Val Bisagno, messa in sicurezza e nuovo impianto di produzione asfalti per l’ex discarica di Brumà a Molassana
- Postato il 29 aprile 2026
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- Di Genova24
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Genova. Il versante di Castagnello Brumà è un nodo quasi sconosciuto del complesso reticolo idrografico della Val Bisagno. Una conca di bosco rinselvatichito che nasconde però una eredità complessa: sotto alberi e rovi, si trova la “giacenza” di una ex discarica di inerti, costruita deviando i corsi degli ominimi rii con canali e pozzetti di cemento. Per questo sito oggi esiste un progetto di “sistemazione idrogeologica”: una messa in sicurezza che potrebbe aprire alla possibilità di nuovi insediamenti industriali.
L’ex discarica “dimenticata”
La discarica di inerti, utilizzata tra gli anni 70 e 80 del secolo scorso si trova alle spalle dei palazzi di via Solimano, sotto le propaggini di Sant’Eusebio, sul versante della vallata in fronte al giro del Fullo, esattamente sul confine amministrativo tra Molassana e Struppa. La sua eredità si manifesta oggi in un sistema di condotte interrate ormai degradate e insufficienti. Questi manufatti, concepiti per servire la discarica, sono diventati il punto debole del versante: la loro incapacità di gestire le piene e il rischio di infiltrazioni nel corpo dei rifiuti minacciano la stabilità dell’intera area. Molteplici gli episodi di dissesto nel corso dei decenni, con frane e criticità viarie in occasione di praticamente tutte le grandi piogge genovesi.
Proprietaria degli oltre seimila metri quadrati dell’area la Bruma Srl, che ha presentato un progetto per risolvere il problema idraulico alla radice: abbandonare le vecchie “tombinature” ammalorate e realizzare un nuovo canale di gronda a cielo aperto lungo circa 730 metri. Un’opera imponente, calcolata per resistere a portate di piena duecentennale che richiederà scavi per oltre 6.500 metri cubi di materiale tra terreno naturale e riporti della vecchia discarica.
Il progetto è in fase di valutazione di impatto ambientale presso gli uffici tecnici di Regione Liguria, ai passaggi finali. In via Solimano sono già comparsi i cantieri, creando scompiglio: il Comune di Genova è intervenuto fermando i lavori, in mancanza di una autorizzazione conclusiva dell’iter. Secondo quanto riferito da Giovanni Reglioni, che risponde per Sviluppo Brumà Srl, l’impresa esecutrice dei lavori, l’intervento “anticipato” sarebbe partito per recuperare la vecchia strada della discarica, previa comunicazione scritta a Regione Liguria. Con lo stop del comune, ora, si attende il deposito di una sanatoria per riprendere con i lavori.
Il futuro di Brumà
Ma le carte intorno al progetto raccontano anche un’altra storia. La Brumà Srl è nata nel 2024, mentre il progetto è stato depositato per la via ad inizio 2025. Come amministratore unico della azienda figura Fabio Franco, noto imprenditore del settore dell’asfalto, amministratore delegato di Pavitecna Srl, azienda storica e di rilievo nel settore delle infrastrutture stradali, specializzata nella produzione di conglomerati bituminosi (asfalti) e nell’esecuzione di lavori pubblici e privati.
Da qui il passaggio: nel futuro dell’ex discarica potrebbe infatti esserci una riconversione industriale. l legame tra i lavori di scavo e il destino dell’area è scritto nelle pieghe del Piano Urbanistico Comunale di Genova. Il sito di Castagnello Brumà ricade infatti all’interno di un distretto classificato come Ambito AR-PR (Ambito di Riqualificazione – Produttivo). Si tratta di una zona che il Comune ha già destinato a funzioni industriali e produttive, ma che oggi risulta di fatto “congelata” a causa della sua fragilità idrogeologica.
A tenere in scacco l’area, la classificazione Pg4 di parte del versante, vale a dire il massimo livello di pericolosità idraulica previsto dai piani di bacino. Si tratta di una “linea rossa” che oggi agisce come un lucchetto insormontabile per l’intera conca. Il progetto del nuovo canale di gronda potrebbe quindi portare al declassamento del rischio, trasformando un suolo oggi inutilizzabile in un terreno pronto per la riqualificazione produttiva prevista dal Puc.
Ad oggi progetti depositati ufficialmente non ce ne sono, ma a confermare la possibilità è la stessa Brumà srl. Reglioni, a Genova24 ha non ha smentito l’intenzione di valutare un possibile sviluppo industriale del sito con l’arrivo di un nuovo impianto di produzione di conglomerati: “Facciamo questo di lavoro – ha spiegato – chiaramente ora bisogna mettere in sicurezza l’area e poi saranno fatte le valutazioni su cosa poter fare e cosa no”.
Per la Val Bisagno non sarebbe il primo insediamento del genere: oggi è operativo il rinnovato impianto di produzione di bitumi e asfalti a cava Cavalletti, di fronte al centro di Molassana, e per il quale la popolazione residente più volte si è attivata per chiederne la chiusura a causa di fumi e polveri. Di fatto una servitù per tutta la vallata, alla quale, in un futuro prossimo potrebbe aggiungersi anche un nuovo impianto costruito sui versanti riqualificati del Brumà.