Vannacci a Siderno: «Faremo meglio di AfD»
- Postato il 14 settembre 2026
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Vannacci a Siderno: «Faremo meglio di AfD»
SIDERNO (REGGIO CALABRIA) – Due sale gremite hanno atteso ieri il generale Roberto Vannacci, arrivato a Siderno per sostenere la campagna elettorale di Domenico Giannetta, ex capogruppo regionale di Forza Italia transitato tra le file di Futuro Nazionale, in corsa per il seggio alla Camera lasciato da Francesco Cannizzaro.
L’appuntamento è al Grand Hotel President, qui si ritrovano dirigenti, candidati e appassionati del partito di estrema destra. Solo osservatori? No. È destra convinta, dura e pura, quella che si è data appuntamento nella città ionica. Ad essa si sono aggiunti nuovi scopritori di questa presenza politica, che ha nel generale il leader assoluto. L’accoglienza – c’è anche spazio per un sit-in di protesta, guidato da Giovanni Maiolo, vicesindaco e assessore alla cultura a Caulonia – è quella riservata alle star. Vannacci arriva, accompagnato da alcuni dirigenti calabresi. Lo attendono Domenico Furgiuele, parlamentare eletto con la Lega e, appunto, Domenico Giannetta. Loro tre si siederanno di lì a poco al tavolo centrale, davanti ad un fiume di persone. Accanto i maggiorenti del partito in Calabria.
GLI INTERVENTI DI FURGIUELE E GIANNETTA
Le platee sono entusiaste, da lì qualche richiesta piccata ai giornalisti di spostarsi, perché occupavano la visuale, e il tentativo di Furgiuele di blandire il piccolo dissenso tanto che, per essere visto, decide di salire sulla sedia e di continuare a parlare alla gente da quel podio improbabile. Il parlamentare lametino parla a squarciagola: ricostruisce i momenti che hanno preceduto la candidatura di Giannetta alla Camera. Racconta di essere andato a trovare Vannacci, in piena estate («Roberto, eri in costume blu») e di avere parlato della Calabria. Di quanto possa dare «questa terra a Futuro Nazionale». Un vero e proprio show che, oggettivamente, strappa applausi e apre la strada all’intervento di Giannetta. Prima però c’è tempo per confidare nell’aiuto di San Francesco di Paola.
Il medico politico si ripete e conferma il suo impegno convinto per la Calabria e per il suo collegio. Chiarisce che la sua adesione al partito è seria, motivata e convinta. Non ci sono, insomma, dubbi o perplessità. Il gradimento a queste parole è evidentemente alto, ma il delirio plaudente arriva quando il microfono passa nelle mani del protagonista dell’evento.
LE PAROLE DI VANNACCI
Il generale conferma i contenuti chiariti nelle risposte fornite poco prima nel punto stampa ai tanti giornalisti che lo avevano incalzato e quasi costretto a ridosso del pannello con il simbolo del partito, al punto che il capo di Futuro nazionale ad una collega aveva chiesto «di farsi sentire e di far valere il matriarcato». Si commenta anche l’ultima novità, negozio italiano, lanciato da una militante a Parma, per esaltare la cucina, la moda, la meccanica: «È un adesivo, che vuole riconoscere non solo quelli che sono esercizi commerciali ma dove si tramanda la tradizione. Amore per quello che abbiamo creato. Un posto dove si vive l’Italia che amiamo».
Sulle suppletive e sulla candidatura di Giannetta, non si tira indietro e dice a chiare lettere che «siamo qui per vincere e per ridare, soprattutto, dignità a questa terra, che si merita un candidato reggino. Un candidato, che conosce la Calabria e che non ha bisogno di avere il navigatore per arrivare a Siderno. Ecco perché presentiamo Mimmo Giannetta qui per i reggini. Questa è la politica che ci piace, non quella stantia e rancida». Fa anche un passaggio sulla lotta alla ‘ndrangheta, chiarendo che «ci sarà il massimo impegno del partito e il sostegno alle istituzioni che stanno già compiendo un’azione forte».
Ma non solo mafia, sottolinea: «C’è un problema di criminalità che tocca molte città italiane, io non voglio vivere in una nazione, nella quale i genitori aspettano i messaggi sul telefonino dei figli che li rassicurano di essere arrivati a a scuola sani e salvi». Sulla dichiarazione secondo cui la Calabria sarà la Sassonia di “Futuro Nazionale”, spiega «che Afd ha vinto, grazie al voto dei ceti fragili, quelli che una volta erano la base della sinistra. Voti delle persone più bisognose, degli operai, dei dipendenti statali, di quelli che questa immigrazione senza limiti ha fatto entrare in concorrenza con dei disperati ancora più disperati di loro. Noi puntiamo a fare meglio di Afd in Sassonia, più del 43 per cento, Non poniamo limiti alla Provvidenza».
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Vannacci a Siderno: «Faremo meglio di AfD»