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Val d’Agri, potenziamento della sanità territoriale: nasce il patto dei 35 sindaci

  • Postato il 21 giugno 2026
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Val d’Agri, potenziamento della sanità territoriale: nasce il patto dei 35 sindaci

Il Quotidiano del Sud
Val d’Agri, potenziamento della sanità territoriale: nasce il patto dei 35 sindaci

Val d’Agri, potenziamento della sanità territoriale: nasce il patto dei 35 sindaci. Svolta sull’assistenza, ma i Comuni chiedono subito più guardie mediche. Infermieri per 24 ore, cure a domicilio e pediatri a casa per i vaccini.


VILLA D’AGRI (POTENZA) – Una sanità più vicina ai cittadini, capace di prevenire, assistere e alleggerire il peso sugli ospedali. È la sfida del potenziamento della sanità territoriale avviato con il DM 77/2022, il decreto del Ministero della Salute che sta cambiando il volto dell’assistenza sanitaria anche in Basilicata. Di questo si è discusso nella Conferenza dei 35 sindaci del Distretto sanitario Asp Val d’Agri-Marmo Platano-Melandro, riunitasi nei giorni scorsi a Villa d’Agri insieme al direttore generale dell’Asp di Potenza, Giuseppe De Filippis che ha illustrato il lavoro svolto finora e le prossime tappe per rafforzare i servizi sanitari nei distretti e negli ambiti territoriali.

Tra i temi principali affrontati, oltre all’apertura delle Case della Comunità, figura la nuova organizzazione delle AFT, le Aggregazioni Funzionali Territoriali, che rappresentano uno degli strumenti fondamentali previsti dalla riforma per garantire una presa in carico più efficace dei cittadini attraverso il coordinamento tra medici di medicina generale, pediatri e altri professionisti sanitari.

VAL D’AGRI SANITÀ TERRITORIALE: LE RICHIESTE DEI SINDACI E IL NUOVO ASSETTO DEL TERRITORIO

Dai sindaci è arrivata una richiesta unanime: potenziare ulteriormente i servizi sanitari territoriali e ottimizzare il servizio di Guardia Medica, affinché le comunità possano contare su un’assistenza sempre più capillare e vicina ai bisogni delle persone. A spiegare il significato della riforma e le ricadute sul territorio è stato il sindaco di Marsicovetere, Marco Zipparri, componente della Conferenza dei sindaci dell’Asp e referente Anci. “È proprio questo l’argomento: lo stato di attuazione del DM 77/2022», ha dichiarato Zipparri. “All’indomani della pandemia, il Ministero ha deciso di pubblicare questo decreto ministeriale che va nella direzione di potenziare i servizi sanitari alla persona, soprattutto quelli domiciliari e territoriali”. Una riforma che in Basilicata si traduce nella realizzazione di 19 Case della Comunità, due delle quali nell’ambito territoriale sociale di Villa d’Agri: una a Corleto Perticara e una a Sant’Arcangelo.

“La vera novità – ha spiegato il sindaco – è che il Distretto sanitario 2 di Villa d’Agri ha accorpato a sé anche tutti i comuni del Melandro e del Marmo Platano”. Un riassetto organizzativo che punta a rendere più efficiente la gestione dei servizi e a garantire una maggiore integrazione tra i diversi territori. Zipparri ha ricordato inoltre il ruolo della Conferenza dei sindaci dell’Asp, nella quale rappresenta l’Anci insieme al sindaco di Venosa Franco Mollica, al sindaco di Potenza Vincenzo Telesca e alla sindaca di Chiaromonte. L’apertura delle Case della Comunità, ha sottolineato, “è avvenuta con successo ancor prima del 30 giugno, termine ultimo previsto dal Pnrr per l’erogazione delle prestazioni e dei servizi essenziali di assistenza”. Ma la riforma non si ferma alle strutture.

IL MODELLO DELLE CASE DELLA COMUNITÀ E GLI OSPEDALI SUL TERRITORIO

Insieme al direttore generale De Filippis, è stata già definita la funzionalità delle AFT e di tutte quelle linee di assistenza che in passato erano svolte principalmente dai consultori. “Mi riferisco – ha spiegato Zipparri – ai medici di medicina generale, ai pediatri, agli assistenti sociali e, soprattutto, a una parte molto importante rappresentata dalle vaccinazioni”. Le Case della Comunità saranno infatti il cuore della nuova sanità territoriale: assistenza infermieristica garantita 24 ore su 24 e presenza dei medici di medicina generale per otto ore al giorno. Un modello che, nelle intenzioni degli amministratori, dovrà alleggerire la pressione sugli ospedali e sui pronto soccorso. “Interpretiamo questa nuova modalità di medicina territoriale come qualcosa in più, che va nella direzione dell’ottimizzazione dei servizi – ha aggiunto il sindaco – anche alla luce della necessità di svolgere un’azione di filtro rispetto agli ospedali”.

Gli ospedali continueranno naturalmente a rappresentare il punto di riferimento per le cure specialistiche e per le emergenze, ma in diversi presìdi del territorio si registra già un rafforzamento dell’offerta sanitaria. È il caso di Corleto Perticara, Sant’Arcangelo, Vietri di Potenza e Muro Lucano, dove sono stati attivati anche gli Ospedali di Comunità. Per la Val d’Agri resta inoltre centrale il ruolo dell’ospedale San Pio da Pietrelcina, afferente all’Azienda ospedaliera regionale San Carlo, considerato un presidio di eccellenza, in particolare per la chirurgia bariatrica e per la qualità dei servizi erogati.

VAL D’AGRI SANITÀ E SINDACI: LE LEZIONI DELLA PANDEMIA E LE PROSPETTIVE DELLA MEDICINA A DOMICILIO

Nel corso dell’incontro hanno partecipato anche i nuovi sindaci eletti nei Comuni di Sarconi e Sant’Arcangelo, oltre alla riconfermata amministrazione di Moliterno e al nuovo sindaco di Paterno. Il percorso di riforma, dunque, prosegue con un obiettivo chiaro: costruire una sanità più vicina ai cittadini, capace di intervenire prima che il bisogno di salute si trasformi in emergenza. Una lezione che, come ricorda Marco Zipparri, arriva direttamente dall’esperienza della pandemia: “Molte volte ci si recava in ospedale da positivi oppure semplicemente per effettuare un tampone Covid, quando invece erano già presenti gli hub sia per i tamponi sia per le vaccinazioni”.

E guardando al futuro, la medicina territoriale potrebbe spingersi ancora oltre: “Anche la vaccinazione pediatrica, nei paesi in cui nascono pochi bambini, si sta immaginando di affidarla ai pediatri a domicilio: non sarà più la famiglia del neonato o del bambino a doversi spostare, ma sarà il pediatra di turno a recarsi direttamente presso il domicilio della famiglia”.

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