Usa abbattono drone iraniano che si stava avvicinando alla portaerei Abraham Lincoln. Casa Bianca: “Colloqui confermati”

  • Postato il 3 febbraio 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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L’esercito statunitense ha abbattuto un drone iraniano che si stava avvicinando alla portaerei Abraham Lincoln nel Mar Arabico. La notizia – anticipata da. quotidiano Times of Israel – è stata confermata dal Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) che ha dichiarato che un caccia della Marina statunitense ha abbattuto il drone. Secondo il Centcom, il drone si è avvicinato “in modo aggressivo” alla portaerei con “intenzioni poco chiare” e ha continuato a dirigersi verso la nave nonostante le misure di de-escalation adottate dalle forze statunitensi operanti in acque internazionali.

L’esercito americano ha riferito che l’abbattimento è avvenuto poche ore dopo un altro episodio in cui forze iraniane hanno tentato di fermare una nave mercantile battente bandiera statunitense e con equipaggio americano nello Stretto di Hormuz. Il drone, identificato come uno Shahed-139, è stato distrutto da un caccia F-35C imbarcato sulla Lincoln, che al momento dell’incidente si trovava a circa 800 chilometri dalla costa meridionale dell’Iran. Non si registrano feriti tra il personale statunitense, né danni alle attrezzature. L’episodio avviene a pochi giorni dall’annunciata ripresa dei colloqui tra i due Paesi a Istanbul.

Nei giorni scorsi l’agenzia Reuters e il New York Times avevano scritto della possibilità di un blitz americano in Iran (stile Venezuela) per deporre il leader supremo Ali Khamenei. Secondo le indiscrezioni di stampa il Pentagono avrebbe presentato a Donald Trump una lista ampliata delle possibili opzioni militari contro l’Iran, per colpire i siti dei programmi nucleari e missilistici ma anche per indebolire l’ayatollah. Il presidente Usa aveva dichiarato di “sperare ” che non fosse necessario il ricorso alle forze armate. “Abbiamo molte navi molto grandi e molto potenti che stanno navigando verso l’Iran proprio ora, e sarebbe fantastico se non dovessimo usarle” aveva dichiarato l’inquilino della Casa Bianca.

La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha confermato che i colloqui tra Stati Uniti e Iran si terranno questa settimana, nonostante le modifiche richieste da Teheran in merito alla sede e al formato. “Ho appena parlato con l’inviato speciale Steve Witkoff e, al momento, questi colloqui sono ancora in programma”, ha dichiarato la funzionaria. “Il presidente Trump è sempre favorevole alla diplomazia, ma ovviamente ci vogliono due persone per ballare il tango. È necessario un partner disponibile per raggiungere una soluzione diplomatica, ed è proprio questo che l’inviato speciale Witkoff intende esplorare e discutere”, ha aggiunto Leavitt.

I colloqui previsti hanno subito oggi una battuta d’arresto, dopo che Teheran ha chiesto che venissero spostati in Oman, che i partecipanti regionali fossero esclusi e che l’ambito delle discussioni fosse limitato al solo programma nucleare del Paese. Leavitt ha aggiunto che Trump mantiene ancora aperta l’opzione militare in caso di fallimento della diplomazia. “Il presidente, in qualità di comandante in capo, ha a disposizione diverse opzioni per quanto riguarda l’Iran“, ha ricordato.

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