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Vendeva scarpe e allenava la squadra del bar: il calcio essenziale di Alvini sta spiazzando la Serie A

  • Postato il 17 ottobre 2026
  • Di Virgilio.it
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Vendeva scarpe e allenava la squadra del bar: il calcio essenziale di Alvini sta spiazzando la Serie A

C’è chi arriva in Serie A passando dai grandi club e chi, prima di sedersi su una panchina della massima serie, deve imparare a conciliare il calcio con un altro lavoro. Massimiliano Alvini, oggi allenatore del Frosinone, appartiene alla seconda categoria. Per anni ha venduto suole di scarpe mentre allenava nelle serie dilettantistiche, studiando gli altri tecnici e costruendo una propria idea di gioco.

Massimiliano Alvini, la gavetta fuori dal comune

Prima del professionismo ci sono stati campi difficili, gli allenamenti serali con gli Amatori Calcio Ferruzza, squadra amatoriale del suo bar a Fucecchio, e l’attività di famiglia in Toscana, con la quale vendeva suole e scarpe in tutta la Toscana.

Massimiliano Alvini ha continuato a vendere suole anche mentre allenava in Promozione ed Eccellenza, tra cui Reggiana, Pistoiese e Albinoleffe. Non era ancora un tecnico a tempo pieno, ma la sua formazione non si fermava mai.

La sua storia aggiunge un significato particolare a questo percorso. Dopo una prima esperienza in Serie Acon la Cremonese, conclusa senza vittorie e con l’esonero nel gennaio 2023, il tecnico toscano è tornato in Serie B, prima allo Spezia, dove viene esonerato, e poi al Cosenza. Quando, nel 2025, diventa allenatore del Frosinone la scommessa risulta vincente, Alvini, infatti, conquista subito la promozione nella massima serie con i ciociari.

Da Conte a Giampaolo: i punti di riferimento di Alvini

Organizzava gli spostamenti anche per osservare gli allenamenti di allenatori che per lui erano maestri: daMaurizio Sarri ad Antonio Conte, passando per Silvio Baldini, Gian Piero Ventura e Marco Giampaolo. Una curiosità che racconta molto del suo approccio alla vita: imparare non soltanto dai risultati, ma da ciò che accade sul campo, nelle esercitazioni e nei dettagli.

Tra le sue influenze c’è anche Corrado Orrico, dal quale ha ripreso l’idea della “gabbia”, uno spazio delimitato utilizzato per allenare determinate situazioni di gioco. Un concetto che Alvini ha continuato a portare con sé anche a Frosinone.

Al Frosinone non si snatura: la filosofia con cui sfida le big

Il calcio di Massimiliano Alvini si legge soprattutto attraverso un dato: il Frosinone tira tanto pur rinunciando a lungo al pallone. Nelle prime sei giornate, prima della sfida con il Sassuolo, i ciociari viaggiavano con il 43% di possesso medio e 17 tiri a partita, quinto dato della Serie A.

La fotografia più efficace è arrivata proprio il 16 ottobre: contro la squadra emiliana, il Frosinone ha avuto appena il 42% di possesso, ma ha prodotto 21 conclusioni contro 14, centrando lo specchio dieci volte e vincendo 4-2.

Il 4-2-3-1 di partenza non cerca quindi il dominio attraverso il palleggio, ma punta a trasformare recuperi, verticalità e attacchi rapidi in occasioni. È un calcio aggressivo, che accetta di lasciare il pallone agli avversari pur di arrivare con continuità alla conclusione.

La scommessa di Alvini è chiara: non serve avere più possesso per creare più pericoli, ma occorre mantenere intensità e precisione, perché concedere campo agli avversari resta il rovescio della medaglia di un approccio molto audace.

Non solo tattica, la mentalità di Alvini che fa la differenza

Il calcio di Massimiliano Alvini si fonda su una un pensiero calcistico ben definito ma la mentalità non passa di certi in secondo piano. Disciplina, attitudine, spirito di coesione ed entusiasmo sono gli elementi che devono accompagnare giocatori, allenatore, squadra e società dentro e fuori dal campo.

Il tecnico punta sulla condivisione di un percorso comune, costruito attraverso la sintonia tra ogni singolo componente del progetto, e sulla gioia di giocare come stimolo per affrontare sacrifici e difficoltà. Centrale è anche il lavoro sull’attitudine: alimentare la fame agonistica, valorizzare le qualità individuali e metterle al servizio del collettivo, trasformando la mentalità in un’arma per competere.

Dopo la vittoria contro il Sassuolo ha ribadito che questa è la strada da seguire per raggiungere la salvezza. Nessun volo pindarico, nessun dramma dopo una sconfitta: il percorso conta quanto il risultato.

Frosinone, la Serie A non fa più paura: la sfida di Alvini

Oggi, a 56 anni, il suo Frosinone non vuole limitarsi a sopravvivere nella categoria. Il 4-2 contro il Sassuolo, deciso anche dalla tripletta di Thomas Raimondo, ha portato i ciociari al quarto posto in classifica. Ma dietro il risultato c’è soprattutto un progetto: una squadra che prova a imporre il proprio calcio senza rinunciare al coraggio.

Il quarto posto dopo sette giornate non cambia l’obiettivo dichiarato: la salvezza. Alvini sa che una buona partenza non garantisce nulla e che la categoria presenta difficoltà diverse rispetto alla Serie B. Ma il Frosinone ha già mostrato di poter affrontare avversari, sulla carta, più quotati senza snaturarsi.

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Virgilio.it

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