Usa e Iran raggiungono l'intesa. Trump: "Hormuz riapre venerdì". Italia-Francia-Gb-Germani...
- Postato il 15 giugno 2026
- Estero
- Di Agi.it
- 0 Visualizzazioni
- 5 min di lettura
Usa e Iran raggiungono l'intesa. Trump: "Hormuz riapre venerdì". Italia-Francia-Gb-Germani...
AGI - L'intesa raggiunta tra Stati Uniti e Iran segna la "fine immediata e permanente della guerra". A confermarlo è il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, secondo cui, pur restando aperti diversi dossier, si tratta di una svolta nel conflitto che ha scosso il Medio Oriente negli ultimi mesi. Secondo Teheran, con la firma definitiva prevista venerdì 19 a Ginevra cesseranno le ostilità su tutti i fronti, compreso il Libano. In Svizzera dovrebbe essere presente il vicepresidente americano JD Vance, che ha dichiarato di prevedere la propria partecipazione alla cerimonia e non ha escluso quella del presidente Donald Trump. Lo stato maggiore iraniano, in un comunicato diffuso dalla tv di Stato, ha rivendicato la vittoria, sostenendo che l'Iran ha "imposto la sua volontà ai nemici americani", costretti ad "accettare la sconfitta".
L'annuncio del premier pakistano e la conferma di Trump
Ad annunciare per primo l'intesa è stato il premier pachistano Shehbaz Sharif, che ha svolto un ruolo di mediazione tra le parti. La conferma è arrivata poco dopo da Washington e Teheran. "L'intesa con la Repubblica islamica dell'Iran è ora completa", ha scritto Trump sulla sua piattaforma Truth Social. Il presidente americano ha inoltre annunciato la riapertura dello Stretto di Hormuz e la revoca immediata del blocco navale statunitense. L'operatività del passaggio marittimo scatterà tuttavia dopo la firma, per consentire le operazioni di sminamento dell'area. "Le navi di tutto il mondo possono tornare a navigare. Lasciate scorrere il petrolio", ha scritto nel suo post il tycoon. In un colloquio con il New York Times, Trump ha poi aggiunto che il transito attraverso Hormuz resterà privo di pedaggi e ha avvertito che, qualora Teheran non raggiungesse un'intesa definitiva sul programma nucleare, Washington potrebbe riprendere le operazioni militari.
Gli effetti sulle borse
Gli effetti sui mercati sono stati immediati. Le quotazioni del petrolio, impennatesi dopo l'inizio del conflitto e il blocco dello Stretto di Hormuz, hanno perso oltre il 5%. Le principali Borse asiatiche hanno reagito con forti rialzi: Tokyo ha guadagnato più del 4%, Seul oltre il 5%, mentre anche i listini cinesi si sono mossi nettamente in territorio positivo. In aumento pure i metalli preziosi, con oro e argento in forte rialzo. Lo Stretto di Hormuz, attraverso cui in tempi normali transita circa un quinto del commercio mondiale di idrocarburi, era diventato uno dei nodi della crisi, con ripercussioni sull'economia globale.
Attesa per il testo dell'intesa
Il testo dell'intesa non è stato reso pubblico nell'immediato, ma i negoziati per l'accordo definitivo cominceranno entro 60 giorni e verteranno su quattro temi: la revoca delle sanzioni, la questione nucleare, la ricostruzione e lo sviluppo economico dell'Iran, e un meccanismo di monitoraggio degli impegni presi. L'agenzia iraniana Mehr ha riferito di un testo, non confermato ufficialmente, che prevederebbe lo sblocco di 24 miliardi di dollari di beni iraniani congelati nel corso dei 60 giorni di trattativa, meta' dei quali prima dell'avvio dei colloqui; Washington aveva pero' indicato in precedenza che nessun fondo sarebbe stato scongelato finché Teheran non avrà adempiuto alla sua parte. Le reazioni hanno rispecchiato le due narrazioni opposte sul conflitto. Il segretario generale dell'ONU Antonio Guterres ha salutato l'accordo come "un passo cruciale verso una soluzione pacifica".
L'incognita israeliana
Sul percorso verso l'intesa resta l'incognita israeliana. Poco prima dell'annuncio, il Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano aveva minacciato su X una risposta "imminente" a un raid israeliano che domenica aveva provocato tre morti nella periferia sud di Beirut, roccaforte di Hezbollah. Trump aveva definito l'attacco un gesto che "non sarebbe dovuto accadere, soprattutto in un giorno cosi' particolare", il suo ottantesimo compleanno. "Ero furioso", ha poi confidato ad Axios, raccontando di aver rimproverato il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Israele, che teme un compromesso non in linea con le proprie esigenze sull'Iran, ha riferito di aver risposto ad attacchi di droni di Hezbollah contro il proprio territorio.
Trump incontrerà questa settimana gli altri leader delle grandi potenze al vertice del G7 a Evian, in Francia. "L'obiettivo sarà vedere le conseguenze di questo accordo, il sostegno al Libano, la riapertura di Hormuz nel tempo e la conclusione di un'intesa sul nucleare e il balistico in Iran", ha dichiarato il presidente Emmanuel Macron. In una nota congiunta, Regno Unito, Francia, Germania e Italia si sono detti pronti a revocare le sanzioni "in risposta a misure chiare e verificabili" di Teheran sul programma nucleare.
Ben Gvir, accordo di Trump non vincolante per Israele
L'accordo di Trump per porre fine alla guerra con l'Iran "non vincola Israele" che è "una nazione indipendente e sovrana" e "non è subordinata agli Stati Uniti". A dirlo è il ministro per la sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir, che in un lungo post su X ricorda come il dovere dell'esecutivo sia "di garantire la sicurezza agli ebrei nella terra d'Israele".
"Ogni volta che ci siamo arresi alla pressione internazionale a scapito della sicurezza di Israele, abbiamo pagato un prezzo in sangue con gli interessi. Lo è stato negli Accordi di Oslo, lo è stato nell'accordo in Libano nel 2006, e lo è stato in tutto il periodo di contenimento a Gaza che ci è esploso in faccia". Ben Gvir sottolinea di "amare gli Stati Uniti" e di essere "grato al presidente Trump" e "tuttavia, lo Stato di Israele non è una repubblica delle banane".