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US Open, l'Italia ha fatto 13: dalle qualificazioni arrivano Cinà, Guerrieri, Passaro e Stefanini

  • Postato il 29 agosto 2026
  • Di Virgilio.it
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US Open, l'Italia ha fatto 13: dalle qualificazioni arrivano Cinà, Guerrieri, Passaro e Stefanini

L’Italia ha fatto 13, ma per passare all’incasso bisogna attendere ancora un paio di settimane. Quando New York decreterà chi saranno il re e la regina dell’edizione 2026 degli US Open, alla quale l’Italia della racchetta si presenta senza la sua freccia più acuta (cioè Sinner), ma appunto con 13 giocatori pronti a dire la loro in quello che somiglia tanto a un torneo potenzialmente aperto a ogni scenario. Con 10 maschi e tre femmine a rappresentare il bel Paese nel main draw, tutti pronti a giocarsi le proprie carte in uno degli scenari più unici al mondo per giocare a tennis.

Favola Guerrieri: primo main draw slam a 27 anni

Manca Sinner, è vero, ma ci sono anche Guerrieri, Passaro e Cinà. Un terzetto inedito e (per certi versi) inatteso: Guerrieri ad esempio a 27 anni ha trovato la prima qualificazione al tabellone principale di uno slam, e l’ha fatto nel modo forse più rocambolesco, sulla falsariga di quanto raccontato da un 2026 in clamorosa ascesa.

All’inizio dell’anno il giocatore emiliano (nativo di Correggio, quindi compaesano di Ligabue) bazzicava la numero 500 del ranking, adesso ha sfondato il muro della top 200 e se dovesse battere Alex de Minaur avanzerebbe ancora molto più avanti.

Il fatto però è che de Minaur è uno dei peggiori clienti che gli potessero capitare in sorte: dopo aver vinto le tre partite di qualificazione contro il danese Holmgren, l’austriaco Schwaerzler e il tunisino Dougaz, l’asticella al primo turno si alzerà inevitabilmente, ma per Guerrieri (che in stagione ha vinto il Challenger al Roma Open) il primo main draw slam rappresenta potenzialmente un punto di svolta nella carriera.

Ri-Passaro: dopo un anno duro, il perugino vede la luce

Guerrieri si allena a Foligno sotto l’egida di Giampaolo Coppo e Riccardo Maiga, dunque non molto distante da Perugia, dove Francesco Passaro ha costruito il proprio percorso, ritrovando finalmente il filo del discorso dall’altra parte dell’oceano. Perché dopo aver faticato e non poco a trovare continuità nell’ultimo anno, tanto da vedersi confinato oltre la top 200 mondiale, a Flushing Meadows ha ritrovato il tocco magico e con esso pure un tris di successi che gli ha permesso di ritrovare un tabellone principale slam a distanza di un anno esatto dall’ultima volta (dove perse al primo turno contro Cobolli).

Dopo i successi su Gill e Gentszch, nel decisivo match contro il giapponese Mochizuki ha disputato una delle migliori partite stagionali, vincendo per 6-4 6-2 e andandosi a prendere un incrocio tutto sommato accessibile contro Jesper de Jong, col quale cercherà di prendersi la rivincita dopo la sconfitta patita nel 2025 al primo turno al Roland Garros (ko. al quinto dopo che il perugino era avanti due set a zero). In caso di passaggio del turno, lo sfidante sarà uno tra Zizou Bergs e Carlos Taberner. Ma per Passaro era importante tornare in un main draw di valore, e ora sarà un viaggio più leggero.

Cinà continua la scalata, Stefanini completa il puzzle

A New York non era andato oltre il secondo turno del tabellone cadetto Federico Cinà, che stavolta ha deciso di fare le cose come si deve. E battendo in rimonta il cinese Bu Yunchaokete nell’ultima e decisiva sfida per accedere al main draw (3-6 6-4 7-5) ha dimostrato di essere pronto a fare un deciso balzo in avanti.

A Parigi a maggio aveva raggiunto il secondo turno, qui proverà almeno a fare altrettanto, anche se la sfida contro l’americano Alex Michelesen si presenta comunque abbastanza equilibrata, visto il recente andamento del giocatore californiano. Decisamente più tosto sarebbe l’incrocio successivo contro Brandon Nakashima (o Sebastien Baez, che parte decisamente sfavorito), ma per Cinà aver centrato la prima qualificazione a Flushing Meadows rappresenta comunque un deciso passo avanti.

Lo stesso fatto da Lucrezia Stefanini, che a 28 anni ha centrato l’obiettivo inseguito una vita: anche per lei è la prima volta nel tabellone principale agli US Open, l’unico che le mancava alla collezione degli slam. Dopo i successi su Asku e Brengle, contro Julieta Pareja è arrivata un’altra vittoria pesante (6-3 6-4), con la pratese che è stata tra le poche ad essersi qualificata senza aver ceduto neppure un set. Debutterà contro l’ucraina Yastremska, senza porsi grossi limiti e provando a trovare la seconda vittoria in carriera in un major (vinse all’esordio in Australia nel 2023 contro Tatjana Maria).

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Virgilio.it

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