Valbormida, Ugl Savona lancia l’allarme: “Servono investimenti concreti e tutele occupazionali. La svolta industriale non può più attendere”
- Postato il 5 giugno 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Cairo Montenotte. “La Valbormida si trova a un bivio cruciale per il suo futuro economico e occupazionale”. A sollevare la questione con forza è il segretario provinciale dell’Ugl Savona, Dario Cigliutti, che traccia un’analisi “lucida ma preoccupata della situazione industriale di un territorio che per decenni è stato il motore produttivo del savonese, ma che oggi sconta il peso di crisi aziendali irrisolte, carenze infrastrutturali e incertezze sul fronte dell’occupazione”.
”La Valbormida non può essere abbandonata a un lento declino economico – dichiara con fermezza Dario Cigliutti – Parliamo di un comprensorio che ha una vocazione industriale storica e un capitale umano e professionale enorme. Tuttavia, la tenuta occupazionale è messa a dura prova e non possiamo più permetterci di gestire il territorio solo con la logica degli ammortizzatori sociali o dell’emergenza. Serve un piano strategico di rilancio a lungo termine”.
Il focus del sindacato si concentra in particolare “sulle transizioni industriali in atto e sulle grandi vertenze dell’area, dalle aziende dell’automotive e della chimica fino all’indotto locale”. Secondo il segretario il rilancio della valle deve passare “necessariamente attraverso tre pilastri fondamentali:
- attrazione di nuovi investimenti e transizione sostenibile: agevolare l’insediamento di nuove realtà produttive, sfruttando le aree industriali dismesse, legandole a progetti di innovazione tecnologica e transizione ecologica che possano garantire posti di lavoro stabili e di qualità.
– infrastrutture e collegamenti: il superamento dell’isolamento geografico della Valbormida. Senza una rete stradale e ferroviaria moderna, sicura ed efficiente, qualsiasi tentativo di attrarre nuove imprese rischia di arenarsi.
– riqualificazione professionale e stop al lavoro precario: creare percorsi di riqualificazione per i lavoratori fuoriusciti dai cicli produttivi e contrastare con fermezza ogni forma di precariato o dumping contrattuale, garantendo la sicurezza e la dignità del lavoro all’interno delle fabbriche”.
”Come Ugl – conclude il segretario Cigliutti – chiediamo l’apertura immediata di un tavolo di confronto permanente che veda uniti i sindacati, le istituzioni locali, la Regione e il tessuto imprenditoriale. Non c’è più tempo per i rinvii o per le promesse da campagna elettorale. La Valbormida ha bisogno di risposte oggi, per evitare una desertificazione industriale che il nostro territorio e le nostre famiglie non possono assolutamente permettersi. Noi faremo le barricate per difendere ogni singolo posto di lavoro e per pretendere lo sviluppo che questa terra merita”.