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Vendone, 70 partecipanti alla “Camminata Alpina al Monte Castellermo”: solidarietà e memoria nel nome di Rachele Franchelli

  • Postato il 1 giugno 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Vendone, 70 partecipanti alla “Camminata Alpina al Monte Castellermo”: solidarietà e memoria nel nome di Rachele Franchelli

Vendone. Una tradizione che dura ormai da 13 anni la “Camminata Alpina al Monte Castellermo” a scopo benefico quella organizzata dal Gruppo Alpini di Vendone, seziona Ana di Savona, in collaborazione con il Comune di Vendone, la Pro loco e il Gruppo di Protezione civile. Quest’anno la camminata, svoltasi domenica 31 maggio, era organizzata con il sottotitolo “Con Rachele nel cuore”, visto che l’iniziativa era dedicata a raccogliere fondi per l’associazione “Rachele Franchelli-Uno sguardo senza confini Aps”, nata in memoria di Rachele, scomparsa a soli 16 anni a causa di un tumore cerebrale.

Ben 70 persone, provenienti da tutta la Riviera, si sono unite all’iniziativa degli ex alpini vendonesi per camminare oltre 2 ore e mezza (qualcuno, per la verità, ha scelto la soluzione meno faticosa, preferendo la partenza dal pianoro poco sotto la cima del monte) per raggiungere la vetta dove si trova il santuario dedicato a San Calocero, cavaliere bresciano convertito al cristianesimo, martirizzato alla foce del Centa. Un santuario innestato su una antica stazione di posta templare, a sua volta realizzato su un antico luogo di culto celtico. I camminatori, però, prima di apprezzare la bellezza del paesaggio mozzafiato e la spiritualità del Santuario, hanno però apprezzato il caloroso (e calorico) rancio alpino, annaffiato da vino locale.

Gli alpini di Vendone, capitanati dal presidente Nico Losno, sono molti soddisfatti del risultato che non solo contribuisce a di essere vicini a chi sta affrontando percorsi simili a quello di Rachele, offrendo sostegno e creando momenti di condivisione e speranza. Attraverso iniziative sul territorio e progetti solidali, l’associazione promuove una rete di aiuto reale, sostenendo in particolare l’oncologia pediatrica e tutte quelle realtà che contribuiscono a migliorare la qualità della vita di bambini, ragazzi e famiglie. L’intero ricavato della giornata verrà donato a Casa Frizzi di Unitalsi Lombardia, centro che ospita gratuitamente famiglie con bambini che devono affrontare lunghi periodi di cura a Milano, presso cui anche Rachele ha vissuto parecchi mesi.

L’associazione, infine, si sta battendo per promuovere il termine “atefano”  per indicare la condizione di un genitore che ha perso uno o più figli. Il neologismo “atefano” nasce per crasi delle parole greche: “à-“ (prefisso privativo), “té-” da “téknon” (“figlio”), parola che esprime affetto e legame, e “-fano”, da “orphanòs” (“privo”, “mancante”, “orfano”).

Autore
Il Vostro Giornale

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