Valentino Rossi non invecchia mai: torna sulla Yamaha e segna dei tempi sbalorditivi
- Postato il 3 febbraio 2026
- Moto Gp
- Di Virgilio.it
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Per anni Valentino Rossi è stato il punto di riferimento della MotoGP. In oltre un quarto di secolo nel Motomondiale ha sfidato manici come Biaggi, Hayden, Stoner, Lorenzo e Marc Marquez, misurandosi anche con una nuova generazione di piloti. Il Dottore è diventato promotore della crescita di talenti del motociclismo italiano, tra cui Pecco Bagnaia. Insieme ai piloti della VR46 Riders Academy, in un test privato programmato al Mandalika International Street Circuit in Indonesia, il centauro di Tavullia si è divertito a tenere testa ai protagonisti attuali della classe regina.
Valentino Rossi, tra attività in pista e impegni promozionali legati allo sponsor principale Pertamina, si è calato nuovamente nei panni di pilota motociclistico. Dopo aver chiuso la tuta e aver allacciato il casco, come di consueto si è piegato al lato della sua Yamaha, di cui rimane brand ambassador, e ha tirato fuori dei tempi mostruosi per uno che ha mollato nel 2021 la MotoGP. Il riferimento cronometrico lo ha stampato Pecco Bagnaia: 1:33.557. Dietro, come in una reale classifica dei tempi, Marco Bezzecchi su Aprilia ha chiuso a +0.053 dal ducatista. Terzo tempo per Franco Morbidelli a +0.089, mentre il teammate Fabio Di Giannantonio ha concluso con +0.454. Luca Marini ha spremuto al massimo la sua Honda CBR1000RR-R finendo quarto, a +0.869, e poi Valentino Rossi in sella alla Yamaha R1 GYTR ha chiuso a meno di due secondi dal leader, per la precisione +1.878.
Lezione di stile
Valentino Rossi se avesse preso più rischi probabilmente sarebbe sceso anche sotto il muro del secondo di gap da Pecco, ma con due figli a casa si è concentrato sulla progressione dei suoi tempi. Il primo giorno il 46enne ha chiuso a +2.339 dal best lap (1:33.937) di Bagnaia, nel day-2 ha limato di oltre mezzo secondo (dall’1:36.276 del day 1 all’1:35.435 del day 2), concludendo a meno di due secondi dalla vetta. Il vizio di andare forte in moto non lo ha perso. Inoltre, vanno giudicate anche le qualità tecniche delle moto in pista. A Mandalika la Ducati, anche con la Desmosedici in MotoGP, ha una marcia in più. Nel 2025 il rookie Fermin Aldeguer ha vinto il GP d’Indonesia, sfruttando l’infortunio di Marc Marquez a causa del crash con Marco Bezzecchi. Il giovane pilota del team Gresini Racing ha preceduto Pedro Acosta su KTM e il compagno di squadra Alex Marquez.
Prima dell’inizio ufficiale della stagione 2026, la VR46 Riders Academy si è concessa una trasferta a Mandalika per ritrovare il feeling con la pista con moto di serie, organizzato insieme a Pertamina, sponsor del team. Le Ducati Panigale hanno fatto la differenza, con l’eccezione di Marco Bezzecchi, fresco di rinnovo contrattuale, su Aprilia RSV4 1100 e Luca Marini su Honda CBR1000RR-R. L’ospite d’onore ha mostrato le sue skill da veterano e ha creato una certa emozione nei fan che e hanno rivisto spuntare sul cupolino di una Yamaha il numero 46.
La soddisfazione del Dottore
Il 9 volte iridato ha ammesso di essersi divertito molto con la sua amata Yamaha. A Mandalika il record sul giro in MotoGP è 1:28.832, ottenuto in qualifica lo scorso 4 ottobre 2025, mentre in Superbike i riferimenti storici del circuito sono fissati a 1:31.371 (pole) e 1:32.163 (giro veloce in gara). Per questo motivo l’1’33” di Valentino Rossi con una Yamaha stradale ha acceso una discussione tra gli appassionati. Avrebbe fatto la differenza in SBK? Probabilmente potrebbe ancora giocarsela con i migliori della massima categoria delle moto derivate di serie, tuttavia nel 2026 Valentino si dedicherà ancora al GT World Challenge Europe con BMW nel Team WRT, con lo start ufficiale della stagione nella sfida endurance di 12 ore di Bathurst previsto per il 15 febbraio.