Vannacci, un generale o un capitano di ventura?
- Postato il 13 giugno 2026
- Politica
- Di Libero Quotidiano
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Vannacci, un generale o un capitano di ventura?
Altro che Schlein o Conte (autore ieri di una ridicola fake news su Giorgia Meloni), la sinistra ha finalmente trovato un leader capace di toglierla dalle secche, quel generale Vannacci che ha deciso, non sappiamo se di suo o per conto di qualcun altro che magari vive fuori Italia tipo Mosca, di provare a indebolire il Centrodestra in vista delle prossime elezioni.
Renzi gongola e lo dice apertamente: «Quella di Vannacci è l’operazione più bella vista negli ultimi mesi». L’operazione di cui parla l’ex premier - andare addosso con violenza al governo delle destre - non può essere compresa solo alla luce del motto vannacciano “la vera destra siamo noi”. No, c’è qualcosa che va oltre legittime manie di grandezza e narcisistiche ambizioni personali. Perché rompere così fragorosamente con gli alleati naturali della destra di governo è, stando alla logica, una scelta militarmente suicida.
Durante la Seconda guerra mondiale i generali di nazioni tra loro nemiche giurate - Stati Uniti e Unione Sovietica - si allearono per battere il nemico comune Hitler e solo a obbiettivo raggiunto si sedettero al tavolo di Yalta per spartirsi il bottino e giurarsi, di lì in poi, eterna rivalità. Vannacci no, prende la strada della diserzione e con un manipolo di traditori voltagabbana in cerca di uno stipendio sicuro per i prossimi cinque anni, passa col nemico sulle orme di Umberto Bossi che nel 1994 convinto da Scalfaro mollò Berlusconi per accasarsi con D’Alema, di Gianfranco Fini che si fece ingannare dalle lusinghe di Napolitano per uccidere politicamente Berlusconi e in ultimo di Alfano che da segretario del Popolo delle Libertà cadde nella rete di Matteo Renzi segretario Pd consegnando il Paese alle sinistre.
Sarebbe triste se alla fine si scoprisse che il Generale si stia ispirando ai capitani di ventura, quei condottieri-imprenditori che nel Medioevo allestivano eserciti privati fatti da truppe mercenarie che si mettevano al servizio del miglior offerente. Se così fosse resterebbe il fatto che una compagnia di ventura può anche soddisfare le voglie di qualche signorotto ma per vincere una guerra serve un esercito di professionisti. Cosa che al momento Futuro Nazionale è ben lungi dall’essere.
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