Francia, dipendenti in rivolta contro Capgemini: da anni collabora con l’Ice

  • Postato il 30 gennaio 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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Capgemini, il gigante francese dell’informazione e dei servizi digitali, quotato alla Borsa di Parigi nel CAC 40, collabora da anni con l’Ice, la polizia federale dell’immigrazione statunitense, al centro di polemiche internazionali per l’uso di metodi violenti e repressivi. Le rivelazioni del media online L’Observatoire des multinationales, confermate da altre testate della stampa francese, sono arrivate appena alcuni giorni dopo la morte di Alex Pretti, l’uomo di 37 anni ucciso durante un’operazione degli agenti federali, a Minneapolis. E il loro impatto in questi ultimi giorni è enorme in Francia: “Capgemini complice di gravi violazioni di diritti umani”, denunciano i sindacati.

È emerso che, nel dicembre 2025, la multinazionale – tramite la sua filiale statunitense Capgemini Government Solutions (CGS) – ha firmato con l’Ice un contratto da 4,8 milioni di dollari per fornire servizi di “indagine e verifica dei precedenti personali”, finalizzati all’identificazione di persone in situazione irregolare negli Stati Uniti. Inoltre, sempre da fonti di stampa, i rapporti contrattuali tra Capgemini e l’Ice non sono recenti, ma risalgono almeno al 2007. Come fa notare Mediapart, il 65% dei contratti di Capgemini con il governo federale Usa è firmato direttamente con l’Ice.

Le inchieste giornalistiche indicano che la filiale Usa di Capgemini gestisce anche un call center dell’Ice, detto “Voice”, destinato alle vittime di crimini attribuiti a stranieri immigrati e partecipa a operazioni di skip tracing, per la localizzazione di persone “scomparse”. Un contratto firmato lo scorso novembre per un importo potenziale fino a 365 milioni di dollari, con meccanismi di “bonus finanziari” legati ai risultati ottenuti, un metodo proposto a tutte le aziende disposte a collaborare con l’Ice, come già rivelato dal media The Intercept a ottobre.

Travolto dallo scandalo, il direttore generale di Capgemini, Aiman Ezzat, convoca oggi i responsabili sindacali. Da giorni le principali organizzazioni sindacali chiedono la rottura di tutti i contratti in corso con l’Ice. Per la CGT questa collaborazione “non solo è contraria ai valori che Capgemini dice di veicolare, ma fanno del nostro gruppo un complice attivo di gravi violazioni di diritti umani”. In una nota, la CGT chiede all’azienda di “sospendere tutte le sue attività con il governo federale statunitense, finché resterà nelle mani di fascisti che ritengono che non tutte le vite umane abbiano lo stesso valore”. A sua volta la CFDT parla di una “crisi senza precedenti” nella storia dell’azienda e denuncia “i numerosi atti brutali delle milizie dell’Ice, che disprezzano e si fanno beffa del diritto proprio a tutti alla legittima difesa dei propri diritti, arrivando persino ad assassinare coloro che oppongono una qualsiasi forma di resistenza o un accenno di rifiuto a questa autorità assimilabile alla matrice mafiosa”. Il sindacati rendono poi conto dell’”incredulità”, della “vergogna”, della “rabbia” dei dipendenti della multinazionale.

Sullo sfondo, un clima sociale già teso, aggravato dall’annuncio di un piano di 2.400 tagli di posti di lavoro (su 35.000 circa in tutto in Francia). Stando ai sindacati, gli organici in Francia sono già stati ridotti di circa il 5% nel 2025, a causa del mancato turnover del personale. Di fronte alle critiche, l’azienda ha in un primo tempo cercato di prendere le distanze. In un messaggio pubblico Aiman Ezzat ha affermato che la filiale statunitense opera in modo autonomo, sotto la legislazione americana, e che il gruppo non ha alcun tipo di accesso a “informazioni e contratti classificati”. Ha inoltre assicurato che il contratto firmato a dicembre, pur esistente, non sarebbe ancora entrato in vigore ed è oggetto di una revisione interna. La spiegazione tuttavia non convince i sindacati, ma neanche la classe politica. Il ministro dell’Economia, Roland Lescure, ha invitato Capgemini a “fare piena luce” e “totale trasparenza” sulla natura delle attività svolte dalla sua filiale americana.

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Il Fatto Quotidiano

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