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Vagnozzi il "cattivo" fa chiarezza su Sinner, Madrid, Cahill, Alcaraz e numero 1: "Ha un solo obiettivo"

  • Postato il 22 aprile 2026
  • Di Virgilio.it
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Vagnozzi il "cattivo" fa chiarezza su Sinner, Madrid, Cahill, Alcaraz e numero 1: "Ha un solo obiettivo"

A vederlo dal di fuori non si direbbe, eppure Simone Vagnozzi assicura d’essere un “cattivo”. Di più: un “rompiballe”. Almeno con Jannik Sinner. In una lunga e interessante intervista pubblicata sull’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, il coach – insieme a Darren Cahill – del numero 1 della classifica ATP fa il punto della situazione sul presente e sul futuro del campione altoatesino. Ma non solo. Svela chicche e retroscena sul suo rapporto con lui, col tecnico australiano, sulla decisione di giocare il Masters 1000 e sulle sfide che s’annunciano sempre più avvincenti ed entusiasmanti con Carlos Alcaraz. Tante le rivelazioni a sorpresa.

Perché Sinner ha deciso di giocare anche a Madrid

Il Sunshine Double statunitense, coi trionfi in successione prima a Indian Wells, poi a Miami. Subito dopo, Montecarlo. Quindi Madrid. In tanti temono che il tour de force possa rivelarsi controproducente per Sinner, soprattutto in ottica Roma e Parigi. Ma per Vagnozzi la scelta non ha controindicazioni. “Abbiamo avuto tanto tempo per allenarci a Indian Wells e siamo preparati. Jannik già durante Montecarlo è sempre stato meglio col passare del tempo. Se non fossimo venuti a Madrid sarebbe passato troppo tempo tra quel torneo e Roma. Lui sta bene, non c’è da preoccuparsi”.

L’obiettivo numero 1 di Jannik e le sfide con Alcaraz

Jannik ha dichiarato che per lui conta vincere titoli, non essere in cima al ranking. Vero, ma solo in parte. Vagnozzi, infatti, assicura che “quello che conta è la fine dell’anno, ma tornare numero uno dopo i tre mesi senza giocare è stato importantissimo. E poi la festa del pubblico italiano, che era la quasi totalità. Tutto questo ha reso il momento (del trionfo a Montecarlo, ndr) molto emozionante per tutti”. A Madrid mancherà Alcaraz: “Vincere una finale con Carlos in un torneo importante dà una sensazione diversa. Poi è sempre successo nelle rivalità che qualcuno abbia acciacchi, anche con i Big Three”. Toccando ferro, Jannik è sempre stato al top: “Siamo partiti da una buona base, poi un team di altissimo livello e magari anche un pizzico di fortuna“.

Le condizioni di Sinner, il rapporto con Cahill e il futuro

Nel team c’è piena sinergia con Cahill: “Penso che si stato fondamentale che tra noi non ci sia mai stato un numero 1 o 2. All’inizio ci siamo conosciuti, poi abbiamo condiviso la stessa visione su Jannik. Abbiamo capito dove lavorare ognuno nel proprio ambito”. Quindi l’ammissione: “Io sono il rompiballe… Sono quello che deve dire le cose scomode. Il poliziotto cattivo, diciamo. Darren è più allegro, quello che stempera le tensioni“. E sul futuro: “Magari Jannik potrebbe aver voglia di cambiare prima o poi, di non sentirsi dire le cose sempre dalla stessa persona. E comunque penso che i grandi coach siano quelli capaci di ottenere grandi risultati con diversi giocatori. Come Darren, ad esempio”.

Autore
Virgilio.it

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