sedile rimosso dai Vigili del Fuoco e ai filmati di bordo.

La ragazza ha raccontato quel che ha provato nei primi istanti successivi al contatto con l'acido: "Di solito non prendo quel bus ma quella mattina ero in ritardo. Poco dopo che mi sono seduta ho cominciato a sentire un bruciore che si è fatto sempre più forte. Non capivo cosa fosse e ho chiamato la mamma che mi ha detto di scendere alla prima fermata per venirmi a prendere", ha raccontato.

Dopo un primo accesso in ospedale, la famiglia ha chiesto ulteriori accertamenti a Chioggia, fino al coinvolgimento del Centro Grandi Ustionati di Padova. Qui è stata confermata la natura dell’ustione, probabilmente causata da soda caustica, con danni profondi alla pelle e tempi di recupero ancora incerti.

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Autore
Libero Quotidiano

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