US Open, Shelton sfida Zverev: "Il lavoro non è finito". Ben deve infrangere 4 tabù, ma può salvare Sinner
- Postato il 12 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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La finale dello US Open è quella più attesa, almeno quella che tutti si aspettavano dopo che i big “veri”, uno dopo l’altro e per motivi diversi, avevano abbandonato il torneo. Sarà Ben Shelton a sfidare Sascha Zverev nel match in programma domenica sera all’Arthur Ashe Stadum. L’americano contro il tedesco, l’orgoglio e la spregiudicatezza del giovane statunitense contro la solidità di un campione che sta vivendo forse il periodo più bello della sua carriera. Ben potrà contare sul tifo sfegatato del pubblico di Flushing Meadows, Zverev avrà dalla sua qualche certezza in più: uno Slam l’ha già vinto, mentre Shelton è alla prima finale.
- US Open, Shelton batte Tiafoe e va in finale
- Ben torna "Bulletto": "Zverev non mi spaventa"
- Quanti tabù da infrangere per Shelton in finale
- Classifica ATP, lo statunitense può aiutare Sinner
US Open, Shelton batte Tiafoe e va in finale
Era partita male la semifinale contro Tiafoe per Shelton, sorpreso dall’amico e rivale nel primo set: 4-6. Poi, però, Ben ha preso le misure, ha migliorato l’efficienza del servizio e ha iniziato a ridurre gli errori. Per Frances, che pure si è battuto con grande determinazione, non c’è stato niente da fare. Shelton ha spadroneggiato nei successivi parziali (6-3 6-3 7-5), staccando il visto per la finale. “Fantastico trovarsi in questa posizione. Sono super esaltato per il mio team più che per me, ho diverse persone al mio fianco che hanno trascorso tanto tempo con me, dedicando le loro vite al mio miglioramento, alla mia crescita e al mio tennis. Sono davvero felice per la squadra in questo momento“, le parole a fine match.
Ben torna “Bulletto”: “Zverev non mi spaventa”
In vista della sfida a Zverev Shelton è tornato “Bulletto”, con una serie di dichiarazioni sfrontate e spavalde. “Il mio lavoro qui non è finito. Sono super entusiasta di avere un’altra opportunità per scendere in campo e mostrare il mio meglio domenica. Ho perso cinque volte su cinque contro Zverev? Ero 0-1 nei precedenti contro Tsitsipas, ero 0-3 contro Alcaraz, Tiafoe mi aveva battuto l’ultima volta che abbiamo giocato su questo campo. È stata una strada in salita, quindi penso di essere pienamente pronto. Certo, bisogna trovare delle soluzioni e mi metterò subito al lavoro per riuscirci”.
Quanti tabù da infrangere per Shelton in finale
Quello dei confronti diretti con Zverev, tutti persi, è solo uno dei tanti tabù che Shelton è chiamato a infrangere nella finale dello US Open. L’altro è che non ha mai vinto uno Slam, a cui si aggiungono tre dati poco confortanti: dal 2003 uno statunitense non vince il torneo, dal 1972 un tennista di colore non arrivava in finale, da 58 anni non porta a casa la vittoria. “Per me l’intero torneo è stato un territorio inesplorato, mi trovo in posizioni in cui non sono mai stato prima e ho battuto ragazzi che non avevo mai battuto. Sono entusiasta di mettere tutto in gioco”. E ancora: “Voglio godermi questi momenti, senza prenderli alla leggera, ma sto affrontando la cosa in modo molto professionale”.
Classifica ATP, lo statunitense può aiutare Sinner
Oltre che a se stesso, Shelton può dare una grossa mano a Sinner nella difesa della posizione numero 1 in classifica fino al termine dell’anno. In ballo, infatti, ci sono i 700 punti che marcano la differenza tra il vincitore e il finalista dello US Open. Dovesse vincere lo US Open, Zverev si porterebbe a quota 9.690, a meno di duemila punti da Jannik, posizionato a 11.500. Una vittoria di Ben, invece, lascerebbe il tedesco sotto quota 9mila, a 8.990 punti, rendendo meno “pericoloso” il finale di stagione per il rosso di San Candido, che dovrà difendere 3.350 punti tra Pechino e le ATP Finals, contro i 1.080 di Zverev.