Vannacci, "ha urlato Hitler!". Aperta istruttoria alla Camera: il deputato di Futuro nazionale nel mirino
- Postato il 15 luglio 2026
- Politica
- Di Libero Quotidiano
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Un episodio di tensione parlamentare coinvolge i deputati di Futuro Nazionale, quando un membro del gruppo viene accusato di aver pronunciato frasi offensive durante una seduta in Aula. La Camera avvia un'indagine ufficiale mentre il partito di Vannacci si difende dalle accuse. Nel contesto della discussione sulla riforma elettorale, il movimento critica la proposta della maggioranza per il mantenimento dei capolista bloccati, reputandola un compromesso che non rappresenta il rinnovamento politico desiderato.
Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.
Vannacci, "ha urlato Hitler!". Aperta istruttoria alla Camera: il deputato di Futuro nazionale nel mirino
Gli uomini di Roberto Vannacci finiscono al centro della scena. Questa volta a lanciare la denuncia è il Dem Provenzano, che accusa Domenico Furgiuele di aver urlato “Hitler, Hitler” durante l’intervento in Aula del collega Casu.
Il deputato vannacciano replica: “Non è vero, mi chiederà scusa”. Giorgio Mulè, vice-presidente della Camera dei Deputati, annuncia: “Chiederò ai questori di avviare una istruttoria”. La giornata dei vannacciani, insomma, doveva essere quella della rivincita, ma si è trasformata in un’altra bufera politica.
Il leader di Futuro Nazionale, sul fronte della riforma, ha agito rapidamente: prima una telefonata ai suoi deputati – si legge su Repubblica - poi un messaggio sui social per spiegare la linea: “Anche sulle preferenze prevale la politica dell'inciucio”.
Parola scritta di Vannacci che mostra come la proposta della maggioranza “mantiene i capolista bloccati, lascia il potere nelle segreterie di partito e noi non siamo d'accordo, però - sottolinea - voteremo anche questo emendamento, perché è meno peggio”. Una scelta arrivata dopo ore di trattative e telefonate. Fino alla sera precedente, infatti, i parlamentari vicini al generale erano orientati a votare contro il testo sostenuto da Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc, preferendo l’emendamento di Futuro nazionale che prevedeva l’introduzione piena delle preferenze.
Poi il cambio di strategia: il timore era quello di diventare il capro espiatorio in caso di bocciatura della proposta. Quando però la maggioranza viene battuta, i deputati vannacciani reagiscono duramente. La cosiddetta “sporca dozzina” – anche se i parlamentari effettivamente coinvolti sarebbero otto – lascia l’Aula mostrando il cellulare. Laura Ravetto protesta: “Vergognoso accusare noi”. A prendere la parola per primo è Edoardo Ziello, braccio destro di Vannacci: “I deputati di maggioranza evidentemente nell'ombra hanno rotto il patto che avevano formalmente siglato ed evidentemente – sottolinea – hanno dimostrato di essere loro stessi funzionali alla sinistra, in particolare Lega e Forza Italia”.
E per Vannacci non finisce qui, perché viene contestato anche a Pescara. Un centinaio di persone urla “fascisti, tornate nelle fogne”. Lui risponde: “Me ne frego, me ne frego, me ne frego”, citando D’Annunzio. Ora i suoi deputati preparano la prossima battaglia: l’emendamento sulle preferenze deve ancora essere votato e la sfida con FdI è appena iniziata.
Continua a leggere...