Valbormida unita contro l’inceneritore, la mobilitazione si estende nelle province piemontesi
- Postato il 30 aprile 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Valbormida. Il coordinamento delle associazioni “No inceneritore in Valle Bormida” registra il tutto esaurito all’assemblea pubblica informativa che si è tenuta ieri, 29 aprile, a Monesiglio, nel basso Piemonte.
“Cittadini, associazioni e amministratori locali si sono ritrovati in una mobilitazione corale per ribadire un fermo e documentato “no” al progetto dell’inceneritore che la Regione Liguria intende insediare nel territorio – commentano gli organizzatori – Data l’affluenza massiccia, molti dei partecipanti hanno seguito l’intero incontro dall’esterno della struttura, grazie a un maxischermo e a un sistema di audio diffusione predisposti dal Coordinamento proprio in previsione di una risposta così importante da parte della popolazione. Il clima è stato di grande attenzione e ferma determinazione: la Valle Bormida non è disposta a diventare il polo dei rifiuti della regione Liguria“.
“Numerosi i Sindaci della Valle Bormida piemontesi e liguri presenti, che hanno preso la parola per confermare la loro totale opposizione all’impianto. Durante la serata è emersa una strategia chiara: la battaglia non riguarda solo la Valle, ma deve coinvolgere un territorio molto più vasto. È stata ribadita la necessità di creare un fronte comune con i comuni del Cebano e della Langa Albese dei vini (Patrimonio UNESCO). Il coinvolgimento si estenderà ufficialmente anche alle aree astigiane e alessandrine del Monferrato e alla Regione Piemonte. Nel corso dell’incontro sono stati analizzati tutti gli aspetti negativi dell’iniziativa promossa dalla Regione Liguria. Dalle valutazioni tecniche ai rischi ambientali, i dati emersi non lasciano spazio a dubbi: il progetto è stato definito “assurdo” e anacronistico rispetto alle direttive europee sulla gestione dei rifiuti e sull’economia circolare”, proseguono.
“Dall’incontro di ieri sono emerse proposte concrete che trasformeranno la protesta in un’azione strutturata e permanente: petizione al Parlamento Europeo, verrà promossa una raccolta firme che coinvolgerà associazioni, cittadini e amministrazioni locali da inviare a Bruxelles. L’obiettivo è denunciare la grave ingiustizia di un impianto così impattante in una valle che ha già subito oltre un secolo di soprusi ambientali e che merita oggi tutela e rilancio, non nuovi carichi inquinanti. Poi un gruppo di lavoro tecnico-legale: è stato istituito un pool di esperti e legali per analizzare ogni dettaglio dell’iniziativa e valutare tutte le opzioni di contrasto giudiziario e amministrativo. La serata di Monesiglio è solo il primo passo. Verrà organizzata una serie strutturata di nuove assemblee pubbliche informative in tutti i comuni dell’area interessata per mantenere alta l’attenzione e informare capillarmente la popolazione. Quella di ieri non è che la conferma di una mobilitazione che si preannuncia lunga e capillare. Il Coordinamento No Inceneritore Valle Bormida ringrazia tutti i presenti e invita la cittadinanza a restare vigile: la voce di un territorio unito è l’ostacolo più grande contro chi vuole calpestare il futuro della nostra terra”, concludono i membri delle associazioni.